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	<title>Terni Magazine &#187; RELIGIONE</title>
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		<title>STORICO INCONTRO CONFERENZA ESPISCOPALE UMBRA CON CHIESE RUSSE</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 10:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  “E&#8217; un gesto di fraternita&#8217; il pellegrinaggio che i vescovi umbri si apprestano a compiere a Mosca e a San Pietroburgo, visitando la Chiesa ortodossa russa e la piccola ma vivace Chiesa cattolica&#8221;. Commenta cosi&#8217; il presidente della Conferenza episcopale umbra, (nella foto), Vincenzo Paglia, l&#8217;imminente viaggio in Russia, dall&#8217;11 al 16 luglio, di una delegazione della Ceu. &#8220;Il nostro pellegrinaggio &#8211; aggiunge &#8211; e&#8217; un gesto dal forte sapore ecumenico che giunge dalla nostra Umbria, terra legata storicamente alla Chiesa d&#8217;Oriente. Basti pensare che durante le lotte iconoclaste giunsero in Umbria molti monaci orientali per sfuggire alla persecuzione. Il nostro pellegrinaggio avviene a nove anni dalla visita dell&#8217;allora arcivescovo metropolita Kirill di Smolensk, oggi patriarca di tutte le Russie, compiuta in Umbria il 2 ottobre 2002, giorno in cui gli fu conferita la laurea honoris causa in Scienze Politiche dall&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Perugia&#8221;.   Della delegazione faranno parte gli arcivescovi Gualtiero Bassetti e Domenico Sorrentino e i vescovi Domenico Cancian, Mario Ceccobelli e Pietro Bottaccioli, oltre ai collaboratori Giuliano Salciarini, Amilcare Conti e Riccardo Liguori. E&#8217; programmato un incontro con i piu&#8217; alti rappresentanti della Chiesa ortodossa, tra i quali, l&#8217;arcivescovo Ilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-49716" href="http://www.ternimagazine.it/49715/religione/storico-incontro-conferenza-espiscopale-umbra-con-chiese-russe.html/attachment/conferenza-episcopale-umbria"><img class="alignright size-medium wp-image-49716" title="conferenza episcopale umbria" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/conferenza-episcopale-umbria-250x197.jpg" alt="conferenza episcopale umbria 250x197 STORICO INCONTRO CONFERENZA ESPISCOPALE UMBRA CON CHIESE RUSSE" width="250" height="197" /></a> </p>
<p>“E&#8217; un gesto di fraternita&#8217; il pellegrinaggio che i vescovi umbri si apprestano a compiere a Mosca e a San Pietroburgo, visitando la Chiesa ortodossa russa e la piccola ma vivace Chiesa cattolica&#8221;. Commenta cosi&#8217; il presidente della Conferenza episcopale umbra, (nella foto), Vincenzo Paglia, l&#8217;imminente viaggio in Russia, dall&#8217;11 al 16 luglio, di una delegazione della Ceu. &#8220;Il nostro pellegrinaggio &#8211; aggiunge &#8211; e&#8217; un gesto dal forte sapore ecumenico che giunge dalla nostra Umbria, terra legata storicamente alla Chiesa d&#8217;Oriente. Basti pensare che durante le lotte iconoclaste giunsero in Umbria molti monaci orientali per sfuggire alla persecuzione. Il nostro pellegrinaggio avviene a nove anni dalla visita dell&#8217;allora arcivescovo metropolita Kirill di Smolensk, oggi patriarca di tutte le Russie, compiuta in Umbria il 2 ottobre 2002, giorno in cui gli fu conferita la laurea honoris causa in Scienze Politiche dall&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Perugia&#8221;.<br />
  Della delegazione faranno parte gli arcivescovi Gualtiero Bassetti e Domenico Sorrentino e i vescovi Domenico Cancian, Mario Ceccobelli e Pietro Bottaccioli, oltre ai collaboratori Giuliano Salciarini, Amilcare Conti e Riccardo Liguori. E&#8217; programmato un incontro con i piu&#8217; alti rappresentanti della Chiesa ortodossa, tra i quali, l&#8217;arcivescovo Ilarion, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, e non e&#8217; escluso l&#8217;incontro con il patriarca Kirill I. (Fonte: Agi)</p>
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		<title>Medjugorie, 30 anni di &#8220;apparizioni&#8221; mariane, tra fede e suggestione</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 16:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  -di Nina Fabrizio- Un dialogo costante e ininterrotto che si instaura ogni mese. L&#8217;ultimo messaggio il 2 giugno scorso, in un&#8217;apparizione a Mirjana, una dei sei veggenti che dal 24 giugno 1981 sostengono di essere in contatto con la Madonna. Soprannaturale che si manifesta o suggestione? Come che sia, oggi uno dei santuari piu&#8217; discussi ma anche piu&#8217;popolari al mondo, celebra trent&#8217;anni di apparizioni mariane,senza pero&#8217; dissipare le molte ombre che vi si sono addensate. Il &#8221;caso&#8221; Medjugorje e&#8217; infatti ancora tutto da sciogliere,sospeso com&#8217;e&#8217; tra il fenomeno di devozione popolare inarrestabile, con ormai oltre 16 milioni di pellegrini che vi hanno fatto visita, e il suo &#8221;status&#8221; per cosi&#8217; dire informale di santuario, dal momento che mai il Vaticano ha ufficialmente riconosciuto la veridicita&#8217; delle apparizioni di Medjugorje. In piu&#8217;, luci e ombre si gettano sul santuario tra accuse di business, celebrita&#8217; che vi si recano in pellegrinaggio (tutti ricordano Paolo Brosio) e persino scandali come quello che due anni fa ha portato alla cacciata, con le accuse di stupro ed eresia, del francescano Tomislav Vlasic, &#8221;padre spirituale&#8221;dei sei veggenti. E&#8217; dal 1981, quando sei ragazzini di uno sperduto paesinodella Bosnia-Erzegovina raccontarono di apparizioni quotidiane della Madonna, continuate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-48525" href="http://www.ternimagazine.it/48524/religione/medjugorie-30-anni-di-apparizioni-mariane-tra-fede-e-suggestione.html/attachment/veggenti"><img class="alignright size-full wp-image-48525" title="veggenti" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/veggenti.jpg" alt="veggenti Medjugorie, 30 anni di apparizioni mariane, tra fede e suggestione" width="122" height="86" /></a> </strong></p>
<p><strong>-</strong><strong>di Nina Fabrizio-</strong> Un dialogo costante e ininterrotto che si instaura ogni mese. L&#8217;ultimo messaggio il 2 giugno scorso, in un&#8217;apparizione a Mirjana, una dei sei veggenti che dal <strong>24 giugno 1981</strong> sostengono di essere in contatto con la Madonna. Soprannaturale che si manifesta o suggestione? Come che sia, oggi uno dei santuari piu&#8217; discussi ma anche piu&#8217;popolari al mondo, celebra trent&#8217;anni di apparizioni mariane,senza pero&#8217; dissipare le molte ombre che vi si sono addensate. Il &#8221;caso&#8221; Medjugorje e&#8217; infatti ancora tutto da sciogliere,sospeso com&#8217;e&#8217; tra il fenomeno di devozione popolare inarrestabile, con ormai oltre 16 milioni di pellegrini che vi hanno fatto visita, e il suo &#8221;status&#8221; per cosi&#8217; dire informale di santuario, dal momento che mai il Vaticano ha ufficialmente riconosciuto la veridicita&#8217; delle apparizioni di Medjugorje. In piu&#8217;, luci e ombre si gettano sul santuario tra accuse di business, celebrita&#8217; che vi si recano in pellegrinaggio (tutti ricordano Paolo Brosio) e persino scandali come quello che due anni fa ha portato alla cacciata, con le accuse di stupro ed eresia, del francescano Tomislav Vlasic, &#8221;padre spirituale&#8221;dei sei veggenti. E&#8217; dal 1981, quando sei ragazzini di uno sperduto paesinodella Bosnia-Erzegovina raccontarono di apparizioni quotidiane della Madonna, continuate poi con cadenza mensile fino ad oggi (se ne conterebbero oltre 40 mila, riferi&#8217; gia&#8217; nel 2006 ilvescovo di Mostar, mons. Ratko Peric), che Medjugorje e&#8217; una vera e propria calamita per i fedeli. Sul caso, il cardinal Ratzinger volle vederci chiaro gia&#8217; quando era a capo della Congregazione per la dottrina della Fede. Il verdetto fu cauto -&#8221;Non e&#8217; accertato che i fenomeni siano soprannaturali&#8221; &#8211; ma tale da chiudere la porta al riconoscimento ufficiale del santuario a riprova della diffidenza che si coltivava a Roma. Intanto Medjugorje cresceva imponendosi come uno dei santuari mariani piu&#8217; gettonati al mondo, con file chilometriche di malati disperati invocanti il miracolo tra cui non pochi volti noti. E con i fedeli proliferava anche il business. La Chiesa per un certo tempo, comunque, ha lasciato fare, consapevole com&#8217;e&#8217; che se da un lato e&#8217; necessario intervenire anche per mitigare un certo fanatismo che si genera in questi luoghi esoprattutto la suggestione che alimentano nei fedeli, dall&#8217;altro, che in tempi di secolarismo e di largo distacco da Dio, specie in Occidente, non si puo&#8217; tagliare del tutto le gambe a un fenomeno di devozione religiosa cosi&#8217; vasto. Divenuto Papa, Benedetto XVI e&#8217; cosi&#8217; tornato sul &#8221;casoMedjugorje&#8221; affidando l&#8217;anno scorso alla lente di osservazionedi una specifica commissione vaticana presieduta dal cardinale Camillo Ruini, un&#8217;approfondita indagine sulla meta di tant ipellegrinaggi. A preoccuparlo, secondo alcuni, sarebbe la popolarita&#8217; che il santuario riscuote anche tra gli stessi ecclesiastici. Tra le tante personalita&#8217; che vi si sono recate anche un cardinale del calibro dell&#8217;arcivescovo di Vienna,Christoph Schoenborn, che vi ha celebrato una messa. Le conclusioni della commissione sono comunque &#8221;lontane&#8221;, ha spiegato alcuni giorni fa lo stesso Ruini che nel frattempoha avuto un incontro riservato con una delle veggenti di Medjugorje, la quale ha raccontato al cardinale come la Madonna continui a farle visita con costanza in qualunque luogo si trovi. Intravedere il destino di Medjugorje non e&#8217; semplice, manonostante lo scetticismo, la diffidenza e le accuse di malafedeche da dentro e fuori la Chiesa attira su di se&#8217;, rimane la forza di un luogo che e&#8217; divenuto un simbolo formidabile di una religiosita&#8217; che e&#8217; piu&#8217; viva che mai. Di questi tempi, non e&#8217; poco. (Fonte: Ansa)</p>
