CACCIA ALLA MAMMA, FORSE MINORENNE, CHE HA GETTATO UN FETO DI CINQUE MESI LUNGO IL FIUME CHIASCIO

30 novembre 2009
By

feto 166x250 CACCIA ALLA MAMMA, FORSE MINORENNE, CHE HA GETTATO UN FETO DI CINQUE MESI LUNGO IL FIUME CHIASCIO La procura della repubblica di Perugia conferirà l’incarico per l’autopsia sul feto trovato nella zona di Pianello lungo le rive del torrente Chiascio. Il corpicino era in una busta di plastica, tra fogli di giornale. L’allarme era stato dato da un uomo che passeggiava con il cane ed era stato proprio l’animale, addestrato per la ricerca dei tartufi, a portare al suo padrone la busta con all’interno quello che in un primo momento era sembrato un bambolotto. Le indagini sono svolte dalla squadra mobile, coordinate dal pm Manuela Comodi che in questi giorni è anche impegnata nelle udienze del processo per l’uccisione di Meredith Kercher. Gli inquirenti hanno svolto un controllo a tappeto in tutti gli ospedali alla ricerca di indicazioni che possano essere utili per risalire alla madre. Del feto, indicativamente al quinto mese di gestazione, in attesa dell’autopsia, non si conosce il sesso né è possibile dire se sia nato morto.  Il ritrovamento era avvenuto ad opera di una persona che stava portando il proprio cane a passeggio, a poca distanza dal ponte di via Sintino, la strada che porta a San Gregorio. Dopo l’allarme e’ giunta sul posto la Mobile della Questura di Perugia con il dirigente Gianluigi Manganelli e il vicecommissario Monica Napoleoni, oltre ad uomini della sezione ”scientifica”. L’area, che dista pochi metri dal letto del fiume, e’ stata isolata, transennata ed interdetta ad estranei. Scientifica, medico legale ed agenti della polizia stanno effettuando rilievi insieme ai Carabinieri che stanno setacciando la zona in cerca di utili elementi all’indagine. “E’ caccia alla madre che ha gettato nelle acque del fiume Chiascio il feto”, scrive Elio Clero Bertoldi sul Corriere dell’Umbria, “gli uomini della terza sezione della squadra mobile hanno effettuato controlli negli ospedali dell’Eugubino-Gualdese e dell’Assisano e hanno cominciato a contattare i medici di famiglia. L’impressione, tuttavia, è che si possa trattare di una madre minorenne che ha tenuto celato il suo stato di gravidanza anche alla famiglia. Il pm Manuela Comodi affiderà la perizia autoptica al professor Maori Bracci. Il feto comunque alla ricognizione cadaverica è apparso “fresco”, cioè gettato via poche ore prima del ritrovamento. Il ritrovamento La zona in cui è stato scoperto il corpicino senza vita della piccina E’ stato Jago, il cane di Egidio Silvestri a trovare il “pacco” che conteneva il feto.
“E’ un feto “fresco””, scrive ancora Bertoldi, ”quello della bambina che è stato ripescato sul greto del fiume Chiascio, sotto un ponte a Pianello, nella giornata di lunedì. Lo ha confermato il pubblico ministero Manuela Comodi, che ha parlato con il capo della terza sezione della squadra mobile, il sostituto commissario Monica Napoleoni, che sta sviluppando le attività investigative. “Fresco” sta a significare che l’aborto si ritiene essere avvenuto poche ore prima del ritrovamento del sacchettino sulla sponda del corso d’acqua. La polizia giudiziaria ha battuto a tappeto tutti gli ospedali della provincia, ma sino a questo momento non è stato trovato alcunché. Ovviamente le indagini continuano e verranno ascoltati anche i medici di famiglia. Ma l’impressione è che si tratti di qualcuna che ha tenuto nascosto a tutti il proprio stato di gravidanza. L’ipotesi è che si tratti addirittura di una minorenne che abbia partorito in casa. Non è escluso neanche un aborto spontaneo, con il feto nato morto. Di più se ne saprà quando il professor Mauro Bacci – cui questa mattina verrà dato mandato formale per l’esame autoptico – effettuerà la necroscopia sul corpicino. Che il parto sia avvenuto in casa è testimoniato dal particolare che il feto è stato “incartato” con dei fogli di giornale (completamente intrisi di sangue) e infilato in due diversi (anche di colore, oltre che di forma) sacchetti di plastica. Il tutto poi è stato gettato nel fiume, a monte. Per questo si indaga soprattutto nella zona dell’Eugubino-Gualdese e nell’Assisano. L’ipotesi è che si tratti di qualcuno che non voleva che la famiglia e il paese sapessero del suo stato di gravidanza….”

Tags:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Cerca nel sito

Il Fatto

Dall'Italia

ANNUNCI

GIORNALI

Interviste Radiofoniche

Link turistici

Ristoranti

Romanzi

  • LA FOGLIA GRIGIA di Alessandro Cannevale – Intervista all’autore- Ed. Einaudi