Silvio Berlusconi è stato colpito al volto da un oggetto al termine della festa del tesseramento Pdl a Milano. L’oggetto è probabilmente la miniatura del Duomo scagliata da un assistito dai servizi sociali che però ha la lucidità di dire che odia il Pdl e Berlusconi. L’uomo è stato subito fermato. (GUARDA I VIDEO DELL’AGGRESSIONE)
PROGNOSI DI VENTI GIORNI Ha una prognosi di 20 giorni il premier Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito dal primario del reparto di anestesia e rianimazione del San Raffele, Alberto Zangrillo. Zangrillo è il medico di fiducia del presidente ed era con lui al momento dell’aggressione. Il premier secondo quanto emerso da una tac, ha riportato anche una frattura del setto nasale, oltre ad una ferita lacero-contusa che ha richiesto punti di sutura al labbro inferiore. «È molto scosso, abbattuto e dispiaciuto», ha detto il primario. Berlusconi, ha aggiunto Zangrillo, ha perso molto sangue. «Ha riempito una camicia di sangue», ha precisato. Si tratta comunque, ha spiegato, di una situazione normale in casi di contusioni o ferite al volto. Alla domanda su quanto tempo il presidente del Consiglio dovrà stare in ospedale, il primario ha risposto: «La prognosi è di 20 giorni». PREMIER: STO BENE «Sto bene, sto bene». Così ha detto Silvio Berlusconi mentre veniva portato fuori dal Pronto Soccorso del San Raffaele per essere trasferito in una stanza di ospedale. Il premier è stato trasferito in corsia steso in barella, in maniche di camicie e tenendosi stretta sul volto la borsa del ghiaccio. Mentre veniva portato fuori dal pronto soccorso ha stretto la mano a uno del suo staff, che lo ha raggiunto in ospedale. «Sto bene, sto bene», ha esclamato.
IL RACCONTO DI UN TESTIMONE Era al fianco di Silvio Berlusconi quando il premier è stato colpito da un oggetto scagliato da un aggressore al termine del comizio a Milano, Gabriele Cartasegna, dirigente del movimento giovanile del Pdl Giovane Italia. “Ero al suo fianco – ha raccontato – e ho visto un uomo che, senza dire nulla, da dietro le transenne gli ha scagliato contro, da vicinissimo, un souvenir del Duomo di Milano. Non so se l’oggetto fosse di pietra o ferro”. L’oggetto, poi recuperato dalle forze dell’ordine, ha colpito il presidente del Consiglio “sul naso e la bocca – ha spiegato il giovane – nella parte destra del volto. Ha iniziato a perdere molto sangue”. L’aggressore, Massimo Tartaglia, “non ha detto nulla, né prima, né dopo – ha aggiunto Cartasegna – E’ stato immediatamente aggredito verbalmente dalla folla e placcato dagli agenti della scorta e dalle forze dell’ordine”.
AGGRESSORE E’ IN CURA DA DIECI ANNI Si chiama Massimo Tartaglia ed ha 42 anni l’uomo che ha ferito il premier Silvio Berlusconi questa sera dopo il comizio in piazza Duomo. Come precedenti risulta alla polizia solo il ritiro della patente per motivi di viabilità. Dopo il fatto è stato portato via dalla polizia, che lo ha sottratto alla rabbia della gente, senza profferire parola. È in cura da 10 anni per problemi mentali al Policlinico di Milano Massimo Tartaglia, l’uomo che ha aggredito il Premier, Silvio Berlusconi. Lo si apprende da fonti investigative.
LA RUSSA: PERDEVA SANGUE «Il premier è stato colpito al viso con un pugno da una persona che sembrava avere in mano un oggetto ed è stata immediatamente fermata»: lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa che era a un metro di distanza dal premier al momento dei fatti. Il premier perdeva sangue dal naso e dalla bocca ed è stato caricato subito sulla macchina dalle sue guardie del corpo. Prima di entrare in macchina ha voluto comunque salire per qualche istante sul predellino della vettura per un rapido saluto ai suoi sostenitori. «L’aggressore – ha detto La Russa ai cronisti, che al momento del fatto erano tenuti a distanza dalle transenne poste immediatamente dietro al palco – l’abbiamo preso immediatamente, grazie alla polizia che l’ha letteralmente sottratto al linciaggio della folla. Se non ci fossero stati loro – ha detto ancora un La Russa visibilmente alterato – ne sarebbero rimasti soltanto pezzetti».