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		<title>Medjugorie/ &#8220;SESSO ED ERESIA&#8221; PER LA GUIDA SPIRITUALE</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 16:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Medjugiorie: soprannaturale, mistero, fede, business., frode? Una vicenda che dal 1981 ad oggi ha mobilitato milioni di persone, pellegrini, gente in cerca di speranza, guarigione, refrigerio. Ognuno nel suo intimo può continuare a coltivare la propria convinzione, Da anni si parla di persone di tutte le età che sono partite per Medjugorie in un modo e sono tornate cambiate. I cattolici più fondamentalisti hanno addirittura parlato di “trappola diabolica”. Per quanto riguarda il  mondo cristiano evangelico, è noto che no n prende in considerazione queste cose. Ora si sono espresse le massime gerarchie della Chiesa Cattolica di Roma.  Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino sesso con una suora, il francescano Tomislav Vlasic, (nell foto), che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualita’ di ‘padre spirituale’ dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d’anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia e’ trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, paesino dimenticato sulle colline dell’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Medjugiorie: soprannaturale, mistero, fede, business., frode? Una vicenda che dal 1981 ad oggi ha mobilitato milioni di persone, pellegrini, gente in cerca di speranza, guarigione, refrigerio. Ognuno nel suo intimo può continuare a coltivare la propria convinzione, Da anni si parla di persone di tutte le età che sono partite per Medjugorie in un modo e sono tornate cambiate. I cattolici più fondamentalisti hanno addirittura parlato di “trappola diabolica”. Per quanto riguarda il  mondo cristiano evangelico, è noto che no n prende in considerazione queste cose. Ora si sono espresse le massime gerarchie della Chiesa Cattolica di Roma. </strong> Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino sesso con una suora, il francescano Tomislav Vlasic,<a rel="attachment wp-att-48521" href="http://www.ternimagazine.it/48520/religione/medjugorie-sesso-ed-eresia-per-la-guida-spirituale.html/attachment/caig4vh8carybez1ca1i004eca48wzr2caanruk3cak35fcocajttyrecazklpabca89sjphca3lw2vtca8u0mrxcaxurfw0ca8n62d7ca5oej3kca6gao4uca3pfuc6carvvdracal91iyrcaiamxkn"><img class="alignleft size-full wp-image-48521" title="CAIG4VH8CARYBEZ1CA1I004ECA48WZR2CAANRUK3CAK35FCOCAJTTYRECAZKLPABCA89SJPHCA3LW2VTCA8U0MRXCAXURFW0CA8N62D7CA5OEJ3KCA6GAO4UCA3PFUC6CARVVDRACAL91IYRCAIAMXKN" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/CAIG4VH8CARYBEZ1CA1I004ECA48WZR2CAANRUK3CAK35FCOCAJTTYRECAZKLPABCA89SJPHCA3LW2VTCA8U0MRXCAXURFW0CA8N62D7CA5OEJ3KCA6GAO4UCA3PFUC6CARVVDRACAL91IYRCAIAMXKN.jpg" alt="CAIG4VH8CARYBEZ1CA1I004ECA48WZR2CAANRUK3CAK35FCOCAJTTYRECAZKLPABCA89SJPHCA3LW2VTCA8U0MRXCAXURFW0CA8N62D7CA5OEJ3KCA6GAO4UCA3PFUC6CARVVDRACAL91IYRCAIAMXKN Medjugorie/ SESSO ED ERESIA PER LA GUIDA SPIRITUALE" width="169" height="196" /></a> (nell foto), che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualita’ di ‘padre spirituale’ dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d’anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia e’ trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, paesino dimenticato sulle colline dell’ Erzegovina, divenuto dagli inizi degli anni ottanta uno dei santuari mariani piu’ frequentati del mondo, una calamita per milioni di devoti che vi si recano nonostante la Chiesa non l’abbia mai riconosciuto come sede di eventi ”soprannaturali”. Anzi il Vaticano ha guardato sempre con diffidenza a quelle apparizioni mariane cosi’ puntuali, ogni giorno alle 17.00, che continuano tuttora, almeno a sentire i racconti dei veggenti, diventati adulti e sparpagliati in tutto il mondo: piu’ di 40 mila visioni e non ”sembrano avere fine”, come osservo’, in una visita ad Limina in Vaticano nel 2006, l’attuale vescovo della diocesi, quella di Mostar, mons. Ratko Peric. Le accuse mosse da Benedetto XVI, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, contro il ‘padre spirituale’ del grande fenomeno mistico sono gravissime: ”diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il ‘sextum’ (contro il Sesto comandamento di non commettere adulterio)”. A renderle ancora piu’ fosche vi e’ una frase dell’ex dicastero di Ratzinger che ha il sapore di una sentenza: i peccati di cui e’ imputato il frate sono stati commessi ”nel contesto del fenomeno di Medjugorje”. Oggi il quotidiano di Sarajevo ‘Dnevni Avaz’ ha affermato che il frate e’ stato espulso dal suo ordine. Da Roma, i francescani negano pero’ che il decreto sia mai diventato esecutivo, in quanto Vlasic, di fronte alla minaccia di scomunica, ha chiesto la riduzione allo stato laicale. Con l’uscita di Vlasic, il santuario mariano chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nell’apparato della Chiesa. Gia’ agli inizi, l’allora vescovo locale mons. Pavao Zanic accuso’ Vlasic e gli altri francescani di essere impostori: la Madonna, nelle sue apparizioni ai bambini, non mancava mai criticare i comportamenti delle autorita’ ecclesiastiche del posto e di esaltare invece le gesta dei frati che, dal loro convento, gestivano i pellegrinaggi. Nel 1984, mentre a Medjugorje fioriva il turismo religioso, Vlasic prese carta e penna per autocelebrarsi con papa Giovanni Paolo II come colui che, ”attraverso la divina provvidenza guida i veggenti”. La Chiesa invio’ in quegli anni tre commissioni in loco, che non riuscirono a trovare nessun supporto alle affermazioni sugli incontri giornalieri con la Madonna; nel 1991 i vescovi dell’allora Jugoslavia sancirono che non si poteva parlare di ”apparizioni soprannaturali o rivelazioni ”. Tutt’oggi, il santuario e’ ”sotto giudizio”. Nel 1985, Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibi’ ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lascio’ tuttavia la liberta’ ai singoli cattolici di recarsi a Medjugorje anche in compagnia di preti. Divenuto papa, Raztinger ha proseguito le indagini fino al verdetto finale contro il grande regista dell’ultima epopea mistica balcanica.</p>
<p>                                                                                                (Elisa Pinna – Città del Vaticano)</p>
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		<title>Terni/TREMILA PERSONE ALLO STADIO LIBERATI ALL&#8217; IMPONENENTE RADUNO DI PREGHIERA CON PRESUNTA VEGGENTE DELLA MADONNA DI MEDJUGORIE, MIRJANA</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 18:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[MIRJANA MEDJUGORIE A TERNI]]></category>
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		<description><![CDATA[Almeno tremila persone, hanno partecipato mercoledì 8 giugno alle ore 16, allo stadio Liberati di Terni, si a un imponente raduno di preghiera alla quale parteciperà Miryana una delle presunte veggenti Mirjana Dragicevic-Soldo. L’evento è organizzato dal Gruppo di Preghiera Regina della Pace e dall’Associazione Tralice Mira. 1. Mirjana Dragicevic-Soldo 2. Ivanka Ivankovic-Elez 3. Jakov Colo 4. Ivan Dragicevic 5. Vicka Ivankovic-Mijatovic 6. Marija Pavlovic-Lunetti Pubblichiamo un piccolo stralcio intitolato “Le coppe dell’ira divina” di Padre Livio Fonzaga, direttore di Radio Maria. I dieci segreti di Medjugorje “Il grande interesse delle apparizioni di Medjugorje non riguarda soltanto lo straordinario evento che si è andato manifestando a partire dal lontano 1981, ma anche, e in misura crescente, il futuro immediato dell’intera umanità. La lunga permanenza della Regina della pace è in vista di un passaggio storico denso di pericoli mortali. I segreti che la Madonna ha rivelato ai veggenti riguardano avvenimenti prossimi di cui la nostra generazione sarà testimone. Si tratta di una prospettiva sul l’avvenire che, come non di rado accade nelle profezie, rischia di sollevare ansie e perplessità. La stessa Regina della pace è bene attenta a sollecitare le nostre energie sul cammino di conversione, senza nulla concedere all’umano desiderio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-47171" href="http://www.ternimagazine.it/47140/religione/ternimercoledi-imponenente-raduno-di-preghiera-allo-stadio-liberati-con-presunta-veggente-mirjana.html/attachment/miryana-3"><img class="alignleft size-medium wp-image-47171" title="MIRYANA" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/MIRYANA2-250x215.jpg" alt="MIRYANA2 250x215 Terni/TREMILA PERSONE ALLO STADIO LIBERATI ALL IMPONENENTE RADUNO DI PREGHIERA CON PRESUNTA VEGGENTE DELLA MADONNA DI MEDJUGORIE, MIRJANA" width="250" height="215" /></a>Almeno tremila persone, hanno partecipato mercoledì 8 giugno alle ore 16, allo stadio Liberati di Terni, si a un imponente raduno di preghiera alla quale parteciperà Miryana una delle presunte veggenti Mirjana Dragicevic-Soldo. L’evento è organizzato dal Gruppo di Preghiera Regina della Pace e dall’Associazione Tralice Mira.<br />
1. Mirjana Dragicevic-Soldo<br />
2. Ivanka Ivankovic-Elez<br />
3. Jakov Colo<br />
4. Ivan Dragicevic<br />
5. Vicka Ivankovic-Mijatovic<br />
6. Marija Pavlovic-Lunetti<br />
Pubblichiamo un piccolo stralcio intitolato “Le coppe dell’ira divina” di Padre Livio Fonzaga, direttore di Radio Maria.<br />
I dieci segreti di Medjugorje<br />
“Il grande interesse delle apparizioni di Medjugorje non riguarda soltanto lo straordinario evento che si è andato manifestando a partire dal lontano 1981, ma anche, e in misura crescente, il futuro immediato dell’intera umanità. La lunga permanenza della Regina della pace è in vista di un passaggio storico denso di pericoli mortali. I segreti che la Madonna ha rivelato ai veggenti riguardano avvenimenti prossimi di cui la nostra generazione sarà testimone. Si tratta di una prospettiva sul l’avvenire che, come non di rado accade nelle profezie, rischia di sollevare ansie e perplessità. La stessa Regina della pace è bene attenta a sollecitare le nostre energie sul cammino di conversione, senza nulla concedere all’umano desiderio di conoscere il futuro. Tuttavia comprendere il messaggio che la santa Vergine ci vuole trasmettere con la pedagogia dei segreti è fondamenta le La loro rivelazione infatti rappresenta in ultima istanza un grande dono della divina misericordia.<br />
