Le Maldive rischiano di scomparire entro il 2100 a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua causato dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento globale. Da qui l’idea, da parte del governo dell’ arcipelago maldiviano, di tenere la prima riunione al mondo di un esecutivo sotto il mare.
Obiettivo: attirare l’attenzione delle altre popolazioni e sensibilizzarle ai problemi ambientali che minacciano l’esistenza dell’arcipelago corallino. La riunione si è tenuta questa mattina alle ore 10.30 locali, le 6 in Italia: i membri dell’esecutivo si sono immersi nei pressi della capitale Malè e hanno sottoscritto una dichiarazione che sarà poi inviata a Copenaghen dove si riunirà la conferenza Onu sul clima.
«Se la conferenza di Copenhagen fallisce, noi tutti moriremo»: ha concluso la conferenza stampa con queste parole il presidente delle Maldive, Mohamed Nasheed.
Il presidente e i suoi ministri hanno firmato una dichiarazione che chiede la riduzione delle emissioni di carbone, che sarà presentata alla conferenza sui cambiamenti climatici organizzata a dicembre a Copenaghen. «Stiamo cercando – ha detto alla stampa Nasheed ancora in muta da sub – di inviare il nostro messaggio al mondo intero, per far capire a tutti cosa sta succedendo e che cosa accadrà alle Maldive se non si terranno sotto controllo i cambiamenti climatici».
Dopo la conferenza stampa era previsto un giro in bicicletta di tutti ministri per la capitale Malè, che è stata però rinviata al 24 ottobre.

