L’Avvocatura dello Stato, per conto del governo, ha presentato la sua difesa del lodo Alfano, la legge che sospende i processi giudiziari per le cinque più alte cariche dello Stato rendendole immuni da qualunque tipo di reato. “Non mi sembra proprio che quella sollevata dall’Avvocatura dello Stato sia una questione pertinente. Altre sono le questioni all’esame dei giudici”, sostiene Antonio Baldassarre, ex presidente della Corte Costituzionale, in un’intervista alla Stampa a proposito della decisione della Corte costituzionale che arriverà il prossimo ottobre. L’organo difensivo dell’esecutivo ha infatti presentato una difesa basata sull’incapacità di un’alta carica, come il presidente del Consiglio, di gestire processi personali e incombenze derivanti dalla carica istituzionale, con conseguenza delle probabili dimissioni. Situazione descritta dall’Avvocatura “valida per tutti gli italiani” – “Da quel che sento, si dipinge un perverso circuito mediatico-giudiziario”, dice Baldassarre. “Ma se la situazione che si dipinge fosse vera, e non entro nel merito, allora dico che questa situazione vale per tutti gli italiani, mica solo per chi ha rilevanti cariche pubbliche. Anzi – prosegue – riguarderebbe più i cittadini comuni, perché la violazione al diritto della propria privacy, nel nostro ordinamento, è mitigata nel caso di una persona che rivesta un incarico pubblico”. “C’è disparità di trattamento tra il premier e gli altri cittadini?” – “Il problema all’esame della Corte in verità e un altro”, afferma. “Il punto è se vi sia una disparità di trattamento tra le varie cariche dello Stato. Oppure se vi sia disparità tra i cittadini qualsiasi e le cariche dello Stato”. Pecorella: l’avvocatura ha centrato il problema – Diverso il parere di Gaetano Pecorella, per il quale “l’impostazione dell’avvocatura rappresenta un problema reale, la ratio della legge è anche quella, ovvero l’incompatibilità tra un forte impegno difensivo e il fatto che gli impegni istituzionali lo impediscono”. Il deputato del Pdl e legale di Silvio Berlusconi, che in un’intervista al Corriere della Sera appoggia la strategia difensiva dell’Avvocatura di Stato sul lodo Alfano, sostiene che “l’Avvocatura si è forse espressa in modo un po’ troppo politico, però ha centrato il punto”, afferma Pecorella. “Ha colto – aggiunge – una delle ragioni fondamentali dell’unicità della posizione del presidente del Consiglio rispetto a quella dei ministri e anche dei presidenti di Camera e Senato”. Mirabelli: la Corte decide nella massima serenità – “In camera di consiglio le tensioni che arrivano dall’esterno non vengono drammatizzate”, assicura in una intervista al Riformista Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale. “La Corte decide nella massima serenità. Questo non significa che tutte le opinioni sono omogenee. E’ possibile che si rimescolino le carte. Insomma, non darei per scontato che, perché qualcuno ha una certa provenienza, poi sosterrà la tesi caldeggiata dal settore della opinione pubblica o della politica al quale fa riferimento. Inoltre, in camera di consiglio approda una amplissima documentazione, c’è una riflessione personale di ciascun giudice. E un luogo di grande approfondimento e riflessione”. Sul Lodo Alfano “può esservi una duplicità di lettura. Se riteniamo che l’istituto non introduca una immunità ma operi sul piano processuale come una sospensione, può essere visto come uno strumento che garantisce il diritto di difesa. Infatti, la durata dei processi può far sì che in alcuni casi i titolari di alcune funzioni abbiano un impedimento a partecipare al giudizio con continuità. C’è poi la lettura opposta: si tratta di un privilegio irragionevole. Ecco, se prevale questa seconda lettura, il dubbio di legittimità diventa pi robusto. Ma starei attento a concentrare l’attenzione sulla decisione della Corte che è soltanto il momento terminale di un lungo processo. Si dovrebbe fare attenzione al contesto nel quale nascono queste questioni. E’ un dato di fatto che la durata dei processi porta a una drammatizzazione di ogni questione che abbia una rilevanza anche politica. Una giustizia rapida toglierebbe vivacità alle polemiche come avviene in altri paesi dove anche vi sono personalità politiche sottoposte a giudizio”.

