CASO BOFFO-TERNI, LA VERITA’ NASCOSTA IN UN’AUDIOCASSETTA

settembre 8, 2009
By Web & Books

È tornato in cassaforte, il fascicolo giudiziario che contiene i presunti segreti del caso Boffo con tanto di voce registrata del vero molestatore di A. B., la ragazza trnana che nel 2002 si rivolse ai carabinieri dopo aver ricevuto alcune telefonateda una voce che la insultava e la minacciava. E che conosceva persino i particolari intimi dei rapporti che lei intratteneva con il suo fidanzato dell’epoca, uno steward di una compagnia aerea che aveva una decina di anni di più. Perché alla fine, snervata e anche spaventata da quella voce, la ragazza decise di registrarla. E consegnò l’audiocassetta ai carabinieri, che la girarono in Procura.
Quel nastro, seppure registrato male, con interferenze e rumori di sottofondo, è l’unica prova vera del processo. Potrebbe servire a stabilire senza ombra di dubbio se quella de Il Giornale è davvero una â€pataccaâ€, come l’ha definita il direttore di Avvenire dimessosi. Oppure se la ragione pende dalla parte di Vittorio Feltri, che ha pubblicato la notizia del coinvolgimento di Boffo in una storia di molestie e di relazioni omosessuali, invitandolo ad evitare moralismi in casa altrui.
Eppure quel nastro non è mai stato trascritto, dai magistrati di Terni. Gli investigatori impiegarono mezza giornata ad ottenere i tabulati delle telefonate in entrata sul numero della ragazza e fu immediatamente chiaro che a chiamare era il cellullare in uso al direttore dell’Avvenire. Non ci fu bisogno di fare accertamenti ulteriori, perché Dino Boffo accettò il decreto penale di condanna richiesto dal pm. Il direttore di Avvenire avrebbe potuto opporsi con una memoria scritta, esponendo le argomentazioni a sua difesa.
Prima fra tutte, la circostanza che lui e A. B. si erano conosciuti di persona, nel marzo 2001. E che, di conseguenza, se fosse stato davvero lui l’anonimo molestatore, forse lei lo avrebbe riconosciuto subito. Invece, almeno a raccogliere le indiscrezioni in Procura, quando Anna e la sua famiglia seppero che era proprio il direttore dell’Avvenire ad essere indiziato per quel reato, decisero di tirarsi indietro. Almeno nella misura in cui glielo consentiva il codice penale: Anna B. ritirò la querela per le ingiurie; ma il processo per le molestie andò avanti lo stesso, poiché quello è un reato perseguibile di ufficio e in Italia l’azione penale è obbligatoria.

Eppure, Boffo avrebbe potuto evitarla del tutto, quella condanna, se solo una perizia audiofonica avesse escluso che quella voce, seppure registrata in modo disturbato e quasi impercettibile, era la sua. Ma accettò il decreto di condanna senza animare un contraddittorio. Si limitò a spiegare che il telefonino era a disposizione di alcuni collaboratori più stretti, di Avvenire e anche di Sat2000, l’emittente collegata. E che non poteva sapere chi avesse effettuato le telefonate. Il magistrato fece una verifica semplice: chiamò a testimoniare le persone che, risultavano essere state chiamate subito prima e subito dopo Anna B.; tutte assicurarono che all’altro telefono c’era Boffo. E che mai, in passato, erano stati chiamati da quel numero da una persona diversa, da un collaboratore o da qualcun altro.
Questa circostanza convinse il pm della effettiva responsabilità di Boffo. Oggi, a distanza di molti anni, quella cassetta potrebbe essere ascoltata: se Boffo querelasse Feltri, questi avrebbe infatti diritto a chiedere di utilizzare gli atti del processo per molestie per difendersi. Boffo, in realtà, l’aveva annunciata. Ma per il momento non risulta che sia stata depositata. Non è poi escluso nche la nragazza ternana tirata i ballo alla quale va tutto il rispetto e la tutela dellaprivacy, posso in futuro dire la sua.Dino Boffo 608893a 250x120  CASO BOFFO TERNI, LA VERITA NASCOSTA IN UNAUDIOCASSETTA

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3 Responses to CASO BOFFO-TERNI, LA VERITA’ NASCOSTA IN UN’AUDIOCASSETTA

  1. kondiaw on settembre 8, 2009 at 11:11 pm

    ma viene in mente a qualcuno che la querela è stata ritirata perchè aveva sortito il suo effetto? Ovvero Boffo aveva smesso di molestare la giovane signora! Che quindi non intendeva andare oltre e imbarcarsi in una lunga questione legale…

    • Giancarlo Padula on settembre 8, 2009 at 11:47 pm

      SI’, ma il caso Bofffo è una cosa molto complessa. Un Intrigo dai contorni ancora oscuri.

  2. alessandro maiorano on agosto 15, 2010 at 8:50 am

    si e vero il caso boffo e una cosa molto complessa,un intrigo ancora OSCURI,come molte ALTRE VICENDE accadute a TERNI…….poco chiare e misterisamente NASCOSTE

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