POSTI DI LAVORO IN PERICOLO ALLA CARIT: INTERROGAZIONE DELL’UDC IN COMUNE

5 ottobre 2009
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I consiglieri del gruppo consiliare dell’Udc di Terni, Enrico Melasecche e Cristiano Crisostomi, hanno inviato un’interrogazione al sindaco e alla giunta sulla ventilata possibilità di una riduzione del personale alla Cassa di Risparmio “Premesso che la Carit – Cassa di Risparmio di Terni e Narni SpA è un’azienda solidissima che consegue utili molto elevati e che, tra le Casse delle stesse dimensioni che fanno parte del gruppo Intesa-San Paolo, è una di quelle con gli indici di redditività migliori”, si legge nell’interrogazione, “che la stessa ha rappresentato e rappresenta una presenza costante nel nostro territorio ed un punto di riferimento per la gran parte delle attività produttive; che nel corso di questi ultimi anni, come le altre Casse facenti parte del Gruppo Intesa,  ha dovuto ricorrere più volte a ristrutturazioni aziendali e che tali ristrutturazioni, spesso profonde, hanno causato una riduzione considerevole del personale e la delocalizzazione di numerosi servizi; che, una volta cedute molte agenzie, la CARIT è una banca che potrebbe mettere in campo autonome politiche di sviluppo; considerarto che il 2 ottobre la F.A.L.C.R.I. (Sindacato Autonomo Aziendale dei dipendenti della Carit SpA) ha proclamato uno sciopero denunciando “la cronica e perdurante carenza di organici” anche in vista del “prossimo e da oltre un anno previsto cambio del sistema informativo e delle collegate procedure di lavoro”;   che da più parti giunge la notizia della possibilità di una nuova ristrutturazione aziendale che comporterebbe un’ulteriore delocalizzazione con conseguente riduzione di personale e perdita in città di professionalità importanti; tenuto conto che la presenza di un Istituto bancario come la Carit è essenziale per il nostro territorio anche per la capacità di rispondere alle peculiari esigenze di credito delle aziende favorendo in questo modo il necessario sviluppo economico;  che tale importanza aumenta ulteriormente in modo rilevante in momenti di forte crisi come l’attuale; della forte attesa da parte di moltissimi giovani diplomati e laureati di un posto di lavoro; alla luce di quanto finora esposto chiedono al sindaco e alla giunta  di valutare la veridicità di voci che segnalano una ulteriore perdita per la città di posti di lavoro; di conoscere le iniziative che intenderanno intraprendere in questo caso – anche a fronte della drammatica situazione cittadina che in questi ultimi anni ha visto sfumare centinaia di posti di lavoro nel polo chimico e in quello siderurgico e perdere numerosi uffici direzionali come la stessa Banca d’Italia – per scongiurare qualsiasi riduzione di personale qualificato”.

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