MARONI: “FATTO GRAVISSIMO” «Un fatto gravissimo». Così, secondo quanto si apprende, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato l’aggressione subita dal premier Silvio Berlusconi oggi a Milano. Il ministro è in contatto con il questore del capoluogo lombardo per essere aggiornato su quanto sta accadendo.
BERSANI: “GESTO INQUALIFICABILE” «Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato». Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta l’episodio di violenza di cui è stato vittima il presidente del Consiglio a Milano.
CASINI: “SOLIDARIETÀ SENZA SE E SENZA MA” «La violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma». Lo ha affermato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.
BOSSI: “E’ TERRORISMO” «Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo»: lo ha detto il ministro Umberto Bossi.
CONTESTATORI IN PIAZZA A INIZIO COMIZIO Silvio Berlusconi è stato brevemente interrotto da una decina di persone che contestavano mentre sta tenendo il suo discorso. Dai contestatori sono partite alcune grida tra cui ‘vergognà. E la parola ‘vergognà è stata ripetuta tre volte dal premier per zittirli. «Vergogna, vergogna, vergogna»: così Silvio Berlusconi si rivolge ai contestatori durante il comizio che sta tenendo a Milano in occasione della campagna di tesseramento del Pdl. «Ci sono alcuni che ci contestano. Noi siamo qui, in campo – si interrompe il premier nel corso del suo intervento – perchè noi non siamo come voi, siamo gente libera e vi lasciamo esprimere le vostre idee in un pacato dialogo». Al contrario, dice ancora Berlusconi, «voi vorreste trasformare l’Italia in una piazza urlante, che inveisce, che condanna. Vergogna, vergogna, vergogna».
GLI SLOGAN DEI CONTESTATORI Al grido di alcuni contestatori, presenti in Piazza Duomo a Milano dove si sta tenendo il comizio del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, di «buffone, buffone», i sostenitori del Pdl hanno risposto urlando «Silvio, Silvio», sovrastando così le contestazioni.
L’INGRESSO SUL PALCO Sulle note di “Meno male che Silvio c’e”, il premier Silvio Berlusconi ha fatto il suo ingresso sul palco della manifestazione del Pdl in Piazza Duomo a Milano. Il premier è stato accolto dall’ovazione di almeno 2.000 persone. «Dovete essere proprio matti a venire qui di domenica sera con questo freddo – sono state le prime parole pronunciate da Berlusconi verso la folla che sventola bandiere tricolori e del partito – così rischiate di prendervi un accidente». «Solo per te presidente!», è stata la risposta gridata in direzione del premier da diverse persone.
“SIAMO UN PARTITO DEMOCRATICO” «Siamo un partito assolutamente democratico e dobbiamo continuare a esserlo»: lo dice il premier Silvio Berlusconi dal palco del comizio a Milano in occasione della campagna di tesseramento. «Siamo una forza politica democratica – prosegue – non un partito in cui decide una oligarchia, in cui decidono uno o due persone».
“NON SONO UN MOSTRO, SONO UN BRAVO FIGLIO” «Il capo del governo come è descritto dall’opposizione è un mostro. Ma non credo di esserlo, non solo perchè sono bello ma anche perché sono un bon fjol - ha detto il presidente del consiglio – pensavamo che una campagna di tesseramento non fosse necessaria perchè chiunque vota per noi e ama la libertà è tesserato, ma siccome viviamo in un momento di disinformazione totale» ci abbiamo ripensato, osserva. «Virgolettano frasi che non mi sono mai sognato di dire – prosegue – e fanno piovere su di me accuse diverse».