Va innanzi tutto detto che i segreti, nel significato di avvenimenti che riguardano il futuro della Chiesa e del mondo, non sono una novità delle apparizioni di Medjugorje, ma hanno un loro precedente di straordinario impatto storico nel segreto di Fatima. Il13 luglio del 1917 la Madonna ai tre bambini di Fatima aveva rivelato a grandi linee la drammatica Via Crucis della Chiesa e dell’umanità lungo il secolo ventesimo. Tutto ciò che aveva preannunciato si è poi puntualmente realizzato. I segreti di Medjugorje si collocano in questa luce, anche se la grande diversità in rapporto al segreto di Fatima sta nel fatto che ognuno li essi verrà rivelato prima che accada. La pedagogia mariana del segreto fa quindi parte di quel piano divino di salvezza che è incominciato a Fatima e che, attraverso Medjugorje, abbraccia l’immediato futuro.<br />
Va inoltre sottolineato il fatto che l’anticipazione dell’avvenire, che è la sostanza dei segreti, fa parte del modo col quale Dio si rivela nella storia. Tutta la Sacra Scrittura è, a ben guardare, una grande profezia e lo è in modo speciale il suo libro conclusivo, l’Apocalisse, che getta la luce divina sull’ultima tappa della storia della salvezza, quella che va dalla prima alla seconda venuta di Gesù Cristo. Nel rivelare il futuro Dio manifesta la sua signoria sulla storia. Lui soltanto infatti può conoscere con certezza ciò che accadrà. La realizzazione dei segreti è un forte argomento di credibilità della fede, oltre che un aiuto che Dio offre in situazioni di grande difficoltà. In particolare i segreti di Medjugorje saranno una prova per la verità delle apparizioni e una manifestazione grandiosa della divina misericordia in vista dell’avvento del mondo nuovo della pace.<br />
Il numero dei segreti dati dalla Regina della pace è rilevante. Dieci è un numero biblico, che richiama alla memoria le dieci piaghe d’Egitto. Si tratta però di un accostamento rischioso perché almeno uno di essi, il terzo, non è un «castigo », ma un segno divino di salvezza. Nel momento in cui viene scritto questo libro (maggio 2002) tre dei veggenti, quelli che non hanno più le apparizioni quotidiane ma annuali, affermano di aver già ricevuto dieci segreti. Gli altri tre invece, quelli che hanno ancora le apparizioni di ogni giorno, ne hanno ricevuto nove. Nessuno dei veggenti conosce i segreti degli altri e fra loro non ne parlano. Si suppone tuttavia che i segreti siano uguali per tutti. Ma uno solo dei veggenti, Mirjana, ha ricevuto il compito dalla Madonna di rivelarli al mondo prima che accadano.<br />
Si può dunque parlare di dieci segreti di Medjugorje. Essi riguardano un futuro non molto lontano, in quanto sarà Mirjana e un sacerdote da lei scelto a rivelarli. Si può ragionevolmente arguire che essi non incominceranno a realizzarsi se non dopo che saranno stati rivelati a tutti e sei i veggenti. Ciò che dei segreti si può sapere è così sintetizzato dalla veggente Mirjana: «Io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicic. Io devo dire a lui dieci giorni prima che cosa succede e dove. Dobbiamo trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima lui dovrà dirlo a tutti. Lui non ha il diritto di scegliere: di dire o di non dire. Lui ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: “Non parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come Padre, non abbia paura di niente” ».<br />
Alla domanda se i segreti riguardino la Chiesa o il mondo, Mirjana risponde: «Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono segreti. Dico solo che i segreti riguardano tutto il mondo ». Per quanto riguarda il terzo segreto tutti i veggenti lo conoscono e sono concordi nel descriverlo: «Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni — afferma Mirjana — come un dono per tutti noi, perché si veda che la Madonna è presente qui come nostra mamma. Sarà un segno bellissimo, che non si può fare con mani umane. E una realtà che rimane e che viene dal Signore».<br />
Per quanto riguarda il settimo segreto Mirjana afferma: «Io ho pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo pregato moltissimo e lei ha detto che è stata modificata una parte, ma che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si debba realizzare ». Mirjana sostiene con molta convinzione che ormai nessuno dei dieci segreti può essere mutato. Essi verranno annunciati al mondo tre giorni prima, quando il sacerdote dirà che cosa accadrà e dove si verificherà l’avvenimento. In Mirjana (come negli altri veggenti) c’è l’intima sicurezza, non sfiorata da nessun dubbio, che quanto la Madonna ha rivelato nei dieci segreti necessariamente si realizzerà.<br />
A parte il terzo segreto che è un «segno » di straordinaria bellezza e il settimo, che in termini apocalittici si potrebbe chiamare «flagello» (Apocalisse 15, 1), non si conosce il contenuto degli altri segreti. Ipotizzarlo è sempre rischioso, come d’altra parte dimostrano le più disparate interpretazioni della terza parte del segreto di Fatima, prima che fosse resa nota. Alla domanda se gli altri segreti siano «negativi » Mirjana ha risposto: «Non posso dire nulla ». E tuttavia possibile, con una riflessione complessiva sulla presenza della Regina della pace e sull’insieme dei suoi messaggi, arrivare alla conclusione che l’insieme dei segreti riguardi proprio quel bene supremo della pace che oggi è a rischio, con grande pericolo per il futuro del mondo.<br />
Colpisce nei veggenti di Medjugorje e in particolare in Mirjana, alla quale la Madonna ha affidato la grave responsabilità di rendere noti i segreti al mondo, l’atteggiamento di grande serenità. Siamo ben lontani da un certo clima di angoscia e di oppressione che caratterizza non poche supposte rivelazioni che prolificano nel sottobosco religioso. Infatti lo sbocco finale è pieno di luce e di speranza. Si tratta in ultima analisi di un passaggio di estremo pericolo del cammino umano, ma che condurrà al golfo di luce di un mondo abitato dalla pace. La Madonna stessa, nei suoi messaggi pubblici, non fa accenno ai segreti, anche se non tace i pericoli che ci stanno davanti, ma preferisce volgere lo sguardo oltre, al tempo di primavera verso il quale vuole condurre l’umanità.<br />
Indubbiamente la Madre di Dio « non è venuta per farci paura&gt;’, come amano ripetere i veggenti. Lei ci sollecita alla conversione non con le minacce, ma con un appello di amore. Tuttavia il suo grido: «Vi supplico, convertitevi! », sta a indicare la serietà della situazione. L’ultimo decennio del secolo ha mostrato quanto proprio nei Balcani, dove la Madonna appare, la pace fosse in pericolo. All’inizio del nuovo millennio nuvole minacciose si sono addensate all’orizzonte. I mezzi di distruzione di massa rischiano di diventare protagonisti in un mondo attraversato dall’incredulità, dall’odio e dalla paura. Siamo forse giunti al momento drammatico in cui verranno versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio (cfr. Apocalisse 16, 1)? Potrebbe infatti esserci un flagello più terribile e più pericoloso per l’avvenire del mondo di una guerra nucleare? E corretto leggere nei segreti di Medjugorje un segno estremo della divina misericordia nella fa se più drammatica della storia dell’umanità?<br />
Analogia col segreto di Fatima<br />
È stata la stessa Regina della pace ad affermare di essere venuta a Medjugorje per realizzare ciò che aveva incominciato a Fatima. Si tratta quindi di un unico piano di salvezza che va considerato nel suo svolgimento unitario. In questa prospettiva aiuterà certamente a comprendere i dieci segreti di Medjugorje un accostamento col segreto dì Fatima. Si tratta di cogliere delle analogie che aiutino ad afferrare in profondità quanto la Madonna vuole insegnarci con la pedagogia dei segreti. E infatti è possibile cogliere somiglianze e differenze che si illuminano e si sostengono a vicenda.<br />
Innanzi tutto bisogna dare una risposta agli interrogativi di chi si è chiesto che significato avesse rivelare la terza parte del segreto di Fatima dopo che si era già adempiuto. La profezia ha un grande valore apologetico e salvifico se viene rivelata prima e non dopo. Il 13 maggio del 2000, quando a Fatima è stato reso noto il terzo segreto, un certo senso di delusione si è diffuso nell’opinione pubblica, che si attendeva rivelazioni riguardanti il fu turo e non il passato dell’umanità.<br />
Indubbiamente il fatto di trovare indicata in una rivelazione del 1917 la tragica Via Crucis del mondo e in particolare la sanguinosa persecuzione della Chiesa, fino all’attentato a Giovanni Paolo II, ha contribuito non poco a dare ulteriore prestigio al messaggio di Fatima. Tuttavia è lecito chiedersi perché mai Dio abbia permesso che la terza parte del segreto fosse conosciuta solo alla conclusione del secolo, quando ormai la Chiesa, nell’anno di grazia del Giubileo, volgeva il suo sguardo verso il terzo millennio.<br />
A questo riguardo è ragionevole pensare che la divina Sapienza abbia permesso che fosse conosciuta soltanto ora la profezia del 1917, perché voleva in questo modo preparare la nostra generazione all’imminente futuro, segnato dai segreti della Regina della pace. Guardando al segreto di Fatima, al suo contenuto e alla sua straordinaria realizzazione, noi siamo in grado di prendere sul serio i segreti di Medjugorje. Ci troviamo di fronte a una mirabile pedagogia divina che vuole preparare spiritualmente gli uomini del nostro tempo ad affrontare la più grave crisi del la storia, la quale non sta dietro le nostre spalle ma davanti ai nostri occhi. Coloro che hanno ascoltato la rivelazione del segreto,fatta il 13 maggio 2000 nella grande spianata della Cova da Iria, saranno i medesimi che ascolteranno la rivelazione dei segreti della Regina della pace tre giorni prima che si realizzino.<br />
Ma è soprattutto per quanto riguarda i contenuti che è possibile trarre insegnamenti utili dal segreto di Fatima. Infatti, se lo analizziamo in tutte le sue parti, non riguarda gli sconvolgimenti nel cosmo, come avviene solitamente negli scenari apocalittici, ma i sovvertimenti nella storia umana, attraversata dalle ventate sataniche della negazione di Dio, dell’odio, della violenza e della guerra. Il segreto di Fatima è una profezia sul dilagare dell’incredulità e del peccato nel mondo, con le nefaste conseguenze di distruzione e di morte e con l’inevitabile tentativo di annientare la Chiesa. Protagonista negativo è il grande drago rosso che seduce il mondo e lo aizza contro Dio, cercando di portarlo alla rovina. Non per nulla lo scenario si apre con la visione dell’inferno e termina con quella della croce. E il tentativo di satana di portare alla rovina il maggior numero di anime e nel medesimo tempo è l’intervento di Maria per salvarle col sangue e le preghiere dei martiri.<br />
