“Una doccia fredda si è abbattuta ieri mattina sulla moda milanese”, scrive Luisa Ciuni, su “Il Giorno”, L’International Herald Tribune (versione internazionale del The New York Times) titolava in prima pagina un articolo contro la moda italiana dal titolo ‘Date la colpa a Berlusconi’. E di che cosa bisognava colpevolizzare il capo del governo? Di avere ‘influenzato una moda da veline adatte ai suoi infami party’. L’articolo portava la firma di Suzy Menkes, ritenuta la maggiore critica della moda vivente, e attaccava, dopo Berlusconi, anche Armani per avere introdotto dei modelli corti e leggeri alla fine della sua sfilata Emporio”. “Le critiche si addensavano poi su Gucci”, scrive ancora Luisa Cioni, reo di avere fatto vestiti troppo corti, e su Pucci per essersi allontanato troppo dal gusto della casa fiorentina. L’accusa è sembrata subito campata per aria a tutti coloro che da mercoledì scorso frequentano le passerelle milanesi. Dove si sono viste collezioni di buon gusto e sfilate meno belle, ma non si è notata nessuna collezione da vera velina o da escort. Anzi, casomai, si è vista una moda più misurata rispetto alle edizioni precedenti dei mesi scorsi. E quasi tutti hanno pensato ad un attacco politico, del genere analogo a quelli subiti di recente dal premier da El Pais o da altre testate internazionali perché non c’è mai stato alcun legame tra il premier e il mondo della moda. Poco dopo all’International Herald Tribune si è unita, sullo stesso tenore, la voce del Financial Times.
“Non credo che Berlusconi influenzi la moda… non arriva fin là – ha esclamato Donatella Versace – Io, tra l’altro, sulle passerelle di questi giorni non ho visto nulla di volgare”. Beppe Modenese, presidente onorario della Camera della Moda e ambasciatore del made in Italy nel mondo, ha, invece, affermato: “Non è stata affatto una settimana di moda volgare! Che la signora Menkez guardi meglio, piuttosto, la moda che sfila a New York e a Londra. Se la giornalista intendeva sostenere che la moda a Milano è stata volgare, ha proprio sbagliato. È stata invece una moda molto giovane, e forse le persone giovani lo capiscono meglio di noi!”. Stupefatti anche gli altri stilisti che sfilavano ieri come Angelo Marani, fautore di una moda che ha delle punte sensuali senza mai essere volgare. “La donna italiana è libera, sicura e sexy, la moda con Berlusconi non c’entra niente – ha affermato lo stilista e industriale – lasciatelo dire a me che, oltre a inventare vestiti, li faccio. Queste critiche sono tutta invidia al sistema Italia che ha ancora in sé tutta la filiera della realizzazione dell’abito”.

