![cannone[1] cannone1 DIETE GUSTOSE PER DIMAGRIRE: LOSPEDALE DI TERNI LANCIA ESPERIMENTO PILOTA IN TUTTO IL MONDO](http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/cannone1.jpg)
Non appena superate le pratiche burocratiche parte al ‘S.Maria’ di Terni un progetto pilota destinato a rivoluzionare la dieta e a diminuire il numero di chi, dopo pochi mesi, abbandona la lotta ai chili di troppo.
Il progetto pilota riguarda l’esame del gusto.
Tutto parte dalla dimostrazione che sono i geni a regolare il nostro rapporto con il cibo: dal senso della fame, a quelli della sazietà, dell’apprezzamento dei sapori (dolce, salato, amaro, acido e l’ultimo arrivato, l’umami, cioè il glutammato).
Il gusto, quindi, è un protagonista assoluto per il successo di una dieta. Molti abbandonato perché nel loro piatto “non c’è più sapore
”. Il soggetto viene invitato ad assaggiare quadratini di carta imbevuti di sostanze che riproducono i sapori. E gli viene chiesto un giudizio. Poi si esegue un prelievo della saliva che è analizzata per identificare il fenotipo e il genotipo del gusto del paziente. Così la dieta si costruisce proprio sul piacere della tavola. Il progetto pilota prende l’avvio al Dipartimento di Diabetologia, Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Ospedaliera ‘S.Maria’ di Terni, responsabile Giuseppe Fatati coordinatore di “Obesity Day”, che non ha presentato solo denunce e allarmi, ma anche l’annuncio di regole attuali, perché le Linee Guida italiane sono ormai datate.
Andrebbero aggiornate anche alla luce dei mutamenti dei comportamenti degli italiani.
A questo proposito saranno preziosi i dati che emergeranno da un questionario, presentato in occasione di “Obesity Day”, che sarà inviato a circa 300 mila persone proprio per avere la fotografia comportamentale nell’area salute e benessere”.
Una strategia per combattere sovrappeso e obesità con nuovi protagonisti. Il primo è il gusto, quel senso che ci regala il piacere dei sapori, che ci spinge ad andare a tavola ma che non trova più spazio nella dieta che, sempre più spesso, mortifica il gusto, tanto da favorire il getto della spugna. Altri protagonisti, o meglio alleati, sono rappresentati da integratori, farmaci e bisturi, per chi da solo non ce la fa.
Il segreto è cominciare bene, con un primo passo: 10 ottobre. La strategia dell’ADI disegnata davanti all’Italia che cresce sulla bilancia – come dimostrano le cifre iniziali del “Progetto Cuore” dell’Istituto Superiore di Sanità- si basa su pochi punti ma essenziali.
Tutto parte da una considerazione iniziale, solo apparentemente scontata: non si cala di peso in un giorno, tanto meno con un”miracolo” e, meno ancora, privandosi di tutto.
La dieta è un’impresa lunga e difficile. E, come per tutte le imprese, c’è bisogno di un primo passo, ragionato, studiato. Il primo passo di chi vuol dimagrire correttamente è proprio quello di chiedere aiuto agli esperti che si mettono a disposizione il 10 ottobre in occasione dell’Obesity Day dell’ADI.
Per conoscere i centri della propria città è sufficiente visitare il sito web dell’ADI all’indirizzo www.obesityday.org.
Occorre combattere l’abbandono: piatti tradizionali e gustosi “antidelusione”. La via della dieta è costellata di abbandoni: su dieci persone, due non si presentano al primo controllo del medico, due al secondo, tre resistono qualche mese, tre arrivano alla fine. Si arrendono persino gli obesi che devono dimagrire se non vogliono rischiare la vita: uno studio ha dimostrato che 40 su cento al sesto mese gettano la spugna.
Basta diete con “dentro niente”. Il regime dietetico deve tener conto dei gusti del paziente, la dieta deve essere “tagliata” per lui come un vestito. Le attuali Linee Guida italiane danno indicazioni generiche. I media lanciano modelli superficiali, collettivi, alla moda che durano lo spazio di una settimana. Il medico ha di fronte una persona con i suoi problemi, non un’intera popolazione. Un percorso dietetico che non piace, che è pesante, porta inevitabilmente al getto della spugna.
Integratori e farmaci . A volte se ne può parlare. Se non si riesce a portare avanti una dieta, perché non farsi aiutare? Non si tratta di una ‘scorciatoia’ ma di un’opportunità in più, quando l’impresa si fa troppo difficile. E’ l’apertura della strategia dell’ADI agli integratori, nella prima fase, e poi i farmaci: soprattutto in quest’ultimo caso, quando l’obesità è complicata da una patologia metabolica o ha raggiunto livelli che la configurano come malattia. Solo l’ultima spiaggia è la chirurgia dell’obesità. Ormai la Ricerca ha ben studiato e collaudato sul campo il ruolo di questi alleati ma è fondamentale che la strategia sia sempre messa a punto insieme ad un esperto, no al ‘fai da te’.
Molta prudenza con Internet Dimagrire navigando. Nel mare di Internet dove si trova tutto e il contrario di tutto. Ad iniziare dai “miracoli” per dimagrire. Un mare pieno di pericoli se non si è in grado di esprimere o di recepire un giudizio critico sul prodotto, su cosa contiene, su quali sono le controindicazioni, e sulla sua sicurezza. Occhio, quindi.


sono convinta che l’articolo sia giusto anche perchè ci sono passata anch’io:sono in ddieta dall’età di sette anni e dopo varie diete e pesi yo yo da 87kg sono passata a 63 dopo una dieta di6 mesi dieta valida ma non senza forza di volontà(a 25 anni)dopo 2 gravidanze ritorno a74KG che non perdo per 8 anni quando tolgo dalla mia dieta pasta pane legumi patate ed arrivo 68 stazionari fino a 8 mesi fa che con un altra dieta e forza di volontà arrivo a 55Kg ed io ora ho49 Anni e se non continuo a rinuciare a qualche gelato pizza o anche una semplice cena con amici rimetto su subito qualche kg ,so che dovrò rinunciare tutta la vita e talvolta si lascia perdere tutto e si getta la spugna. Perciò se riuscite ad aiutare delle persone che comunque alla base hanno un problema con il cibo l’autostima e il giudizio esterno della gente fatelo .Almeno con l’aiuto costante e non di una volta al mese ma bensi settimanalmente forse e con cibi gratificanti qualcuno ci riuscirà senza tante rinunce.io continuerò sempre ad appogiarmi ad un medico altrimenti si torna pinto a capo.