E ragionevole pensare che i segreti di Medjugorje riecheggino, nella sostanza, tematiche di questo tipo. D’altra parte gli uomini non hanno certo cessato di offendere Dio come si è lamentata la Madonna a Fatima. Anzi, possiamo dire che l’onda limacciosa del male non ha fatto che crescere. E scomparso in molti paesi l’ateismo di Stato, ma ha progredito ovunque nel mondo una visione atea e materialistica della vita. L’umanità, in questo inizio del terzo millennio, è ben lontana dal riconoscere e dall’accettare Gesù Cristo, il Re della pace. Al contrario dilagano l’incredulità e l’immoralità, l’egoismo e l’odio. Siamo entrati in una fase della storia nella quale gli uomini, sobillati da satana, non esiteranno a tirare fuori dai loro arsenali i più tremendi strumenti di distruzione e di morte.<br />
Affermare che alcuni aspetti dei segreti di Medjugorje possano riguardare guerre catastrofiche, nelle quali vengano usate le armi di distruzione di massa, come quelle nucleari, chimiche e batteriologiche, significa in fondo fare previsioni umanamente fondate e ragionevoli. D’altra parte non bisogna dimenticare che la Madonna si è presentata nel piccolo villaggio dell’Erzegovina come la Regina della pace. Lei ha affermato che con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre, per quanto violente esse siano. L’ultimo decennio del secolo, con le guerre di Bosnia e del Kossovo, è stata una prova generale, una profezia di quanto potrebbe accadere a questa umanità così lontana dal Dio dell’amore.<br />
«Sull’orizzonte della civiltà contemporanea — afferma Giovanni Paolo II —, specialmente di quella più sviluppata in senso tecnico-scientifico, i segni e i segnali di morte sono diventati particolarmente presenti e frequenti. Basti pensare alla corsa agli armamenti e al pericolo, in essa insito, di un’autodistruzione nucleare» (Dominum et viv 57). «La seconda metà del nostro secolo — quasi in proporzione agli errori e alle trasgressioni della nostra civiltà contemporanea — porta in sé una minaccia così orribile di guerra nucleare che non possiamo pensa re a questo periodo se non in termini di accumulo incomparabile di sofferenze, fino alla possibile autodistruzione dell’umanità» (Salv doloris, 8).<br />
Tuttavia la terza parte del segreto di Fatima, più che la guerra, intende evidenziare con tinte drammatiche la feroce persecuzione della Chiesa, rappresentata dal Vescovo vestito di bianco che sale il Calvario accompagnato dal popolo di Dio. E lecito interrogarsi se una persecuzione ancora più efferata non attenda la Chiesa nel prossimo futuro? Una risposta affermativa in questo momento potrebbe apparire esagerata, perché oggi il maligno ottiene le sue più vistose vittorie con l’arma della seduzione, grazie alla quale spegne la fede, raffredda la carità e svuota le chiese. Tuttavia segnali crescenti di odio anticristiano, accompagnati da esecuzioni sommarie, si diffondono nel mondo. C’è da aspettarsi che il drago «vomiterà» (Apocalisse 12, 15) tutto il suo furore per perseguitare coloro che avranno perseverato, in mo do particolare cercherà di annientare le schiere di Maria, che lei si è preparata in questo tempo di grazia che stiamo vivendo.<br />
« Dopo ciò vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la Tenda della Testimonianza; dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli, vestiti di lino puro, splendente, e cinti al petto di cinture d’oro. Uno dei quattro esseri viventi diede ai set te angeli sette coppe d’oro colme dell’ira di Dio che vive nei secoli dei secoli. Il tempio si riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza: nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli dei sette angeli» (Apocalisse 15, 5-8).<br />
Trascorso il tempo di grazia, durante il quale la Regina della pace ha radunato i suoi nella « Tenda della Testimonianza », in comincerà il periodo dei sette flagelli, quando gli angeli verseranno le coppe dell’ira divina sulla terra? Prima di dare una risposta a questo interrogativo, è necessario comprendere il vero significato di «ira divina» e di «flagello ». Infatti il volto di Dio è sempre quello dell’amore, anche in quei momenti in cui gli uomini non riescono più a vederlo.<br />
« Satana vuole l’odio e la guerra »<br />
Non c’è dubbio che nella Sacra Scrittura ricorra spesso l’immagine di Dio che castiga a causa dei peccati. La troviamo sia nell’Antico come nel Nuovo Testamento. A questo riguardo impressiona l’ammonimento di Gesù al paralitico che aveva guarito alla piscina di Betzata: « Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio» (Giovanni 5, 14). Si tratta di un modo di esprimersi che troviamo anche nel le rivelazioni private. Basti a questo riguardo fare riferimento al le parole accorate della Madonna a La Salette: «Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo si vuole concedere. E questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio. Coloro che conducono i carri non sanno imprecare senza mescolarvi il nome di mio Figlio. Queste sono le due cose che appesantiscono tanto il braccio di mio Figlio ».<br />
Il braccio di Gesù, pronto a colpire questo mondo immerso nel peccato, come deve essere inteso perché non venga offuscato il volto del Dio della rivelazione che, come sappiamo, è amore prodigo e senza confini? Il Dio che punisce i peccati è forse diverso dal Crocifisso che, nel momento solenne della morte, si rivolge al Padre dicendo: « Padre, perdona loro perché non san no quello che fanno» (Luca 23, 33)? Si tratta di un interrogativo che trova la soluzione nella stessa Sacra Scrittura. Dio castiga non per distruggere, ma per correggere. Finché siamo nel corso di questa vita tutte le croci e le afflizioni di vario genere sono orientate alla nostra purificazione e alla nostra santificazione. In ultima istanza anche il castigo di Dio, che ha come fine ultimo la nostra conversione, è un atto della sua misericordia. Quando l’uomo non risponde al linguaggio dell’amore, Dio, al fine di salvarlo, usa il linguaggio del dolore.<br />
D’altra parte la radice etimologica di «castigo» è la stessa di «casto ». Dio «castiga» non per vendicare il male che abbiamo commesso, ma per renderci «casti », cioè puri, attraverso la grande scuola della sofferenza. Non è forse vero che una malattia, un rovescio economico, una disgrazia o la morte di una persona cara sono esperienze della vita attraverso le quali avvertiamo la precarietà di tutto ciò che è effimero e rivolgiamo l’animo a ciò che è veramente importante ed essenziale? Il castigo fa parte della pedagogia divina e Dio, che ci conosce bene, sa quanto ne abbiamo bisogno a causa della nostra «dura cervice &gt;‘. Quale padre o quale madre infatti non usa la mano ferma per evitare che i figli imprudenti e sbadati imbocchino una via pericolosa?<br />
Non bisogna tuttavia pensare che, sia pure per ragioni pedagogiche, sia sempre Dio a mandarci «i castighi» con i quali correggerci. Questo potrebbe essere anche possibile, specialmente per quanto riguarda gli sconvolgimenti della natura. Non fu forse attraverso il diluvio che Dio punì l’umanità a causa dell’universale perversione (cfr. Genesi 6, 5)? Anche la Madonna a La Salette si colloca in questa prospettiva quando afferma: «Se il raccolto va male, è soltanto per colpa vostra. Ve l’ho fatto vedere l’anno scorso con le patate; voi non ne avete fatto caso. Anzi, quando ne avete trovato guaste, voi imprecavate e intercalavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire, e quest’anno a Natale non ve ne saranno più ». Dio governa il mondo naturale ed è il Padre celeste che fa piovere sopra i buoni come sopra i cattivi. Attraverso la natura Dio dà la sua benedizione agli uomini, ma nel medesimo tempo rivolge anche i suoi richiami pedagogici.<br />
Tuttavia vi sono dei castighi che sono causati direttamente dal peccato degli uomini. Pensiamo ad esempio al flagello della fa me, che ha all’origine l’egoismo e l’avidità di chi, avendo il superfluo, non vuole tendere la mano al fratello indigente. Pensiamo anche al flagello di molte malattie, che persistono e si diffondono a causa dall’egoismo di un mondo che investe le risorse nelle armi invece che nella salute. Ma è soprattutto il più tremendo di tutti i flagelli, la guerra, ad essere direttamente provocata dagli uomini. La guerra è la causa di innumerevoli mali e, per quanto riguarda il nostro particolare passaggio storico, rappresenta il più grande pericolo a cui l’umanità abbia mai dovuto far fronte. Infatti oggi una guerra che sfuggisse di mano, come è possibile che accada, potrebbe provocare la fine del mondo.<br />
Per quanto riguarda il flagello immane della guerra dobbiamo quindi dire che esso viene esclusivamente dagli uomini e, in ultima istanza, dal maligno che inietta il veleno dell’odio nel loro cuore. La guerra è il frutto primo del peccato. La sua radice è il rifiuto dell’amore di Dio e del prossimo. Mediante la guerra sa tana attira gli uomini a sé, li rende partecipi del suo odio e della sua ferocia, si impadronisce delle loro anime e li usa per di struggere i progetti di misericordia di Dio nei loro confronti. « Satana vuole la guerra e l’odio », ammonisce la Regina della pace all’indomani della tragedia delle due torri. Dietro la malvagità umana c’è colui che è stato omicida fin dall’inizio. In che senso quindi si può dire, come ha affermato la Madonna a Fatima, che «Dio sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo del la guerra… »?<br />
Questa espressione, nonostante l’apparente significato puniti vo, in realtà ha ancora, nel suo significato profondo, un valore salvifico ed è riconducibile a un disegno della divina misericordia. Infatti la guerra è un male causato dal peccato che si è impossessato del cuore dell’uomo e come tale è uno strumento di satana per portare l’umanità alla rovina. La Madonna a Fatima è venuta per offrici la possibilità di evitare un’esperienza infernale come quella della seconda guerra mondiale, che è stata indubbiamente uno dei flagelli più spaventosi che abbia mai colpito l’umanità. Non essendo stata ascoltata e non avendo gli uomini cessato di offendere Dio, essi sono precipitati in un abisso di odio e di violenza che avrebbe potuto essere fatale. Non è stato un caso che la guerra si sia fermata proprio quando erano state messe a punto le armi nucleari, capaci di causare distruzioni irreparabili.<br />
