Dall’Italia/BERLUSCONI HA UN SEGRETO: VOTO ANTICIPATO A MARZO?

13 novembre 2009
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berlusconi021 250x179 DallItalia/BERLUSCONI HA UN SEGRETO: VOTO ANTICIPATO A MARZO?E’ stanco. E’ molto stanco. Silvio Berlusconi non ne può più delle continue mediazioni. Non ne può più degli incontri-scontri con Gianfranco Fini (e la Giustizia è soltanto l’ultimo caso). Non ne può più di dover andare a Montecitorio a cercare ogni volta di trovare un accordo su tutto con l’alleato al quale ha dato tanto ma dal quale sta ricevendo poco. Troppo poco. Poi ci sono i problemi legati alle scelte del numero uno dell’Economia. Giulio Tremonti ha certamente un caratterino non facile, però ogni volta in Consiglio dei Ministri è una battaglia. Una sfida tra i ministri che vogliono soldi e il titolare di Via XX Settembre che risponde picche.
Liti, contrasti e una situazione che si sta deteriorando. Come quella dei rapporti con il Quirinale. Ora filtrano i malumori di Giorgio Napolitano sul ddl presentato in Senato che accorcia i processi, una norma comunque più blanda della prescrizione breve messa a punto da Ghedini e bocciata proprio da Fini. Tensioni con il Colle non nuove, dato che gli strascichi post-bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale lasciano aperte ancora molte crepe. Senza contare l’Anm e perfino il Csm sempre pronti a censurare il presidente del Consiglio. Che tra l’altro ha anche problemi personali e privati da affrontare con l’imminente causa di divorzio di Veronica Lario. Ma non finisce qui. Addirittura con Umberto Bossi e soprattutto con i leghisti – in particolare Roberto Maroni – i rapporti non sono più quelli di una volta.
Il Cavaliere è stanco del Carroccio che continua ad alzare la posta sulle elezioni regionali, che vuole il Piemonte e il Veneto senza mollare il ministero dell’Agricoltura. Poi ci si mettono anche i presunti contrasti interni alla Lega: con il responsabile del Viminale sempre sul piede di guerra – vedi la lite sui fondi per la sicurezza – e con Roberto Calderoli che invece sembra più berlusconiano degli azzurri. Una situazione insostenibile, insomma. Tanto che il premier avrebbe confidato ai suoi più stretti collaboratori di essere pronto a ribaltare tutto. A sconvolgere il quadro politico. A dimettersi e a far dimettere in massa tutti i parlamentari del Popolo della Libertà (esclusa la piccola pattuglia di finiani) con l’obiettivo dello scioglimento delle Camere.
Anche perché Berlusconi sa che un esecutivo alternativo non avrebbe i numeri, non potendo mettere insieme l’Udc con l’Italia dei Valori. E quindi elezioni anticipate, subito. Già a fine marzo, insieme alle Regioni. Un ritorno alle urne da trasformare in un referendum su se stesso, un referendum sul Cavaliere. Che vorrebbe addirittura presentarsi da solo, mollando Fini e Bossi. Dire agli italiani: non mi hanno fatto governare, datemi un mandato pieno e riformerò veramente l’Italia.

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