NON SI PLACANO A MONTALTO LE FURIBONDE POLEMICHE SULLA RAGAZZINA STUPRATA: MENO MALE CHE LE VACANZE DEI TERNANI SONO ORMAI FINITE

27 ottobre 2009
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 Non si placano le polemiche sullo stupro di Montalto, dopo lo scandaloso collegamento con gli abitanti del paese, trasmesso domenica scorsa su Domenica Cinque. Anzi, con il trascorrere dei giorni la vicenda si infiamma sempre di più.Mentre la Provincia di Viterbo si è costituita parte civile con votazione unanime, la scrittrice Lara Cardella ha creato un gruppo ad hoc su Facebook. L’autrice siciliana ha già raccolto più di 1300 adesioni e, indignata, chiede a gran voce «le scuse e le dimissioni del sindaco» del paese dell’Alto Lazio. “La storia di quella ragazzina mi assomiglia per il fatto di avere un paese contro. Solo che io ero più grande e quando mi sono sentita dire in coro ‘puttana, putta­na’ li ho affrontati” -  spiega Lara Cardella, autrice di «Volevo i pantaloni», romanzo uscito nel 1994 e poi film di successo sulla storia di un’adolescente co­stretta nelle restrizioni mentali della Sicilia. Secondo la scrittrice il primo cittadino di Montalto, peraltro assente anche durante la trasmissione su Canale 5,  «sta permettendo che una ragaz­zina vittima di violenza venga emar­ginata e umiliata dai suoi concittadi­ni. Da quando so di questa terribile vicenda non dormo più. Abbiamo scritto al Comune e ci ha risposto l’assessore al Turismo di­cendo di non voler entrare nel meri­to e segnalando ‘le infinite bellezze archeologiche e ambientali del no­stro paese’. Ma siamo impazziti?» La presidente di Telefono Rosa, Gabriella Carniere Moscatelli, rincara la dose affermando: “Il fatto che il sindaco di Montalto abbia ignorato la ragazza violentata e giustificato il comportamento degli stupratori, ed abbia poi esteso il suo comportamento a tutta la popolazione, mi indigna”. La dichiarazione va ben oltre la semplice presa di posizione,  concludendosi con un fermo e deciso invito rivolto direttamente alle donne di Montalto di Castro: “Aprite gli occhi e giudicate serenamente quanto è accaduto. Non vorrei – conclude – che, per tutelare la sicurezza delle donne, si dovesse arrivare a boicottare il turismo, anche estivo, verso Montalto, luogo non sicuro per loro”.

                                                                                                       Simona Tenentini

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