In Italia i disoccupati sono oltre due milioni. Il tasso dei senza lavoro a ottobre è salito infatti all’8%, il livello più alto da novembre 2004. Lo rileva l’Istat precisando che i senza lavoro superano i 2 milioni per la prima volta da marzo 2004. L’occupazione a ottobre è rimasta, invece, stabile rispetto a settembre, mentre ha perso 284 mila unità rispetto a ottobre 2008 (-1,2%).
In ottobre nell’eurozona il tasso di disoccupazione è risultato stabile a quota 9,8%, lo stesso livello di settembre. Lo rileva l’Eurostat, l’istituto di statistica europeo. Nell’ottobre 2008 erano il 7,9%. Nella Ue a 27 il tasso si è atestato al 9,3%, dal 9,2% in settembre (era il 7,3% nell’ottobre 2008). Rispetto a settembre ci sono 134mila disoccupati in più nell’eurozona e 258mila in più nella Ue; in totale 15,56 milioni di disoccupati in Eurolandia e 22,51 milioni nell’Unione europea. Rispetto a ottobre 2008 i disoccupati sono aumentati di 3,149 milioni nell’eurozona e di 5,002 milioni nella Ue.
«L’Italia ha un tasso di disoccupazione significativamente al di sotto della media Ue con una percentuale dell’8% a ottobre a fronte del 9,8% europeo – ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi -. A fronte di una grande crisi sociale gli ammortizzatori sociali nel nostro Paese hanno funzionato. Nella Finanziaria 2010 ci sono risorse più che sufficienti per gli ammortizzatori. L’Italia conferma il suo livello di occupazione nelle condizioni difficili di una economia che conosce i primi segnali di ripresa. Il Governo nel 2010 affiancherà alla protezione del reddito degli ammortizzatori sociali un importante impegno per la formazione e la ricollocazione dei lavoratori che hanno perso il posto».
Pierluigi Bersani, segretario del Pd, definisce la disoccupazione allarmante: «Due milioni di disoccupati, un balzo indietro di sei anni: i dati Istat sull’occupazione confermano in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. In prospettiva il dato è ancora più allarmante se si considera il numero senza precedenti dei lavoratori in cassa integrazione. Speriamo che il governo la smetta di dire che le cose vanno bene e prenda atto dei problemi. Noi, già con la mobilitazione dell’11 e del 12, che ha al suo centro il tema del lavoro, porteremo in piazza le proteste e le preoccupazioni dei cittadini insieme a proposte concrete per difendere il lavoro e dare una spinta reale all’uscita dalla crisi».

