Scontato no di Basell al Piano Novamont: doccia fredda su sindacati e politici, protagonisti di politiche superate dalla storia dell’economia moderna

8 giugno 2011
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basell8 Scontato no di Basell al Piano Novamont: doccia fredda su sindacati e politici, protagonisti di politiche superate dalla storia delleconomia modernaBasell dice no al Piano Novamont e per i lavoratori si apre un baratro se il Governo in qualche modo non interverrà, ma fin dove arrivano le possibilità di salvataggio? A nostro avviso Terni paga lo scotto di politiche ferraginose e datate di sindacati e politici che hanno puntato tutto sul mito della “classe operaia” per meri interessi di bottega, senza porsi mai il problema di guardare più in là del proprio naso. In Comune si è svolta una conferenza stampa al termine della quale è stato emesso un comunicato insieme a Provincia e Regione:  “Il rigetto di Basell Europa dell’offerta complessiva di  Novamont, con un piano industriale supportato da impegni economici importanti, è una doccia fredda per tutti noi”.
“Convocheremo gli stati generali della città e tutte le istituzioni umbre per lanciare una vertenza Terni. Occorre un cambio di passo da parte del Governo in quanto i destini del Polo chimico di Terni sono essenziali non solo per la nostra città ma anche per il Paese e il suo sistema industriale”.
Sono questi alcuni dei passaggi essenziali della conferenza stampa che si è tenuta nella tarda mattinata di oggi a Palazzo Spada e che ha visto la partecipazione del sindaco Leopoldo Di Girolamo, dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Gianluca Rossi, del presidente della Provincia Feliciano Polli.
“Nell’incontro avuto con le rappresentanze dei lavoratori – ha detto il sindaco -  abbiamo dato notizia di quanto trasmesso alla regione, della lettera dell’ad di Basell Europa inviata a Novamont. Speravamo che potesse concludersi in maniera positiva una trattativa che poteva dare a Terni e al Paese una prospettiva reale nella direzione della cosiddetta chimica verde. Comunque noi non ci fermeremo. Convocherò le rappresentanze cittadine per lanciare una vertenza nazionale inderogabile. Occorre un cambio di passo da parte del Governo, non può essere che il Governo non risponda a una sua grande responsabilità, si è assunto anche in queste settimane dei doveri e si attivino ora quegli strumenti che Terni merita. La siderurgia e la chimica sono elementi essenziali per questa città e più complessivamente per il Paese”.
“Non si può buttare via – ha concluso il sindaco – un nuovo volano di sviluppo come quello della chimica verde. Il Governo ha tutti gli strumenti di diplomazia economica per risolvere in maniera positiva la vicenda, inserendola in una dimensione nazionale e internazionale, quale essa è”. 
Dal canto suo, l’assessore regionale Gianluca Rossi ha aggiunto: “Tempestivamente mi sono messo in contatto con il dottor Castano, responsabile dell’unità delle crisi industriali del Mise e con il dottor Mastrobuono, capo di gabinetto del ministro Romani. La presidente Marini conta di interloquire nel più breve tempo possibile con il Governo, ai  massimi livelli”.
“Esprimiamo – ha sostenuto Rossi – forte ed unanime preoccupazione per lo stato dell’arte, che  è quello oramai congelato da troppo tempo: Basell ha chiuso il sito di Terni, Novamont vuole acquistarlo, ma Basell non vuole vendere a Novamont. Tutto ciò richiede una pronta e non più rinviabile iniziativa del governo nazionale verso la multinazionale texana al fine di rimuovere una posizione al momento di indisponibilità.   Non ci sono ragioni oggettive, infatti, perché il progetto della Newco non vada in porto e siccome ad esso sono legate le sorti di centinaia di posti di lavoro e una seria prospettiva di reindustrializzazione, chiediamo al ministro Romani, come più volte annunciato, di farsi carico fattivamente del problema convocando al più presto una riunione al Mise per fare il punto della situazione con le organizzazioni sindacali, la Regione e le istituzioni locali.
Tutto ciò si inserisce in una contingenza regionale che rischia di vedere l’Umbria come emblema del declino industriale italiano e che richiederebbe consapevolezza e prontezza nell’affrontare vicende come la Merloni, la Thyssen Krupp e il Polo chimico di Terni, al fine di invertire una tendenza che può mettere in discussione migliaia di posti di lavoro e un futuro industriale di un intero Paese”.
Il presidente Feliciano Polli ha dichiarato: “L’atteggiamento della Basell è inaccettabile. Questo territorio e i lavoratori dell’azienda non possono subire passivamente e devono invece reagire con forza. La proposta di Newco con il coinvolgimento di Novamont poteva garantire una prospettiva importante per tutto il polo chimico. Viste le negative evoluzioni di oggi e la posizione assunta da Basell a questo punto occorre che il governo intervenga profondendo il massimo sforzo in tempi brevissimi per riportare la Basell al tavolo della trattativa con una sua controproposta per riprendere rapidamente il cammino del progetto del polo della chimica verde. Sotto questo profilo il sito ternano, come noto e come è nella convinzione delle istituzioni locali e regionali, è di grandissimo interesse sia a livello locale che nazionale”.

Secondo i canoni della più biecastrumentalizzazione, la sinistra del ‘tanto peggio tanto meglio’ è
interessata solo alla facile propaganda stravolgendo genesi e natura dellavertenza Basell che, malgrado l’impegno delle istituzioni, è una vicenda tra privati dove il ruolo pubblico è solo quello di favorire accordi e non di imporli”. Così i Consiglieri del Pdl Alfredo De Sio e Raffaele Nevi rispondono alle accuse del consigliere Damiano Stufara (Prc-Fds). “In questi mesi – aggiungono i due esponenti del Pdl – tutti hanno
cercato di aprire crepe nel rigido protocollo che la multinazionale aveva adottato, per evitare la definitiva chiusura dello stabilimento, e il fatto che ci sia una trattativa aperta è anche il frutto dell’impegno del
Governo che si sta adoperando per favorire soluzioni percorribili che giungano ad una conclusione positiva. Il confronto con Novamont che sta vertendo essenzialmente sulla rilevazione in blocco del complesso industriale – spiegano Nevi e De Sio -, sappiamo che registra delle difficoltà tra le parti e che il Governo nel rispetto del suo ruolo si sta impegnando per favorire una soluzione positiva che porti ad un rilancio ell’intero. sito”. Secondo Nevi e De Sio nell’attuale fase della vicenda occorre “senso di responsabilità e non velleitarismi che rischiano di portare alla politica dello scaricabarile e di non risolvere i problemi reali . Il futuro di migliaia di famiglie – concludono i due esponenti del Pdl – non è un gioco né un elemento di propaganda elettorale e per questo occorre serietà e sobrietà in ogni azione e pronunciamento”.  Giancarlo Padula

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