Se il Pd rifluisce sulle posizioni della sinistra socialista o se punta alla Grande Coalizione, il Pd si suicida. E, nel breve periodo, una coalizione che metta insieme l’Udc e la sinistra radicale è semplicemente impensabile. Ci vuole un’alleanza riformista, che abbia però al centro un partito grande, un partito di centrosinistra». È questo il messaggio che Walter Veltroni manda indirettamente Pierluigi Bersani, rispondendo a Bruno Vespa (per il libro Donne di cuori) sui timori di chi vede il partito portato da al neo-segretario dei democratici su una linea diversa da quella tracciata al Lingotto nel ’97. «Il Pd – ha aggiunto Veltroni – non può che essere un partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria. Altrimenti non è il Pd». Vocazione maggioritaria che, sostiene l’ex leader, non è «autosufficienza: la vocazione maggioritaria è la condizione per un’alleanza riformista. Altrimenti al Pd è riservata soltanto la sorte di essere minoranza non determinante». «Il mio è un messaggio rivolto a sinistra e al centro ma la politica non è un lenzuolo che si tira di qua e di là, se c’è un baricentro poi le convergenze arrivano» fa sapere da parte sua Bersani, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano sulle future alleanze dei democratici. Bersani ha poi ribadito, riferendosi alle parole di Rutelli, che l’obiettivo è quello di «stare tutti insieme» e, per quanto riguarda Rifondazione Comunista, ha sottolineato: «Né noi né rifondazione abbiamo interesse ad un alleanza di governo anche se si può discutere per accordi per le regionali».

