La Congregazione per le Cause dei Santi ha dato via libera alla beatificazione di papa Karol Wojtyla, un passo fondamentale perchè Giovanni Paolo II possa essere elevato agli onori degli altari. La notizia non è ufficiale, dato che di norma il Vaticano non dà rilievo alle cause di beatificazione prima che queste ricevano la firma del papa, ma molteplici fonti di stampa e blog specializzati hanno fatto filtrare le indiscrezioni dei vescovi e dei cardinali della congregazione sulla “positio”, cioè sul fascicolo che documenta le “virtù eroiche” di papa Wojtyla. Ora però la causa di Giovanni Paolo II dovrà superare alcuni passaggi di rito e soprattutto il vaglio da parte di Benedetto XVI prima che si possa individuare una data precisa per la beatificazione.
La causa diocesana si era chiusa già nel marzo del 2007, poichè papa Ratzinger aveva concesso l’apertura del “dossier Woytyla” prima che fossero trascorsi i cinque anni canonici dopo la morte di Giovanni Paolo II (avvenuta il 2 aprile 2005). Poi le cose avevano subito un rallentamento, chiarito anche dalle parole del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, che solo pochi giorni fa aveva escluso che si potesse immaginare una beatificazione del papa polacco nella prossima primavera. Nei mesi scorsi, infatti, sarebbero emerse valutazioni divergenti in Vaticano sull’operato di Wojtyla in relazione soprattutto ai suoi rapporti con il sindacato polacco Solidarnosc di Lech Walesa.
È possibile che la Congregazione abbia deciso di accelerare gli eventi, anche se Benedetto XVI potrà prendersi tutto il tempo che riterrà opportuno per emanare il decreto che riconosce le “virtù eroiche” (grazi al quale a Wojtyla sarà riconosciuto il titolo di “venerabile); poi dovrà essere completata l’istruttoria relativa all’accertamento del miracolo, che riguarda la guarigione di una suora francese dal morbo di Parkinson e che coinvolgerà, in tre fasi successive, una commissione medica, una teologica e, nuovamente, i cardinali e vescovi della congregazione dei Santi. Solo al termine di questo processo la parola, stavolta davvero l’ultima, spetterà di nuovo al papa. Secondo alcune fonti questo passo potrebbe essere per il prossimo autunno.

