INTERVISTA ESCLUSIVA A PIETRO PULCINI, IL “BRIGADIERE GHISANI” DELLA SERIE DON MATTEO

31 ottobre 2009
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foto pietro pulcini 178x250 INTERVISTA ESCLUSIVA A PIETRO PULCINI, IL BRIGADIERE GHISANI DELLA SERIE DON MATTEO

 A CURA DI ILARIA BARBACCIA

Pietro Pulcini, 36 anni, da 15 vive e lavora a Roma, dividendosi fra il teatro e la televisione. Un artigiano del mestiere  e un ragazzo perseverante, che si guadagna da vivere facendo il lavoro che ha sempre desiderato fare, e che continua tuttora a sognare. Nel 1996 si diploma presso la Scuola di Tecniche dello Spettacolo di Mario Carotenuto e Claretta Carotenuto su consiglio di Gastone Moschin. Conosce, in seguito, personalità del calibro di Leone Colonna e Rodolfo Sonego. Dopo aver lavorato in teatro, scrive e si produce lo spettacolo teatrale “Autoscatto” al Teatro delle Muse; prosegue la carriera facendo diverse esperienze di cabaret,nello storico locale romano il “Fellini”. Inizia anche a lavorare per il cinema, apparendo come comparsa ma anche in piccoli ruoli nei film: La grande quercia (1996), regia di Paolo Bianchini, Il pesce innamorato (1999) ed Il principe e il pirata (2001), regia di Leonardo Pieraccioni. Numerosi i lavori in televisione, dove debutta nel 1998 nella miniserie tv di Rai Uno, Lui e lei. Per la Rai Uno interpreta il ruolo storico del brigadiere Ghisoni nella serie tv Don Matteo; è presente in tutte le stagioni trasmesse dal 2000 al 2009, tranne la quarta. E’ attore di fiction e partecipa a diverse trasmissioni televisive, lavorando insieme a Nino Frassica.

 

Come nasce questa passione? Attori si nasce o si diventa?

P.P. “Attori si nasce  e poi ci si diventa, cercando sempre di migliorarsi.. Sin da bambino ho sempre amato il cinema, divoravo i film di Alberto Sordi.. Li preferivo ai cartoni animati..”

Ha studiato per fare questo mestiere?

“Nei primi anni ’90, dopo il diploma di ragioniere, mi sono iscritto e diplomato alla scuola di Mario e Claretta Carotenuto a Roma. Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio percorso Gastone Moschin, Rodolfo Sonego e Leone Colonna che sono stati per me dei maestri[…]. Ho cominciato a scrivere delle piccole cose, dei testi da portare sulla scena, perché il teatro classico mi annoiava.. Mi son affittato a Roma il Teatro delle Muse, che ho ripagato vendendo i biglietti per il mio spettacolo nei centri commerciali. Tra il pubblico c’era Giovanni Veronesi, che io conobbi per caso e che si portò Leonardo Pieraccioni. Leonardo, una persona veramente squisita, mi dette una mano per portare alcuni show in dei locali di cabaret e con lui feci anche due film, due piccoli ruoli.” 

-Il pesce innamorato di L. P.- Il principe e il pirata di L. P.-

Quanto è durata l’esperienza del cabaret?

“Diversi anni. Ho fatto tanto cabaret ‘Al Fellini’, lo storico locale di Roma di Riccardo e Marcello Casco, dove hanno cominciato anche La Smorfia e i Tre Tre.”

E poi come è riuscito ad entrare in televisione?

“Bussavo a tutte produzioni facendo tantissima anticamera; dopo circa due anni che chiedevo lavoro in giro, grazie a Chiara Meloni ed Enrico Oldoini sono entrato nella fiction di Don Matteo, con un piccolo ruolo fisso, quello del Brigadiere Ghisoni, ruolo che è cresciuto nel tempo e siamo arrivati alla settima edizione. Sul set ho conosciuto Nino Frassica, Flavio Insinna e Francesco Scali, con i quali ho legato moltissimo e siamo diventati ormai amici fraterni. Poi con Nino ho lavorato e lavoro molto,anche  in varie trasmissioni televisive. Poi grazie anche ad un po’ di fortuna ho iniziato a lavorare con una certa continuità.”

-Fra i suoi lavori ricordiamo: Scomparsi; Lui e Lei; Un anno a Primavera; Distretto di Polizia; E poi c’è Filippo per citarne qualcuno e anche tanta televisione: Pronto Chiambretti, Markette, Quelli che il Calcio, Ciak si canta; passando anche attraverso la pubblicità della Wind, Granigel e anche il teatro con Adelmo Togliani.

A chi si ispira?Chi sono i suoi attori preferiti?

“Il mio attore preferito è Massimo Troisi e rubo molto a Nino Manfredi.  Come regista adoro Ettore Scola.”

Un consiglio agli aspiranti attori di oggi?

“Se io dovessi cominciare adesso non inizierei mai.”

Perché è così categorico?

“Perché è un mondo difficilissimo. Il mestiere è divertente, ma in questo ambiente bisogna avere un sistema immunitario molto forte. Io ho avuto anche la fortuna di cominciare negli anni ’90, quando la fiction stava nascendo [...]. Oggi è molto dura,  ma finchè si galleggia, va benissimo così.”

Cosa pensa dei reality e dei raccomandati?

“Non sono contro i reality. Nella televisione che cambia, ci stanno tutti. I raccomandati? Bhè la differenza fra chi lo è, chi non lo è la sa solo chi sta dietro le quinte. Il pubblico televisivo non lo sa, purtroppo.”

Che idea ha del teatro?

“Penso che abbia ragione Paolo Villaggio: a teatro si divertono solo gli attori. A me annoia quello classico, in particolare.. Mi piacciono alcuni spettacoli di Luca Barbareschi, mi faceva ridere il teatro di Gilberto Govi che vedevo in tv, e credo che Salvo Randone sia stato uno dei nostri più grandi attori di teatro.”

Delle veline e letterine varie cosa pensa?

“Ci sono sempre state, dalle donnine di Macario a tirare su..”

Il suo sogno?  “Un film  scritto, diretto e interpretato da me.”

 

                                                                                                                                     

 

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