Da questa tremenda esperienza, provocata dalla durezza di cuore e dal rifiuto di convertirsi, Dio ha tratto quel bene che so lo la sua infinita misericordia poteva ottenere. Innanzi tutto il sangue dei martiri, che con la loro carità, le loro preghiere e l’offerta della loro vita hanno ottenuto la benedizione divina sul mondo e hanno salvato l’onore del genere umano. Inoltre la mirabile testimonianza di fede, di generosità e di coraggio di innumerevoli persone, che hanno arginato con le dighe delle buone opere la marea travolgente del male. Durante la guerra i giusti hanno brillato nel cielo come stelle di incomparabile fulgore, mentre la collera di Dio si è riversata sugli impenitenti, che si so no ostinati fino alla fine sulla via dell’iniquità. Tuttavia per molti lo stesso flagello della guerra è stato un appello alla conversione, perché è tipico dell’uomo, eterno bambino, rendersi conto dell’inganno satanico solo quando ne prova sulla pelle le terribili conseguenze.<br />
Le coppe dell’ira divina che Dio sparge sul mondo (cfr. Apocalisse 16, 1) sono certamente delle piaghe con le quali, diretta mente o indirettamente, punisce l’umanità a causa dei suoi peccati. Ma esse sono finalizzate alla conversione e alla salvezza eterna delle anime. Inoltre la divina misericordia le mitiga a causa delle preghiere dei giusti. Infatti le coppe d’oro sono anche il simbolo della preghiera dei santi (cfr. Apocalisse 5, che sollecitano l’intervento divino e gli effetti che ne scaturiscono: la vitto ria del bene e la punizione delle potenze del male. Infatti nessun flagello, per quanto provocato dall’odio satanico, può raggiungere il suo fine di portare l’umanità alla rovina totale. Neppure l’attuale passaggio critico della storia, che vede le potenze del male «sciolte dalle catene », può essere considerato senza speranza. I dieci segreti di Medjugorje vanno quindi visti nella prospettiva classica della fede. Essi, quand’anche alludessero ad eventi spaventosi e fatali per la stessa sopravvivenza dell’umanità (come ad esempio catastrofiche guerre con armi di distruzione di massa), rimangono sotto il governo dell’amore misericordioso che, col nostro aiuto, può trarre il bene anche dal più grande male.<br />
I segreti di Medjugorje, profezie di matrice biblica<br />
La rivelazione del futuro, che ci viene dal cielo, va sempre interpretata come un atto dell’amore paterno di Dio, anche se si tratta di eventi drammatici. Infatti in questo modo la divina Sapienza ci vuole indicare a quali conseguenze porti il peccato e il rifiuto di convertirsi. Inoltre offre la possibilità ai buoni di intercedere e di mutare con le loro preghiere il corso degli avvenimenti. Infine, nel caso di impenitenza e di durezza di cuore, Dio dona ai giusti una via di salvezza o, dono ancora più grande, la grazia del martirio.<br />
I dieci segreti di Medjugorje sono una rivelazione riguardo al futuro che rispecchia perfettamente la pedagogia divina. Essi non hanno lo scopo di impaurire, ma di salvare. A mano a mano che i tempi si avvicinano la Regina della pace non si stanca di ripetere che non dobbiamo avere paura. Infatti chi si trova nella scia della sua luce è consapevole che lei sta preparando una via di uscita alla trappola infernale che il maligno ha architettato per trascinare l’umanità negli abissi tenebrosi della disperazione.<br />
Per comprendere la serietà e la credibilità del segreto di Fatima come di quelli di Medjugorje occorre tenere presente che essi riflettono la struttura fondamentale delle profezie della Sacra Scrittura. In esse Dio, attraverso i suoi profeti, preannuncia un evento che si realizzerà nel caso che cada nel vuoto l’appello al la conversione. A questo riguardo è molto istruttiva la profezia di Gesù sulla distruzione del tempio di Gerusalemme. Di questo grandioso edificio egli dice che non rimarrà pietra su pietra, per ché non è stato accolto il momento in cui è passata la grazia del la salvezza.<br />
«Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!» (Matteo 23, 37). Qui Gesù indica la radice dei ma li che affliggono l’umanità nel corso della sua storia. Si tratta dell’incredulità e della durezza di cuore di fronte ai richiami del cielo. Le conseguenze che ne derivano non sono attribuibili a Dio, ma agli uomini stessi. Ai discepoli che gli si avvicinavano per far gli osservare le costruzioni del tempio, Gesù risponde: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata» (Matteo 24, 1). Avendo rifiutato il Messia spirituale, i giudei hanno percorso fino in fondo la via del messianismo politico, venendo così annientati dalle legioni romane.<br />
Ci troviamo qui di fronte allo schema essenziale della profezia biblica. Non si tratta di una speculazione astratta sul futuro, al fine di soddisfare curiosità morbose o per coltivare l’illusione di dominare il tempo e gli eventi della storia, di cui soltanto Dio è il Signore. Essa al contrario ci responsabilizza rispetto a vicende la cui realizzazione dipende dalle nostre libere scelte. Il contesto è sempre quello di un invito alla conversione, per evitare le inevitabili conseguenze catastrofiche del male. A Fatima la Madonna aveva preannunciato una guerra «ancora peggiore» se gli uomini non avessero cessato di offendere Dio. Non vi è dubbio che, se fosse stato accolto l’invito alla penitenza, l’avvenire sarebbe stato diverso. Il quadro complessivo in cui collocare i segreti di Medjugorje è il medesimo. La Regina della pace ha rivolto il più pressante appello alla conversione che mai si sia verificato dagli albori della redenzione. Gli avvenimenti futuri sono caratterizzati dalla risposta che gli uomini stanno dando ai messaggi che lei ci dona.<br />
I segreti di Medjugorje, dono della divina misericordia<br />
La prospettiva biblica in cui collocare i dieci segreti di Medjugorje ci aiuta a liberarci da un clima psicologico di angoscia e di paura e a guardare al futuro con la serenità della fede. La Regina della pace sta mettendo mano a un piano mirabile di salvezza, il cui inizio risale a Fatima e che oggi è nel suo pieno svolgimento. Sappiamo anche che vi è un punto di arrivo che la Madonna descrive come il fiorire di un tempo di primavera. Questo significa che il mondo dovrà prima attraversare un periodo di gelo invernale, ma non sarà tale da compromettere l’avvenire dell’umanità. Questa luce di speranza che illumina il futuro è certo il primo e più grande dono della divina misericordia. Infatti gli uomini sopportano anche le prove più difficili se hanno la certezza che alla fine avranno uno sbocco positivo. Il naufrago raddoppia le energie se intravede all’orizzonte il sospirato golfo di luce. Senza prospettive di vita e di speranza gli uomini gettano la spugna senza più combattere e resistere.<br />
Non si può dimenticare che, anche se ora i segreti rivelati si realizzeranno necessariamente, tuttavia uno di essi, presumibilmente il più impressionante, è stato mitigato. Il settimo segreto ha creato una forte emozione nella veggente Mirjana che ha chiesto alla Madonna che fosse cancellato. La Madre di Dio ha chiesto preghiere per questa intenzione e il segreto è stato attenuato. In questo caso non si è realizzato quanto la Bibbia racconta riguardo alla predicazione del profeta Giona presso la grande città di Ninive, la quale ha evitato completamente il castigo preannunciato dal cielo accogliendo l’appello alla conversione.<br />
Tuttavia come non vedere in questa mitigazione del settimo segreto il tocco materno di Maria che mostra in visione «una catastrofe» futura, perché la preghiera dei buoni possa almeno parzialmente allontanarla? Alcuni potrebbero obiettare: «Perché mai il Signore non ha fatto sì che la potenza dell’intercessione e del sacrificio potessero cancellarla del tutto? ». Forse un giorno ci renderemo conto che, quanto Dio ha deciso che accadesse, è stato necessario per il nostro vero bene.<br />
In modo particolare appare come un segno mirabile della divina misericordia il modo col quale la Madonna ha voluto che i dieci segreti fossero rivelati. La manifestazione al mondo tre giorni prima che ogni avvenimento si realizzi è un dono straordinario di cui forse soltanto in quel momento sapremo apprezzarne l’inestimabile valore. Non dimentichiamo che la realizzazione del primo segreto sarà un ammonimento per tutti riguardo alla serietà delle profezie di Medjugorje. Quelli successivi saranno indubbiamente guardati con crescente attenzione e apertura di cuore. L’immediata rivelazione pubblica di ogni segreto e la successiva attualizzazione avrà l’effetto di rafforzare la fede e il valore di credibilità. Inoltre preparerà gli animi che sono aperti alla grazia ad affrontare senza paura ciò che deve accadere (cfr. Luca 21, 26).<br />
Va anche sottolineato che svelare tre giorni prima ciò che sta per succedere e in quale luogo si verificherà, significa inoltre offrire delle possibilità insperate di salvezza. Non siamo in grado di comprendere ora in tutta la sua straordinaria grandezza e nelle sue concrete implicazioni questo dono della divina misericordia,ma verrà il tempo in cui gli uomini se ne renderanno conto. A questo riguardo giova sottolineare che non mancano precedenti biblici molto eloquenti, dove Dio rivela anzitempo una catastrofe, perché i buoni possano mettersi in salvo. Non fu così forse in occasione della distruzione di Sodoma e Gomorra, quando Dio volle salvare Lot e la sua famiglia che vi abitavano?<br />
«Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: “Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città”. Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città… Quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo» (Genesi 19, 15-16. 24-25).<br />
La premura di dare una possibilità di salvezza per i giusti che credono la troviamo anche nella profezia di Gesù sulla distruzione di Gerusalemme che, come sappiamo dalla storia, si è realizzata fra crudeltà indicibili. A questo riguardo il Signore così si esprime: «Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro le città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città; saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia» (Luca 21, 20-22).<br />
