![Obama[1] Obama1 250x214 Dal mondo/ Clima OBAMA: TEMPO SCADUTO, RISCHIAMO LA CATASFROFE](http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/Obama1-250x214.jpg)
NEW YORK «Il tempo rimasto per correre ai ripari sta per scadere», ha messo in guardia il presidente americano Barack Obama intervenendo oggi a New York al vertice Onu sul clima. «La sicurezza e la stabilità di tutte le nazioni e di tutti i popoli – la nostra prosperità, la nostra salute e la nostra sicurezza – sono a rischio» a causa della minaccia climatica, ha aggiunto il presidente americano, invitando i Paesi emergenti coma la Cina e l’India «a fare la loro parte» per affrontare il riscaldamento del pianeta adottando «misure vigorose».
Cina: riduzioni entro il 2020. E la risposta dalla Cina non è mancata. Il presidente cinese Hu Jintao ha detto oggi a New York che la Cina intende ridurre le emissioni di anidride carbonica per ogni unità di prodotto nazionale lordo di un «margine notevole» entro il 2020. Inoltre Hu Jintao si è impegnato a «sviluppare vigorosamente» le energie rinnovabili e l’energia nucleare, con un aumento del 15 per cento (sempre entro il 2020) della quota di energia non fossile nel totale del consumo energico della Cina.
La Cina è diventato il Paese con le maggiori emissioni di gas inquinanti. Il totale delle emissioni di Stati Uniti e Cina si avvicina al 40 per cento della parte mondiale.
Giappone: Green New Deal come Obama. Il primo ministro del Giappone Yukio Hatoyama ha invitato la comunità internazionale a varare «un Green New Deal, come quello iniziato dal presidente Obama». Hatoyama ha ricordato le misure che saranno adottate dal Giappone e che erano già presenti nel «manifesto elettorale» del suo partito, il quale promette «la riduzione del 25% delle emissioni di gas serra entro il 2020». Il primo ministro ha però aggiunto che «il Giappone da solo non può fermare il cambiamento climatico» e per questo motivo «i Paesi sviluppati devono guidare la riduzione delle emissioni».
Ban Ki-moon: lentezza glaciale. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon all’apertura del vertice aveva rimproverato la comunità internazionale per la «lentezza glaciale» dei negoziati in un nuovo trattato internazionale che sostituisca il protocollo di Kyoto. Parlando dal podio dell’Assemblea Ban Ki-moon ha detto che «abbiamo meno di dieci anni per evitare gli scenari peggiori» causati dal surriscaldamento del pianeta. Il segretario generale, recentemente in missione al Polo Nord, ha anche avvertito che «sull’Artico i ghiacci potrebbero sparire entro il 2030 e le conseguenze sarebbero sentite dai popoli di ogni continente». Il cambiamento climatico, ha continuato Ban, colpisce soprattutto i Paesi meno sviluppati, e in particolare l’Africa, dove «il cambiamento climatico minaccia di cancellare anni di sviluppo (…) destabilizzando stati e rovesciando governi». Ban ha lanciato un appello ai Paesi industrializzati, invitandoli «a fare il primo passo», perchè «se lo farete – ha continuato il segretario generale – altri adotteranno misure audaci». Per il capo del Palazzo di Vetro, il nuovo trattato deve includere «obiettivi per la riduzione di emissioni entro il 2020» e «supporto finanziario e tecnologico» ai Paesi in via di sviluppo, cioè quelli che «hanno contribuito di meno a questa crisi ma hanno sofferto di più, e per

