Un morto sul lavoro a Narni proprio nella giornata in cui si celebra la sicurezza nel più importante e delicdato comparto dell’esistenza umana. Ha perso la vita un uomo di 62 anni, Umberto Biondini. L’incidente è avvenuto nella frazione San Lorenzo della cittadina umbra. L’uomo era alla guida di una ruspa impegnata in un cantiere della strada per San Faustino. Verso le 10 c’è stato uno smottamento sulla strada e la ruspa si è rovesciata, schiacciando il conducente che è morto per la gravità delle ferite. I pompieri hanno perlustrato le acque melmose del laghetto, ma data la profondita non sono riusciti ad individuare la sagoma della ruspa. Così sono stati chiamati i sommozzatori del reparto speciale di Roma che sono arrivati intorno a mezzogiorno. Le ricerche sono subito iniziate, ma il fondo melmoso, (il lago nel punto dove è precipitata la ruspa è alto circa 4 metri), ha reso complicato il lavoro. Nel frattempo da Perugia è giunta sul posto una gru di grandi dimensioni che servirà a riportare in superficie la ruspa. Umberto Biondini, lavorava alle dipendenze di una ditta di Narni Scalo. Nato ad Amelia e residente a Narni, stava effettuando uno sbancamento in un cava situata tra Ponte San Lorenzo di Narni e San Faustino. Al centro della cava si e’ formato un laghetto artificiale di modesta superficie ma profondo dai cinque ai sei metri. Nel 2008 in Umbria i dati ufficiali riportano 16 morti di lavoro e 17.088 infortuni, il 6% in meno rispetto all’anno precedente. Un dato, quest’ultimo, particolarmente significativo se si considera che nello stesso periodo di tempo il numero dei lavoratori occupati nella regione è aumentato del 2,7%, passando dai 367mila occupati del 2007 ai 376mila del 2008.
Tuttavia si tratta ancora di dati da guerra civile, prodotti dal concorso di molti fattori: dall’inosservanza delle norme di prevenzione, dall’utilizzo di mano d’opera irregolare in nero, dai tempi di lavoro forsennati imposti dai ritmi di produzione, dalla precarizzazione dei contratti di lavoro.
In una situazione così sarebbe necessario alzare la guardia, ma purtroppo la “politica” va in direzione opposta: lo scorso Marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato le modifiche al Testo Unico per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Un pacchetto di norme che attenua pesantemente l’impianto sanzionatorio precedente, riduce i casi in cui è possibile l’arresto dell’imprenditore e lo pone in alternativa alla pena pecuniaria, e diminuisce tutte le ammende ora in vigore. Inoltre si tenta di scagionare l’imprenditore anche nei casi di responsabilità dello stesso, spostando la responsabilità sui subalterni. Segnaliamo che la “Rete umbra per non morire di lavoro” ha organizzato un convegno nazionale su questo angoscioso tema, che si terrà sabato prossimo 21 novembre ad Orvieto presso la Sala del Governatore, in corso Cavour, a cominciare dalle 9.30. Enrico Cardinali

