Dopo la condanna dei capi di una moschea umbra, (nella foto al momento dell’arresto), Il dibattito sulla possibilità di introdurre l’insegnamento della religione islamica nelle scuole si arroventa sempre di più, fino ad approdare a Porta a Porta, la popolare trasmissione televisiva di Rai Uno condotta da Bruno vespa. Intanto il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, boccia la proposta di introdurre a scuola l’ora di religione islamica del viceministro Adolfo Urso. «L’ora di religione cattolica, nelle scuole di Stato -spiega- si giustifica in base all’articolo 9 del Concordato, in quanto essa è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura. «La conoscenza del fatto religioso cattolico – dice – è condizione indispensabile per la comprensione della nostra cultura e per una convivenza più consapevole e responsabile», ma «non mi pare che l’ora di religione ipotizzata corrisponda a questa ragionevole e riconosciuta motivazione».
Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa boccia la proposta: «Mi sembra una mattata di cui non abbiamo bisogno». «Noi abbiamo l’ora di religione cattolica, come prevede la Costituzione». Calderoli ribadisce la necessità di «studiare la nostra storia e la nostra cultura». Il ministro leghista precisa che non indosserebbe più la maglietta anti-islam ( quel gesto- spiega – era figlio di un certo momento storico). Ma sostiene con forza che non è possibile venire incontro a chi non adotta criteri di «reciprocita», a chi all’estero «non riconosce i nostri diritti» e attacca i cattolici fino alla «crocifissione». «Lo studio della religione islamica orienterebbe verso una cultura e forme di integralismo che non ci appartengono», conclude.
«La nostra risposta si riassume in quattro fermissimi no» dice il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, sen. Carlo Giovanardi. «Il primo no – ha detto Giovanardi – perché in Italia il problema è di integrare e non di ghettizzare i giovani mussulmani extracomunitari; perché non si può diventare cittadini italiani senza conoscere la nostra storia e la nostra cultura che è intrisa di cristianesimo; perché non si saprebbe quale islam fare entrare nelle scuole, se quello sciita o sunnita o halawita eccetera. Il quarto no perché si dovrebbe dare diritto d’accesso nella scuola pubblica ad insegnanti di tutte le religioni degli extracomunitari, un’idea impraticabile nei fatti e controproducente per i processi di integrazione».
No anche da Italo Bocchino che considera la proposta «palesemente non percorribile sia a causa di quanto previsto dal Concordato sia per ragioni culturali ed organizzative». Sì dallo schiaramento di sinistra, ovviamente che scambia l’ignoranza con la libertà di culto. Certo è che di religione poco possono interdersi i nuovi e i vecchi comunisti, più o meno rossi, più o meno viola. Ma il problema di fondo è anche un altro. In Italia come in altri paese, ormai assistiamo ad una vera e propria islamizzazione dei territori. Lo scopo fondamentale dell’Islam è quello di occupare i territori e successivamente far pagare il tributo, appunto all’Islam. I fautori del tanto forsennato laicismo in Italia forse non sanno che per l’Islam stato e religione sono la stessa cosa. Non solo, esiste solo apparentemente un Islam moderato e un Islam integralista fino alla jaad e al terrorismo. Quello moderato lo fa solo per convenienza, ma si sa benissimo che loro giudicano la tolleranza e l’accoglienza del mondo occidentale e più precipuamente una parte del mondo cristiano (prevalentemente quello cattolico, ma non tutto, non certo quello evangelico), aperta al dialogo, come una debolezza, rispetto alla forza che può esprimere la religione di Allah. Non c’è un Islam moderato. Mentre infatti nella Bibbia composta dall’Antico e Nuovo Testamento, si passa dal veterotestamentario “Occhio per occhio, dente per dente” (Libro del Deuteronomio, capitolo 19, versetto 21), al Vangelo di Gesù Cristo che è tutto all’impronta del perdono, dell’amore fino a dare la vita per l’amico: “Vangelo di Giovanni, capitolo 15 versetto 13 e seguenti), e : “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico, ( ma io vi dico (Cristo ndr), amate i vostri nemici, e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del vostri Padre celeste che fa sorgere il suo sole sopra i giusti e sopra gli ingiusti (Vangelo di Matteo, capitolo 5, versetti 43-45). Tutta la Sacra Scrittura è infatti in funzione della Buona Novella e dell’Amore di Cristo che offre la propria vita per il riscatto dei peccati. Nel Corano non vi è alcun evoluzione in questo senso. Il profeta è Maometto (qui poi c’è una lunga storia da dover raccontare sull’originalità del Corano stesso, che da studi ormai acclarati sembra siano addirittura stato riscritto più volte, con “Sure” diverse dall’originale), e non è vero che l’Islam è una religione di pace. Non vi è rispetto per la donna, il Corano è pieno zeppo di versetti che indicano la donna come soggetto da sottomettere e contro i cristiani. Integrazione significa che un extracomunitario deve sottostare alle regole, alle leggi, ai dettami costituzionali del nostro Paese e non tentare di imporre elementi culturali e religiosi che sono in antitesi con quelli da noi praticati, come la poligamia, ad esempio. Ma per quanto riguarda Islam religione di pace, ecco alcune sure: “Combatti quelli che non credono in Dio..combattete finchè non paghino con umiliazione il tributo. “Corano capitolo 9 versetto 9; “Vi è prescritta la guerra anche se non vi piace”, (Corano Capitolo 2, versetto 216); “Uccidete gli idolatri ovunque li troviate, fateli prigionieri, assediateli e combatteteli con ogni genere di tranelli” (Corano, capitolo 9 versetto 5); “Non siate deboli con il nemico, né invitatelo a far la pace, mentre avete il sopravvento!” (Corano, capitolo 47, versetto 35). “La ricompensa di coloro che si oppongono ad Allah e al suo Messaggero (Maometto), dedicandosi a corrompere la terra, sarà nel fatto che verranno massacrati o crocifissi o amputati delle mani o dei piedi o banditi dalla terra, a loro infamia in questo mondo” (Cirano, capitolo 5, versetto 33). “Fate la guerra a coloro delle Scritture (ebrei e cristiani, ndr), che noj professano la credenza della verità. Combatteteli fino a quando non paghino il tributo, tutti senza eccezione e siamo umiliati: Sura 11. “Quando incontrate infedeli, uccideteli con grande spargimento si sangue e strngete forte le catene dei prigionieri”: Sura XL VIII.
Giancarlo Padula

