C’è venuto addosso un tronco”. Poche parole. Con poco fiato e senza dettagli. E’ quanto ha detto Vincenzo Pirchi subito dopo il salvataggio miracoloso in mare due miglia al largo di Marotta agli uomini della Capitaneria di Porto di Senigallia del comandante Domenico Ciccone. Il suo amico Giovanni Farinelli, ferroviere 71enne di Fabriano che conosceva da tempo e che ogni anno ritrovava a Marotta per le vacanze al camping “Il Gabbiano”, non ce l’ha fatta. Il suo corpo senza vita è stato trovato domenica sera al largo e domani si celebreranno i funerali a Fabriano. Ci sono ancora molti aspetti da chiarire (la stessa barca non è stata ancora ritrovata) ma sembra aprirsi uno spiraglio sul mistero dei naufraghi rimasti in mare per 48 ore dopo un incidente in mare. Giovedì il piccolo natante di quattro metri e mezzo era scomparso nell’Adriatico e solo Vincenzo può dire cosa sia accaduto. Forse quelle poche parole possono essere la chiave: quel tronco di cui a fatica ha parlato il falegname di Montecastelli di Umbertide di 69 anni. Tronco trasportato dalle correnti che può aver aperto una falla sull’imbarcazione e portato alla tragedia. Vincenzo per ora non potrà aggiungere di più. E’ vivo ma è ancora in prognosi riservata all’ospedale di Senigallia, “in stato di coma farmacologico – spiega il bollettino medico del dottor Alberto Lanari – in ventilazione meccanica. Ricoverato in rianimazione per un grave stato di choc ipovolemico con disidratazione e ipotermia e insufficienza renale. L’emodinamica è mantenuta stabile con il ricorso ai farmaci”. Vincenzo è salvo dopo essere rimasto in mare aggrappato a un salvagente per due giorni. Era uscito in barca con l’amico Giovanni giovedì mattina per una battuta di pesca sportiva. Come facevano sempre, avevano detto di rientrare per pranzo, ma non ce l’hanno fatta. Per due giorni e due notti Vincenzo è rimasto aggrappato a una ciambella, impotente sotto il sole e impotente di fronte alla morte dell’amico. La magistratura di Ancona ha aperto un’inchiesta

