ULTIMO SALUTO AL CARABINIERE FALCIATO A POSTO DI BLOCCO

3 ottobre 2009
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ANDREAangelucci11 ULTIMO SALUTO AL CARABINIERE FALCIATO A POSTO DI BLOCCO 

Funerali solenni  In Santa Maria Maggiore, a Spello per Andrea, l’amato maresciallo dei carabinieri ucciso da un muratore disoccupato pregiudicato, arrestato dopo una rocambolesca fuga, a Modena Tutto il paese si stringe intorno alla salma, alla famigla e alla fidanzata. Mamma Rosella continua a ripetere la straziante frase:” Come sei bello, sei il mio angelo, e ti hanno ammazzato. Come sei arredo, ti scalda la mamma”. In piazza Partigiani, a Spello, il luogo d’incontro dei ragazzi di sempre, tutti lo ricordano come un giovane buono, cordiale, socievole, allegro, simpatico. Abitava con i genitori n via Alfonsine  La dignità del padre: “Sono fiero e orgoglioso di mio figlio – racconta Dario Angelucci, purtroppo Andrea ha pagato con la vita l’amore per il suo lavoro. Mio figlio era un ragazzo eccezionale, di cui ogni padre sarebbe andato orgoglioso. Buono, dolce e amorevole, una persona stupenda che ha pagato con la sua esistenza la lotta alla delinquenza”. Chiedo giustizia Nello strazio  per me è importante sapere che il criminale che ha stroncato la vita di mio figlio sia stato preso. Purtroppo Andrea ha pagato tutto questo a carissimo prezzo. Ora l’unica consolazione può venire dalla giustizia. Perché lui credeva nella giustizia. Chi lo ha ucciso deve pagare. Io sapevo che mio figlio non si sarebbe mai tirato indietro e che il suo attaccamento alla divisa lo avrebbe spinto a fare il proprio dovere fino in fondo”. Mi aveva chiamato giovedì mattina – racconta ancora Dario Angelucci con la voce spezzata – dicendomi se io e sua madre potevamo ospitarlo a pranzo perché la sua compagna sarebbe rientrata tardi dal lavoro. Usava sempre questa frase per dirci che mangiava con noi. Abbiamo pranzato insieme e queste sono le ultime immagini che mi restano di mio figlio”. Un ragazzo perbene Attorno al lutto della famiglia, della mamma Rosella, del fratello Daniele e della compagna Sara si è stretta tutta la comunità spellana. Sgomenti i colleghi della caserma.

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