La biografia di Antonio Baldassarre è effettivamente molto brillante. Cattedra universitaria di Diritto Costituzionale a soli 29 anni; nel 1986 nominato giudice costituzionale; nel 1995 eletto presidente della Corte Costituzionale. A 55 anni è stato uno dei più giovani giudici ad aver mai ricoperto tali funzioni. Ha collezionato molti incarichi di prestigio, tra cui vale la pena di ricordare la presidenza del Comitato di autocontrollo della Borsa di Milano e del Consiglio di amministrazione della Rai, nel 2002, durante il secondo governo Berlusconi. Negli anni ’80 fu molto corteggiato dal Pci, che lo presentava come fiore all’occhiello alle feste de L’Unità e lo cooptò come consulente giuridico e anche come consigliere comunale. A quei tempi si professava ingraiano. Bisogna dire che in Umbria quasi tutti lo erano, ma cambiarono disinvoltamente casacca quando Achille Occhetto operò la svolta della Bolognina, e si trovarono d’accordo nello sciogliere il partitone, vissuto come un intoccabile feticcio fino al giorno prima. Ma ora Baldassarre, passando, armi e bagagli, allo schieramento di centro-destra si è candidato quest’ anno per la carica di sindaco, sostenuto dalla lista civica “Rinnoviamo Insieme Terni” e dal PDL. Fino a farsi aiutare, nelle sale e nelle piazze, da big della politica come Renato Brunetta, Carlo Giovanardi, Franco Frattini, il leghista Roberto Calderoli e, soltanto in teleconferenza, Silvio Berlusconi. Anch’egli dimenticando allegramente gli attriti di quando era presidente della Rai, che peraltro gli costarono il siluramento dopo appena un anno, e i no opposti più volte al cavaliere, che gli chiedeva di fare il ministro della Giustizia, dichiarando ai quattro venti di non riconoscersi nella sua politica in questa materia. In campagna elettorale ha promesso orizzonti gloriosi e si è solennemente impegnato a rivoltare Terni come un calzino, immaginandola città della produzione di energie pulite da fonti rinnovabili, con impianti eolici e solari ogni 50 metri; risanando e ristrutturando le aziende partecipate, il SII, l’Afm, l’Asm e perfino l’inceneritore; istituendo nei quartieri più popolosi, come Borgo Rivo, la Gabelletta, Cesi, Collescipoli, Collestatte o Cospea, punti decentrati di diagnostica e di cura di base (radiografie, elettrocardiogrammi, ecografie, day service); realizzando un “vero campus universitario”alternativo a quello che non c’è; informatizzando realmente la macchina comunale, per ottenere un risparmio del 30% sulla spesa pubblica e liberare nuovi fondi per università e infrastrutture culturali e sportive; portando la raccolta differenziata dei rifiuti da meno del 33% a oltre il 65%; costruendo un nuovo inceneritore ad impatto ambientale zero – e questo sì che sarebbe un miracolo! -; sfruttando più efficacemente e più ampiamente i contributi europei, che i cialtroni distratti del centro-sinistra dimenticano addirittura di chiedere; e, in generale, guarendo e salvando tutti i bubboni infetti, dagli stabilimenti cinematografici di Papigno al Centro Multimediale, dalle manifestazioni valentiniane al turismo in Valnerina; e, infine, coronando il suo vecchio sogno di un circuito specificamente dedicato alle gare motociclistiche, da fare invidia all’autodromo di Vallelunga, nella speranza di premiare da sindaco un campione ternano che avesse vinto il Moto Mondiale. Proteso all’attuazione di questo entusiasmante programma e confortato dai sondaggi “veri”, che davano il crollo del 20% della sinistra, il professore non ha esitato a correre da solo senza allearsi con UDC e Terni Oltre . Cioè vincere di sicuro. Ora invece Antonio Baldassarre con la sua strategia, sostenuta dalla dirigenza del PDL ternano Cecconi / De Sio, è riuscito a dimezzare i rappresentanti del Pdl e dividere in due tronconi l’opposizione, segue i lavori del consiglio comunale con gli occhi persi nel vuoto, si alza, fa un giretto, si risiede, poggia il mento sulla mano e, interpellato, risponde «mah, cosa vuole che le dica… per valutare questa nuova amministrazione bisogna attendere un po’ di settimane, per ora non sono in grado di fare alcun commento». Evidentemente dorme nella stessa camera del sindaco Di Girolamo e dell’assessore Luigi Bencivenga, isolata dal frastuono del mondo da doppi vetri e spessi tendaggi. Al punto di non essersi accorti, tutti, che in questi mesi la città è diventata un far west, con proteste nel carcere, suicidi nelle case, raid vandalici, risse, tentati stupri, omicidi e colpi di pistola nelle strade, rapine, commercianti imbufaliti per cantieri aperti in pieno centro, senza uno straccio di riorganizzazione del traffico e risarcimenti per il dannoso disturbo, associazioni ambientaliste furibonde per le emergenze che arrivano a ripetizione e cittadinanza preoccupata di quale acqua beve o alimenti mangia, la Thyssen Krupp che annuncia altri tagli all’occupazione, operai incatenati al cavalcavia del raccordo Terni-Orte, proteste contro i tagli nel settore scolastico, la Cgil funzione pubblica che convoca l’assemblea di tutti i dipendenti comunali in risposta al blocco degli appalti per i servizi sussidiari all’istruzione per l’infanzia, una città, in definitiva, tutt’altro che tranquilla ed esente da conflitti e problemi. Ma dove sono gli amministratori e l’opposizione? Non si vedono, non si sentono, non parlano! Baldassarre si regge il mento, appesantito da tanto lavoro e gravi preoccupazioni. Voci interne al “Palazzo” alludono ad una sua organicità al blocco di potere che fa capo, manco a dirlo, ai palazzi di Perugia e Montefalco, eco dei salotti romani. Non vorremmo che alla fine si scoprisse che le ultime strategie elettorali comunali – perdenti – siano state indirizzate per mantenere i poteri già presenti, rimandando ad altro momento il cambiamento che i ternani-people hanno dimostrato di volere attuare. Prof… non sarà mica vero?
Enrico Cardinali

