Dall’inchiesta condotta dal procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Luis Moreno-Ocampo, risulta che il leader libico Muammar Gheddafi ha ordinato ai suoi uomini di compiere stupri di massa, distribuendo anche ai suoi soldati stimolanti sessuali come il viagra. Lo ha detto lo stesso Moreno-Ocampo al Palazzo di Vetro, precisando che potrebbe prefigurarsi un nuovo capo di imputazione contro Gheddafi, alla luce dei nuovi elementi emersi.
Da informazioni raccolte durante l’inchiesta, ha detto il procuratore, risulta che centinaia di donne sono state aggredite in certe zone della Libia. Moreno-Ocampo ha aggiunto che ci sono “diverse prove” relative al fatto che le autorità libiche hanno acquistato stimolanti sessuali per distribuirli ai soldati nel quadro di una politica ufficiale che ha incitato agli stupri.
“All’inizio avevamo dei dubbi, ma ora siamo convinti che Gheddafi ha deciso di punire la popolazione ricorrendo agli stupri)”, ha detto ancora il procuratore. “Abbiamo informazioni secondo cui Gheddafi stesso ha deciso di ricorrere agli stupri. Lo stupro è una nuova forma di repressione”, ha detto Moreno-Ocampo. “Oggi confermiamo che Gheddafi ha attuato una politica degli stupri in Libia”. Il Cpi deve decidere a breve se accusare Gheddafi di crimini contro l’umanità. Intanto la comunità internazionale torna a riunirsi attorno a un tavolo nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi in Libia. Mentre nel Paese proseguono i bombardamenti della Nato contro obiettivi del regime e i soldati fedeli a Muammar Gheddafi si confrontano con i ribelli alle porte di Misurata. Ad Abu Dhabi oggi è prevista la terza riunione del Gruppo di contatto sulla Libia, dopo quelle di Doha e Roma. Negli Emirati è arrivato anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, reduce da una serie di incontri a Baghdad. Obiettivo del vertice odierno, al quale prenderà parte anche il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, è cominciare a discutere del futuro della Libia senza il colonnello. Intanto a Perugia un terzo cittadino libico e’ stato arrestato questa mattina a Perugia nell’ambito dell’indagine condotta da Digos e Ucigos su presunte minacce e intimidazioni da parte di un gruppo di sostenitori del regime di Gheddafi residenti in Italia nei confronti di connazionali avversi al Rais. L’arresto e’ stato eseguito su disposizione della procura perugina e segue altri due arresti avvenuti nelle scorse settimane.
(Fonti:TMNews- Plg-Coa-Cla; Agenzia Agi)




