Informazione confusa e contradditoria in Umbria. Venerdi’ 21 agosto: “Il Giornale dell’Umbria” della famiglia dei cementieri Colaiacovo, diretto concorrente del Corriere dell’Umbria, i cui proprietari sono i cementieri Barbetti, esce in edicola con un urlo in locandina e un titolo a tutta pagina: “Inchiesta liquami di Bettona – Indagati anche Lorenzetti e Bottini” E’ una notizia in esclusiva a firma di Francesca Bene. Eccola: “Una delibera della giunta regionale del 2008, quella relativa alla rivalutazione dello status degli escrementi animali da rifiuti e reflui, è costata alla presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti e all’assessore all’Ambiente Lamberto Bottini, l’iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Bettona. I loro nomi figurano nella lista degli 85 indagati non raggiunti da ordinanza di custodia cautelare. Secondo quanto scritto nell’i nformativa dei Carabinieri del NOE, la norma avrebbe agevolato chi voleva lucrare a danno dell’ambiente”. La deliberazione sotto inchiesta sarebbe la 456 dell’aprile 2008 della Giunta Regionale. I Carabinieri del NOE ipotizzerebbero che la legge sia viziata da illegittimità. Alle 12.45 l’Agenzia Regionale dell’Ansa “lancia” una notizia secondo la quale il portavoce della governatrice Maria Rita Lorenzetti, Antonio Francesco Arcuti, afferma che sia il Presidente che l’assessore all’ambiente non sono a conoscenza di un’indagine nei loro confronti. Dunque, non conferma, non smentisce. Nell’edizione delle ore 14 del Tg3 dell’Umbria, il giornalista Andrea Chioini, dà una notizia completamente diversa dalle prime due: “La Procura della Repubblica di Perugia smentisce che vi sia un’indagine nei confronti della Presidente della Regione e dell’Assessore all’ambiente”. I cittadini umbri, su una stessa presunta notizia anno avuto tre versioni contrastanti e completamente diverse tra loro. Poi, Sabato 22 agosto, Il Giornale dell’Umbria , torna a caratteri cubitali sull’argomento, scrivendo tra l’altro che “Le indagini sul documento hanno coinvolto come atto dovuto la presidente delle Regione e l’Assessore all’Ambiente. Due punti di vista differenti, insomma: quelli dei Carabinieri del Nucleo operativo ecologico e quelli dei giudici del collegio del riesame. Due tronconi dell’indagine. Nel secondo ci sarebbero indagati eccellenti. Secondo i militari la delibera di Giunta in questione, la 456 dell’aprile 2008 sarebbe ritenuta illegittima, il documento, infatti, si discosterebbe dalle leggi nazionali e dalle direttive europee in materia, per un particolare: “L’utilizzazione agronomica delle frazioni solide e liquide di risukta del processo di trattamento è esclusa dal campo della normativa in materia di rifiuti”, di fratto dunque il Noe ha contestato, a livello di ipotesi investigativa, un presunto “aggiustamento” dela deliberazione regionale finalizzata presumibilmente, a FAVORIRE IL GRUPPO ACCUSATO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Bettona. La Procura, come scritto sopra non ha diffuso nessuna dichiarazione ufficiale, anche perchè i titolari dell’inchiesta, i sostituti Manuela Comodi e Federico Centrone sono in ferie. Invece Il Tg3 (che come tutti possono constatare è una sorta di “ufficio stampa” della Giunta Regionale), ha detto che la Procura smentiva.
G.Pa