Come appare chiaro, rientra nella pedagogia divina delle profezie offrire delle possibilità di salvezza a coloro che crederanno. Per quanto riguarda i dieci segreti di Medjugorje il dono di misericordia risiede proprio in questo anticipo di tre giorni. Non fa dunque meraviglia che la veggente Mirjana abbia sottolineato la necessità di far conoscere al mondo quanto verrà rivelato. Si tratterà di un vero e proprio giudizio di Dio che passerà attraverso la risposta delle persone. Siamo di fronte a un fatto insolito nel la storia cristiana, ma con radici che affondano nella Scrittura. Anche questo dà la dimensione del momento eccezionale che si profila all’orizzonte dell’umanità.<br />
Si è giustamente sottolineato come il terzo segreto, riguardante il segno visibile, indistruttibile e bellissimo, che la Madonna lascerà sulla montagna delle prime apparizioni sia un dono di grazia che illumminerà un panorama dove non mancheranno le scene drammatiche e già questa è una prova visibile dell’amore misericordioso. Tuttavia è utile osservare che il terzo segreto precederà il settimo e altri di cui non conosciamo il contenuto. Anche questo è un grande dono da parte della Madonna. Infatti il terzo segreto rafforzerà la fede dei più deboli e soprattutto sosterrà la speranza nel momento della prova, trattandosi di un segno durevole, «che viene dal Signore ». La sua luce risplenderà nel buio del tempo di afflizione e darà ai buoni la forza di perseverare e di testimoniare fino alla fine.<br />
Il quadro di insieme che esce dalla descrizione dei segreti, per quello che ci è dato di sapere, è tale da rasserenare gli animi che si lasciano illuminare dalla fede. A un mondo che scivola sul pia no inclinato che porta alla rovina, Dio offre rimedi estremi di salvezza. Certo, se l’umanità avesse risposto ai messaggi di Medjugorje e prima ancora agli appelli di Fatima, le sarebbe stato evitato il passaggio attraverso la grande tribolazione. Tuttavia anche ora un esito positivo è possibile, anzi è certo.<br />
La Madonna a Medjugorje è venuta come Regina della pace e alla fine schiaccerà la testa al drago dell’odio e dell’inimicizia che vuole distruggere il mondo. Quanto accadrà nel futuro è presumibilmente opera degli uomini, sempre più in balia dello spirito del male a causa del loro orgoglio, dell’incredulità al vangelo e dell’immoralità sfrenata. Tuttavia il Signore Gesù, nella sua infinita bontà, ha deciso di salvare il mondo dalle conseguenze delle sue iniquità, anche a motivo della corrispondenza dei buoni. I segreti sono senza dubbio un dono del suo Cuore misericordioso il quale, anche dai più grandi mali, sa trarre un bene insperato oltre che immeritato.<br />
I segreti di Medjugorje, prova della fede<br />
Non coglieremmo la ricchezza della pedagogia divina che si esprime attraverso i segreti di Medjugorje se non mettessimo in evidenza che essi costituiscono una grande prova della fede. Anche a loro riguardo vale la parola di Gesù secondo la quale la salvezza viene sempre dalla fede. Dio infatti è pronto ad aprire le cataratte dell’amore misericordioso, purché vi sia chi crede, intercede e accoglie nella fiducia e nell’abbandono. Il popolo ebraico davanti al Mar Rosso come avrebbe potuto salvarsi se non avesse creduto nella potenza di Dio e se, una volta aperte le acque, non avesse avuto il coraggio di attraversarle con totale fiducia nell’onnipotenza divina? Tuttavia il primo a credere fu Mosè e la sua fede risvegliò e sostenne quella di tutto il popolo.<br />
Il tempo contrassegnato dai segreti della Regina della pace avrà bisogno di una fede incrollabile, innanzitutto da parte di coloro che la Madonna ha scelto come suoi testimoni. Non a caso la Madonna invita spesso i suoi seguaci a essere « testimoni della fede ». Nel loro piccolo la veggente Mirjana in primo luogo, quindi anche il sacerdote da lei scelto per rivelare i segreti al mondo, dovranno essere gli araldi della fede in quel momento in cui le tenebre dell’incredulità avvolgeranno la terra. Non possiamo sottovalutare il compito che la Madonna ha assegnato a questa giovane donna, sposata e madre di due figli, nell’indicare al mondo eventi che non è esagerazione ritenere decisivi.<br />
Al riguardo è istruttivo un riferimento all’esperienza dei pastorelli di Fatima. La Madonna aveva preannunciato per l’ultima apparizione del 13 ottobre un segno e grande era l’aspettativa della gente che si era precipitata a Fatima per assistere all’evento. La mamma di Lucia, che non credeva alle apparizioni, a causa della folla temeva per la vita stessa della figlia nel caso che non fosse accaduto nulla. Essendo una fervente cristiana, voleva che la figlia andasse a confessarsi, in modo tale da essere preparata a ogni evenienza. Lucia però, come anche i due cuginetti Francesco e Giacinta, erano fermissimi nel credere che quanto pro messo dalla Madonna si sarebbe realizzato. Lei accettava di andare a confessarsi, ma non perché avesse dei dubbi riguardo al le parole della Madonna.<br />
Allo stesso modo la veggente Mirjana (non sappiamo quale ruolo la Madonna assegnerà agli altri cinque veggenti, ma dovranno anch’essi tutti insieme farle da sostegno) dovrà essere ferma e incrollabile nella fede, rivelando nel momento stabilito dalla Madonna il contenuto di ogni segreto. La stessa fede, lo stesso coraggio e la stessa fiducia dovrà avere il sacerdote da lei già prescelto (si tratta del frate francescano Petar Ljubicic), il quale avrà il non facile compito di annunciare ogni segreto al mondo con precisione, con chiarezza e senza tentennamenti. La saldezza d’animo che questo compito richiede spiegano per qua le motivo la Madonna ha chiesto loro una settimana di preghiera e di digiuno a pane e acqua, prima che i segreti vengano resi pubblici.<br />
Ma a questo punto, accanto alla fede dei protagonisti, dovrà risplendere la fede dei seguaci della «Gospa », cioè di coloro che lei ha preparato per questo tempo, avendo accolto la sua chiamata. Sarà di estrema importanza, per il mondo distratto e incredulo nel quale viviamo, la loro limpida e ferma testimonìanza. Non potranno limitarsi a stare alla finestra e a fare da spetta tori, per vedere come andranno a finire le cose. Non potranno stare diplomaticamente defilati, per paura di compromettersi. Dovranno testimoniare di credere alla Madonna e di prendere sul serio i suoi ammonimenti. Dovranno scuotere dal torpore questo mondo e disporlo a capire il passaggio di Dio.<br />
Ogni segreto, grazie alla serena mobilitazione dell’esercito di Maria, dovrà essere per l’intera umanità un segno e un richiamo, oltre che un evento di salvezza. Come sperare che il mondo colga la grazia della rivelazione dei segreti se i testimoni di Maria si lasceranno paralizzare dal dubbio e dalla paura? Chi se non essi aiuteranno gli indifferenti, gli increduli e i nemici di Cristo a salvarsi dalla marea montante dell’angoscia e della disperazione? Chi, se non i seguaci della «Gospa », ormai diffusi in tutto il mondo, potranno aiutare la Chiesa a vivere nella fede e nella speranza i tempi più difficili della storia dell’umanità? La Madonna si aspetta molto da coloro che lei ha preparato per i mo menti della prova. La loro fede dovrà risplendere davanti agli occhi di tutti gli uomini. Il loro coraggio dovrà sostenere i più deboli e la loro speranza dovrà infondere fiducia durante la tempestosa navigazione, fino a che non sia raggiunta la riva.<br />
A coloro che, all’interno della Chiesa, amano discutere e polemizzare riguardo all’approvazione ecclesiastica delle apparizioni di Medjugorje, si deve rispondere con una affermazione che ha fatto la Madonna fin dai primi tempi. Ella ha detto che al riguardo noi non dovevamo preoccuparci, perché se ne sarebbe occupata lei personalmente. Il nostro impegno si sarebbe invece dovuto concentrare sul cammino di conversione. Ebbene, sarà proprio il tempo dei dieci segreti quello in cui verrà dimostrata la verità delle apparizioni.<br />
Il segno sulla montagna, preannunciato dal terzo segreto, sarà un richiamo per tutti, oltre che un motivo di riflessione e di con vincimento per la Chiesa. Ma saranno gli eventi successivi a manifestare agli uomini l’amore materno di Maria e la sua solleci udine per la nostra salvezza. Nel tempo della prova, in cui la Madre di Gesù interverrà nel nome del Figlio suo per indicare una via di speranza, l’umanità intera scoprirà la regalità di Cristo e la sua signoria sul mondo. Sarà Maria, operante attraverso la testimonianza dei suoi figli, a manifestare agli uomini qual è la fede autentica, nella quale essi potranno trovare la salvezza e la speranza di un avvenire di pace.”</p>
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		<title>30 ANNI FA LA PRIMA APPARIZIONE MARIANA, MA LA CHIESA DI ROMA NON LE RICONOSCE</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 18:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MEDJUGORIE CHIESA ROMA]]></category>

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		<description><![CDATA[Medjugiorie: (Nella foto una presunta apparizione della Madonna),soprannaturale, mistero, fede, business, frode? Una vicenda che dal 1981 ad oggi ha mobilitato milioni di persone, pellegrini, gente in cerca di speranza, guarigione, refrigerio. Ognuno nel suo intimo può continuare a coltivare la propria convinzione, Da anni si parla di persone di tutte le età che sono partite per Medjugorie in un modo e sono tornate cambiate. I cattolici più fondamentalisti hanno addirittura parlato di “trappola diabolica”. Per quanto riguarda il  mondo cristiano evangelico, è noto che no n prende in considerazione queste cose. Ora si sono espresse le massime gerarchie della Chiesa Cattolica di Roma.  Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino sesso con una suora, il francescano Tomislav Vlasic che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualita’ di ‘padre spirituale’ dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d’anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia e’ trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-47137" href="http://www.ternimagazine.it/47136/religione/30-anni-fa-la-prima-apparizione-mariana-ma-la-chiesa-di-roma-non-le-riconosce.html/attachment/apparizione"><img class="alignright size-full wp-image-47137" title="apparizione" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/apparizione.jpg" alt="apparizione 30 ANNI FA LA PRIMA APPARIZIONE MARIANA, MA LA CHIESA DI ROMA NON LE RICONOSCE " width="98" height="130" /></a>Medjugiorie: (Nella foto una presunta apparizione della Madonna),soprannaturale, mistero, fede, business, frode? Una vicenda che dal 1981 ad oggi ha mobilitato milioni di persone, pellegrini, gente in cerca di speranza, guarigione, refrigerio. Ognuno nel suo intimo può continuare a coltivare la propria convinzione, Da anni si parla di persone di tutte le età che sono partite per Medjugorie in un modo e sono tornate cambiate. I cattolici più fondamentalisti hanno addirittura parlato di “trappola diabolica”. Per quanto riguarda il  mondo cristiano evangelico, è noto che no n prende in considerazione queste cose. Ora si sono espresse le massime gerarchie della Chiesa Cattolica di Roma. </strong> Esce di scena, portandosi dietro la minaccia di scomunica da parte del papa e le accuse infamanti di eresia, manipolazione delle coscienze, misticismo sospetto e, persino sesso con una suora, il francescano Tomislav Vlasic che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje in qualita’ di ‘padre spirituale’ dei sei ragazzini che improvvisamente cominciarono a riferire di vedere ogni giorno la Madonna. Vlasic non ha aspettato di essere scomunicato ed ha giocato d’anticipo: ha dato formalmente le dimissioni nel marzo scorso, anche se la notizia e’ trapelata solo in questi giorni. Un brutto colpo per l’immagine di Medjugorje, paesino dimenticato sulle colline dell’ Erzegovina, divenuto dagli inizi degli anni ottanta uno dei santuari mariani piu’ frequentati del mondo, una calamita per milioni di devoti che vi si recano nonostante la Chiesa non l’abbia mai riconosciuto come sede di eventi ”soprannaturali”. Anzi il Vaticano ha guardato sempre con diffidenza a quelle apparizioni mariane cosi’ puntuali, ogni giorno alle 17.00, che continuano tuttora, almeno a sentire i racconti dei veggenti, diventati adulti e sparpagliati in tutto il mondo: piu’ di 40 mila visioni e non ”sembrano avere fine”, come osservo’, in una visita ad Limina in Vaticano nel 2006, l’attuale vescovo della diocesi, quella di Mostar, mons. Ratko Peric. Le accuse mosse da Benedetto XVI, attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede, contro il ‘padre spirituale’ del grande fenomeno mistico sono gravissime: ”diffusione di dubbia dottrina, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza verso gli ordini legittimamente costituiti e atti contro il ‘sextum’ (contro il Sesto comandamento di non commettere adulterio)”. A renderle ancora piu’ fosche vi e’ una frase dell’ex dicastero di Ratzinger che ha il sapore di una sentenza: i peccati di cui e’ imputato il frate sono stati commessi ”nel contesto del fenomeno di Medjugorje”. Oggi il quotidiano di Sarajevo ‘Dnevni Avaz’ ha affermato che il frate e’ stato espulso dal suo ordine. Da Roma, i francescani negano pero’ che il decreto sia mai diventato esecutivo, in quanto Vlasic, di fronte alla minaccia di scomunica, ha chiesto la riduzione allo stato laicale. Con l’uscita di Vlasic, il santuario mariano chiude un altro capitolo nella sua storia, scandita dai successi e dal fascino esercitato sui credenti e dai sospetti suscitati nell’apparato della Chiesa. Gia’ agli inizi, l’allora vescovo locale mons. Pavao Zanic accuso’ Vlasic e gli altri francescani di essere impostori: la Madonna, nelle sue apparizioni ai bambini, non mancava mai criticare i comportamenti delle autorita’ ecclesiastiche del posto e di esaltare invece le gesta dei frati che, dal loro convento, gestivano i pellegrinaggi. Nel 1984, mentre a Medjugorje fioriva il turismo religioso, Vlasic prese carta e penna per autocelebrarsi con papa Giovanni Paolo II come colui che, ”attraverso la divina provvidenza guida i veggenti”. La Chiesa invio’ in quegli anni tre commissioni in loco, che non riuscirono a trovare nessun supporto alle affermazioni sugli incontri giornalieri con la Madonna; nel 1991 i vescovi dell’allora Jugoslavia sancirono che non si poteva parlare di ”apparizioni soprannaturali o rivelazioni ”. Tutt’oggi, il santuario e’ ”sotto giudizio”. Nel 1985, Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, proibi’ ogni pellegrinaggio ufficiale, diocesano o parrocchiale al sito religioso. Lascio’ tuttavia la liberta’ ai singoli cattolici di recarsi a Medjugorje anche in compagnia di preti. Divenuto papa, Raztinger ha proseguito le indagini fino al verdetto finale contro il grande regista dell’ultima epopea mistica balcanica.</p>
<p>                                                                                         (Elisa Pinna – Città del Vaticano)</p>
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		<title>Fede &amp; business/GIRO MILIARDARIO DIETRO LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A MEDJUGORIE?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 18:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[IVAN MEDJUGORIE]]></category>

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		<description><![CDATA[    Dopo le vicende che hanno coinvolto  Tomislav Vladic, ex padre spirituale dei presunti veggenti di Medjugorie (espulsione dall’ordine dei Francescani, diffida da parte delle autorità vaticane, pena la scomunica), salta ora alla ribalta della cronaca proprio uno dei presunti veggenti, Ivan Dragicevic. L’abAteo Impertinente, rivista e portale on line ha realizzato un circostanziato reportage in esclusiva, corroborato da una presunta documentazione chiara ed inoppugnabile: “chi, per comprare una villa con piscina, potrebbe permettersi un mutuo di 800.000 dollari da restituire in 6 mesi”? La risposta sarebbe: Ivan Dragicevic, che avrebbe fatto costruire strutture con piscine per organizzare costosi viaggi esclusivamente per gruppi di preghiera aderenti alla spiritualità del gruppo di veggenti di Medjugorie. Ivan nel 1994 si è spostato a Boston con e Laureen Murphy, ex miss Massachussetts 1990 (vedi video)-Ora vive parte dell’anno – da Ottobre ad Aprile – negli Stati Uniti e parte – da Maggio a Settembre (”Ivan and his family spend May-September in Medjugorje“, “Ivan e la sua famiglia trascorrono il periodo Maggio-Settembre a Medjugorje”,) – a Medjugorje, dove lui e la sua famiglia gestiscono una pensione. Perché proprio il periodo Maggio-Settembre? La possibile risposta a questa domanda andrebbe ricercata tra i pellegrinaggi dell’agenzia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a rel="attachment wp-att-47133" href="http://www.ternimagazine.it/47132/religione/fede-businessgiro-miliardario-dietro-le-apparizioni-della-madonna-a-medjugorie-2.html/attachment/foto_ivan"><img class="alignright size-medium wp-image-47133" title="foto_ivan" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/foto_ivan-163x250.jpg" alt="foto ivan 163x250 Fede & business/GIRO MILIARDARIO DIETRO LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A MEDJUGORIE?" width="163" height="250" /></a> </h1>
<h1> </h1>
<p>Dopo le vicende che hanno coinvolto  Tomislav Vladic, ex padre spirituale dei presunti veggenti di Medjugorie (espulsione dall’ordine dei Francescani, diffida da parte delle autorità vaticane, pena la scomunica), salta ora alla ribalta della cronaca proprio uno dei presunti veggenti, Ivan Dragicevic. L’<em>abAteo Impertinente, rivista e portale on line</em> ha realizzato un circostanziato reportage in esclusiva, corroborato da una presunta documentazione chiara ed inoppugnabile: “chi, per comprare una villa con piscina, potrebbe permettersi un mutuo di <strong>800.000</strong> dollari da restituire in 6 mesi”? La risposta sarebbe: Ivan Dragicevic, che avrebbe fatto costruire strutture con piscine per organizzare costosi viaggi esclusivamente per gruppi di preghiera aderenti alla spiritualità del gruppo di veggenti di Medjugorie. Ivan nel 1994 si è spostato a Boston con e Laureen Murphy, ex miss Massachussetts 1990 (vedi video)-Ora vive parte dell’anno – da Ottobre ad Aprile – negli Stati Uniti e parte – <a rel="nofollow" target="_blank" title="Ivan Dragicevic's Speaking Schedule 2009/2010" href="http://www.medjugorje.org/ivanse.htm" target="_blank">da Maggio a Settembre</a> (”<em>Ivan and his family spend May-September in Medjugorje</em>“, “Ivan e la sua famiglia trascorrono il periodo Maggio-Settembre a Medjugorje”,) – a Medjugorje, dove lui e la sua famiglia gestiscono una pensione. Perché proprio il periodo Maggio-Settembre? La possibile risposta a questa domanda andrebbe ricercata tra i pellegrinaggi dell’agenzia di viaggi americana <a rel="nofollow" target="_blank" title="206 TOURS" href="http://www.pilgrimages.com/" target="_blank"><em>206 Tours</em></a>. Tra le varie offerte, infatti, è presente il pacchetto <em>Prayer Experience with Ivan Dragicevic and Family</em> (”Esperienza di preghiera con Ivan Dragicevic e famiglia”, ndr.), nel quale viene pubblicizzato e venduto un pellegrinaggio a Medjugorje con alloggio a casa del “veggente”. E stranamente, il periodo in cui Ivan è presente a Medjugorje coincide perfettamente con le date prenotabili per il pellegrinaggio.All’apertura della pagina, spicca la foto di un sorridente Ivan.  Poco più in basso, la descrizione dell’offerta. Il pacchetto, stando a quanto pubblicizzato, sempre secondo quanto riportato nel reportage, tra le altre cose, comprenderebbe:</p>
<ul>
<li>Incontro con padre Jozo e altri veggenti (*Esclusivamente per i Pellegrini della nostra Esperienza di Preghiera*)</li>
<li>Colloqui con Ivan nella cappella della nostra casa</li>
<li>Colazione e cena serviti da Ivan e Famiglia</li>
<li>Ivan porterà il gruppo sulla collina delle apparizioni per pregare e meditare</li>
<li>Ci saranno molte opportunità di parlare con Ivan durante il tuo soggiorno</li>
</ul>
<p>E verrebbe promesso che “la famiglia Dragičević farà del proprio meglio per rendere quanto più possibile piacevole e confortevole il tuo soggiorno”. Insomma, più che un pellegrinaggio a Medjugorje sembrerebbe un rendez-vous con il “veggente” stesso. La casa di Medjugorje del “veggente” Il tutto per una spesa di <strong>2.750</strong> dollari (1918.675 euro). Sempre secondo la rivista L’Abateo Impertinente” Nel 2004 la famiglia Dragicevic, avrebbe deciso di trasferirsi nuovamente. Ma prima di svelare la nuova dimora del fortunato “veggente”, occorre fare un piccolo passo indietro. “Avevamo detto”, si legge tra l’altro nella rivista on line”,  di tenere a mente una località mentre parlavamo di <em>Prayer Experience</em>: <strong>Peabody, Massachusetts</strong>. Ed ora se ne comprenderà il motivo.Il 22 Maggio del 2004, infatti, Ivan Dragicevic nomina sua moglie, Laureen Dragicevic, come suo agente e avvocato di fatto e la incarica di acquistare una villa, che chiameremo <em><strong>Lotto 25A</strong></em>  situata proprio a <strong>Peabody</strong>, <strong>Massachusetts</strong>, nonché di accendere un prestito di <strong>800.000</strong> dollari, 668.449 euro, presso la banca First Bank and Trust. <strong>Cifre stellari. </strong>Ma ancora non è tutto. Nel contratto di ipoteca viene specificato che l’intero debito (ricordiamolo, 800.000 dollari, 668.449 euro) verrà pagato per intero entro il 24 Novembre 2004, ossia a soli sei mesi dalla sua accensione. Sempre secondo la rivista In soli 5 anni il “veggente” Ivan Dragicevic avrebbe comprato immobili per un valore complessivo di <strong>1.566.000</strong> dollari, equivalenti a <strong>1.470.953</strong> euro (tenendo in considerazione la valutazione dell’euro al momento delle compravendite). Un americano medio, nei 5 anni avrebbe guadagnato 198.508 dollari lordi, 195.336 euro lordi (tenendo in considerazione la valutazione dell’euro anno per anno). Cifre che, al lordo, sono quasi 10 volte inferiori alla somma spesa dal “veggente”.</p>
