LA CORSA AI TESTI SCOLASTICI USATI

25 agosto 2009
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libri scolastici1 232x250 LA  CORSA AI TESTI SCOLASTICI USATIQuest’anno alcuni editori di libri per la scuola hanno rinunciato ad aumentare i prezzi e, in certi casi, li hanno ritoccati lievemente al ribasso. Ma questo non consola le famiglie alle prese con il caro-studio.
Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio “Gli Invisibili”, per farvi fronte 3 famiglie su 10 saranno costrette a ridurre le spese alimentari, anche se la rinuncia alle vacanze (34% del campione) resiste al primo posto tra le tecniche di risparmio. Comunque anche le cartolibrerie ternane si sono attrezzate per l’usato e un centro è stato aperto anche ala Ipercoop di Collestrada e di Terni. Pero’ non si tratta solo di testi scolastici, ma di tutto il materiale didattico, astucci, penne, matite, righe, gomme eccetera.
Quel che resta dello stato sociale viene loro incontro con un contributo, riservato alle famiglie con reddito inferiore ai 10.000 euro l’anno, secondo i parametri ISEE, che tuttavia arriva a coprire non più del 30% delle spese. Considerando poi i testi soltanto “consigliati”, altro materiale didattico e le esigenze dei vari corsi, ad esempio le divise da cuoco negli istituti alberghieri, la dotazione di compassi negli istituti d’arte, sempre più spesso computer e relativi programmi, si arriva facilmente a 700 euro per ciascun figlio. Ma non finisce qui: la scuola è tornata matrigna come prima del ’68, gli alunni bocciati e chiamati a recuperare a settembre sfiorano il 30%, paradossalmente in tempi in cui i titoli di studio non valgono quasi niente per entrare nel mondo del lavoro. Dunque, lezioni private a go go. E ancora, l’autonomia scolastica comporta talvolta la partecipazione alle spese per… la carta igienica, o il pagamento dei corsi al di fuori delle materie curricolari, tenuti in orario scolastico, solo teoricamente non obbligatori, dal momento che valgono crediti e nessuno si sente di privarsene. Corsi diventati ormai quasi una moda.Se in passato queste cose erano sconosciute, è vero che rispetto ai libri di testo c’era il far west, con insegnanti che si sbizzarrivano a cambiarli ogni anno, spesso soltanto per via di una nuova edizione, che comportava magari una o due pagine diverse, ostacolando pesantemente la pratica del libri usati. Solo da pochi anni i governi si sono preoccupati di imporre tetti di spesa con il vincolo a non cambiare per almeno sei anni e di privilegiare gli editori che, a loro volta, si impegnano a non mettere in commercio nuove edizioni per lo stesso periodo. Si comincia anche a parlare di adottare, entro il 2011–2012 libri scaricabili gratuitamente da internet.Al momento bisogna accontentarsi di ricorrere ai libri usati. Negozianti ed acquirenti si dividono da buoni amici il frutto di questa vecchia, solida pratica. Ma non tutti lo fanno, come ci spiega la titolare della libreria “Arcobaleno”. «Si tratta di un impegno gravoso, bisogna controllare tutti i volumi, spesso restaurarli un po’, intrattenersi molto di più con i clienti. Da un punto di vista esclusivamente economico è un lavoro in perdita, lo facciamo per aiutarli e, senza malizia, fidelizzarli. D’altra parte la nostra è una piccola comunità e se viene a mancare la solidarietà, l’aiuto scambievole… ».Ci piace pensare che chi è disponibile come lei, non tutti, ma comunque molti, sia meritevole di elogio. Si tratta di uno dei tanti casi in cui la supplenza dei cittadini è necessaria per rendere effettivi i diritti. Per inciso, il diritto allo studio è solennemente sancito dalla Costituzione, che ne prevede la gratuità per quanto riguarda la scuola dell’obbligo. Una lontana ed infelice sentenza della Corte costituzionale la limitò tuttavia alle elementari, stabilendo che per la scuola secondaria di 1° grado, le medie, si deve intendere soltanto il lavoro degli insegnanti.

Enrico Cardinali

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