
La fabbrica parte a pieno regime per realizzare le 18.000 tonnellate che la “casa madre” tedesca le ha assegnato come obiettivo provvisorio, ma alla fine dell’anno ci saranno nuovi incontri per capire quali saranno le commesse su cui fare affidamento. Le 18.000 tonnellate infatti non riescono a coprire l’intero anno. «Questo significa che la certezza di lavorare senza tornare in cassa è solo sino alla fine di febbraio. Dopo si dovrà trattare ancora, anche se le prospettive sembrano essere tornate verso la serenità», sono i commenti prevalenti.
Intanto i risultati tecnici al riavvio dei forni hanno dato risultati ottimi: le opere di manutenzione eseguite nei sei mesi di fermata, ne hanno migliorato l’efficienza ed ora, sembra, anche la qualità, che potrebbe essere perfino migliore di quella precedente.
La riapertura della Sgl Carbon significa che torneranno al lavoro 144 dipendenti in organico, ma comporterà anche una boccata d’ossigeno per le ditte appaltatrici, almeno altri cento lavoratori dell’indotto, che hanno anche loro “assaggiato” la cassa integrazione durante l’estate. Peraltro la metà era già rientrata in fabbrica, dato che per l’intero ciclo degli elettrodi, arrivo del carbon coke, lavorazioni e cottura sono occorsi ben 38 giorni.

