Pier Luigi Bersani ha il 56,49% dei voti dopo che hanno votato l’81,9% degli iscritti ai circoli del Pd, mentre a Dario Franceschini sono andati il 35,85% dei consensi e a Ignazio Marino il 7,66% (supera così il quorum del 5% necessario per partecipare alle primarie). Lo annuncia la Commissione nazionale per le elezioni primarie del 25 ottobre. Al voto ha partecipato il 56,99% degli iscritti aventi diritto sui circoli che hanno già comunicato i risultati. La Commissione nazionale per le elezioni del 25 ottobre, si legge in una nota, rende noti i risultati relativi a 6.095 congressi che hanno interessato 675.705 iscritti pari all’81,9% del totale nazionale degli iscritti al Partito Democratico. Si tratta dei risultati trasmessi, alla data di oggi, dalle organizzazioni locali del Pd. Hanno votato 385.117 iscritti pari al 56,99% degli aventi diritto, e i voti validi sono stati 382.605. Tra questi Pier Luigi Bersani ha ottenuto 216.130 voti pari al 56,49%, Dario Franceschini 137.172 voti pari al 35,85% e Ignazio Marino 29.303 voti pari al 7,66%. “Questi dati (385.117 votanti) – prosegue la Commissione – confermano una straordinaria partecipazione delle iscritte e degli iscritti che per la trasparenza, la qualità democratica del dibattito politico e la diffusione territoriale, non ha eguali nel nostro Paese e non solo. Questa partecipazione è anche un segnale incoraggiante per le primarie del 25 ottobre”. Sono 17 le regioni dove “vince” Pier Luigi Bersani nel voto tra gli iscritti al Pd, mentre Dario Franceschini si impone nel Friuli Venezia Giulia, in Sicilia e nella Valle d’Aosta. E’ quanto emerge dai dati forniti dalla Commissione nazionale per le elezioni del 25 ottobre, che fotografano anche una performance positiva di Ignazio Marino nelle grandi città del Centro Nord. Bersani, che come media nazionale ha il 56,49% dei voti degli iscritti, supera questa soglia in alcune regioni. Risultati “monstre” li coglie in Calabria e Campania, dove aveva l’appoggio di Loiero e Bassolino: nella prima ottiene il 73,02% (ma Franceschini si era ritirato per protesta dalle province di Reggio e Vibo), e nella seconda il 68,79%. Ottimo il consenso nell’altro feudo dalemiano, e cioé la Puglia: 67,65%. Su numeri analoghi l’ex ministro si è attestato in Sardegna, con il 66,03%, mentre nella sua Emilia registra il 59,01%. Inaspettatamente va sotto la sua soglia nazionale nelle altre tre “regioni rosse”: in Toscana si ferma al 50,07%, in Umbria al 53,40% e nelle Marche al 47,69%. Va invece meglio nel “bianco” Veneto: 48,21%. Franceschini viene preferito dagli iscritti di Sicilia, Friuli Venezia Giulia, dove ha il supporto di Debora Serracchiani, e nella Valle d’Aosta. Nella prima il segretario ottiene la maggioranza assoluta, con il 51,51%, nella seconda registra il 48,46% e nella terza il 51,33%, ma al voto sono andati solo 113 iscritti. Pur non vincendo, Franceschini va oltre la sua media nazionale (35,85%) anche in tre regioni rosse, vale a dire Toscana (42,39%), Umbria (41,63%) e Marche (43,35%). Oltre il 40% anche nel Lazio (40,79%) dove è andato meglio nelle quattro province minori. Deludente il risultato laddove Bersani ha dilagato e cioé in Calabria (23,84%), in Campania (28,13%), Sardegna (24,17%) e Puglia (29,16%). Male anche il Piemonte (26,79%) dove Bersani non ha dilagato, ma è andato bene Marino. Proprio in Piemonte il chirurgo-senatore ha ottenuto la maggiore soddisfazione, con il 15,78%, cioé il doppio della sua media nazionale (7,66%). Positivo il consenso anche il Friuli (12,60%), Lazio (11,87%), Liguria (11,74%), Lombardia (14,34%) e nel bianco Trentino (12,02%). Marino non è invece andato bene nel Sud: il 3,66% in Basilicata, il 3,14% in Calabria, il 3,08% in Campania, il 2,27% in Molise, il 3,20% in Puglia, il 2,85% in Puglia.