<p>                                                                                                                                       T.M.</p>
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		<title>Religione/ IL TEOLOGO DAVID BERGER: &#8220;BENEDETTO XVI E&#8217; GAY&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 17:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Golmindalin</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[BENDETTO XVI GAY]]></category>
		<category><![CDATA[Gay]]></category>
		<category><![CDATA[IL PAPA E' GAY]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il teologo David Berger, (Nella foto),giovane omosessuale tedesco già rimosso dal suo incarico presso la Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino (Ultimissima del 30 luglio 2010) per le sue posizioni critiche verso le gerarchie ecclesiastiche, papa Benedetto XVI sarebbe omosessuale. In una intervista pubblicata dal sito lgbt Fresh, sostiene che “quando si parla privatamente con i teologi, tutti concordano sull’inclinazione omosessuale di Ratzinger”. Lo fa parlando del suo ultimo libro Der heilige Schein. Als schwuler Theologe in der katholischen Kirche (Una sola illusione. Un teologo gay nella Chiesa cattolica). Il papa, continua Berger, “viene da una cultura clericale nella quale la questione dell’amore per persone dello stesso sesso era un tabù totale”. “Quello che odia in sé lo proietta sugli altri”, chiosa il teologo, “e lo disprezza”. Ma ci sarebbe di più. Berger parla addirittura di uno scoop fatto a suo dire dalla giornalista Valeska von Roques, secondo cui Ratzinger, quando era ancora cardinale, avrebbe avuto rapporti omosessuali con alcune guardie svizzere. Le dichiarazioni di Berger hanno suscitato un vespaio. Ad esempio sul sito cattolico Kreuz.net, dove Berger viene definito “escremento caduto in una latrina omosessuale”. Queste le parole dello stesso Berger: “Lui viene da una cultura clericale nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Secondo il teologo David Berger, (Nella foto),<a rel="nofollow" target="_blank" rel="attachment wp-att-43791" href="http://www.ternimagazine.it/43790/religione/religione-il-teologo-david-berger-benedetto-xvi-e-gay.html/attachment/43791"><img class="alignright size-full wp-image-43791" title="&lt;Digimax S600 / Kenox S600 / Digimax Cyber 630&gt;" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/berger.jpg" alt="berger Religione/ IL TEOLOGO DAVID BERGER: BENEDETTO XVI E GAY" width="171" height="183" /></a>giovane omosessuale tedesco già rimosso dal suo incarico presso la Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino (<a href="http://www.ternimagazine.it/wp-admin/%20http://www.uaar.it/news/2010/07/30/chiesa-licenzia-berger-teologo-tedesco-gay/"><em>Ultimissima </em>del 30 luglio 2010</a>) per le sue posizioni critiche verso le gerarchie ecclesiastiche, papa Benedetto XVI sarebbe omosessuale. In una intervista pubblicata dal sito lgbt <em><a href="http://www.fresh-magazin.de/">Fresh</a></em>, sostiene che “quando si parla privatamente con i teologi, tutti concordano sull’inclinazione omosessuale di Ratzinger”. Lo fa parlando del suo ultimo libro <em>Der heilige Schein. </em><em>Als schwuler Theologe in der katholischen Kirche</em> (Una sola illusione. Un teologo gay nella Chiesa cattolica). Il papa, continua Berger, “viene da una cultura clericale nella quale la questione dell’amore per persone dello stesso sesso era un tabù totale”. “Quello che odia in sé lo proietta sugli altri”, chiosa il teologo, “e lo disprezza”. Ma ci sarebbe di più. Berger parla addirittura di uno scoop fatto a suo dire dalla giornalista Valeska von Roques, secondo cui Ratzinger, quando era ancora cardinale, avrebbe avuto rapporti omosessuali con alcune guardie svizzere. Le dichiarazioni di Berger hanno suscitato un vespaio. Ad esempio sul sito cattolico <em>Kreuz.net</em>, dove Berger viene definito “escremento caduto in una latrina omosessuale”. Queste <strong>le parole dello stesso Berger</strong>: “<em>Lui viene da una cultura clericale nella quale il tema dell’amore per persone dello stesso sesso era totalmente tabù. Quello che odia in sé lo proietta sugli altri e lo disprezza</em>“.</h1>
<p> </p>
<p><strong>                                                      (Fonte:  Valentino Salvatore &#8211; UAAR Ultimissime)</strong></p>
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		<title>Lotta alla magia/ DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE CI SI LIBERA DAGLI INFLUSSI DEGLI OCCULTISTI SOLO CON PREGHIERE DI LIBERAZIONE: INTERVISTA ESCLUSIVA A UN ESORCISTA</title>
		<link>http://www.ternimagazine.it/41349/religione/lotta-alla-magia-3-dla-punto-di-vista-spirituale-ci-si-libera-dagli-influsi-degli-occultisti-solo-con-preghiere-di-liberazione-intervista-esclusiva-a-un-esorcista.html</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 11:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>hachitatoow</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[ESORCISMI]]></category>
		<category><![CDATA[preghiere liberazione]]></category>

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		<description><![CDATA[-DI GIANCARLO PADULA - Intervista esclusiva ad un frate francescano esorcista, Padre Lanfranco Piergallini, prima della sua scomparsa: “Sono nato nel 1934° Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, ho celebrato la prima messa nel 1960 ed ho cominciato a fare l’esorcista nel 1985. Appartengo ai frati minori e la prima esperienza l’ho avuta a Treia: una donna che era affetta da depressione : avevo capito subito che non era possessione o maleficio. Nel 1987 ho cominciato ad esercitarla con una certa ufficialità, con il consenso del Vescovo. Mi sono specializzato nel maleficio con la pratica. Il maleficio è la capacità di nuocere ad un altro. Si fa per professione come le messe nere oppure personalmente. Ho conosciuto una donna che da 60 anni era stata colpita da un maleficio. La ragazza che era stata lasciata dal marito precedentemente si è vendicata su di lei.” Qual è l’azione ordinaria e straordinaria del diavolo? “L’ordinaria è di fare del male e togliere la fede. Influisce sulle persone buone. La straordinaria è chiamata anche vessazione. La persona è colpita dal demonio. Mi è capitato di conoscere una persona che durante la notte era stata colpita da una bastonata”. Che differenza c’è tra maleficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">-<a rel="attachment wp-att-41350" href="http://www.ternimagazine.it/41349/religione/lotta-alla-magia-3-dla-punto-di-vista-spirituale-ci-si-libera-dagli-influsi-degli-occultisti-solo-con-preghiere-di-liberazione-intervista-esclusiva-a-un-esorcista.html/attachment/esorcismo"><img class="alignright size-full wp-image-41350" title="esorcismo" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/esorcismo.jpg" alt="esorcismo Lotta alla magia/ DAL PUNTO DI VISTA SPIRITUALE CI SI LIBERA DAGLI INFLUSSI DEGLI OCCULTISTI SOLO CON PREGHIERE DI LIBERAZIONE: INTERVISTA ESCLUSIVA A UN ESORCISTA" width="89" height="126" /></a>DI GIANCARLO PADULA -</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Intervista esclusiva ad un frate francescano esorcista, Padre Lanfranco Piergallini, prima della sua scomparsa:</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Sono nato nel 1934° Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, ho celebrato la prima messa nel 1960 ed ho cominciato a fare l’esorcista nel 1985. Appartengo ai frati minori e la prima esperienza l’ho avuta a Treia: una donna che era affetta da depressione : avevo capito subito che non era possessione o maleficio. Nel 1987 ho cominciato ad esercitarla con una certa ufficialità, con il consenso del Vescovo. Mi sono specializzato nel maleficio con la pratica. Il maleficio è la capacità di nuocere ad un altro. Si fa per professione come le messe nere oppure personalmente. Ho conosciuto una donna che da 60 anni era stata colpita da un maleficio. La ragazza che era stata lasciata dal marito precedentemente si è vendicata su di lei.” <strong>Qual è l’azione ordinaria e straordinaria del diavolo?</strong><br />
“L’ordinaria è di fare del male e togliere la fede. Influisce sulle persone buone. La straordinaria è chiamata anche vessazione. La persona è colpita dal demonio. Mi è capitato di conoscere una persona che durante la notte era stata colpita da una bastonata”.<br />
<strong>Che differenza c’è tra maleficio possessione diabolica e fattura?</strong><br />
“La fattura rientra sempre nell’ordine del maleficio. Posseduta è quando il demonio s’impadronisce di quella persona e le fa compiere cose orrende”.<br />
<strong>Secondo lei perché nella società e in certi settori della Chiesa non si crede al maleficio?</strong></span><strong><br />
</strong><span style="font-family: Times New Roman;">“La Chiesa ha sempre creduto nella possessione. Quello del maleficio è un fatto particolare: si può risalire al medioevo, alla caccia alle streghe. Poi c’è il problema grosso dei vescovi: alcuni sono sensibili verso questo problema altri, invece, che non hanno esperienza rimangono un po’ scettici”.<br />
<strong>Perché si tende a non credere all’opera di satana quando anche le sacre scritture ne parlano dettagliatamente?</strong></span><strong><br />
</strong><span style="font-family: Times New Roman;">“Il problema è che alcuni non credono che una persona possa nuocere ad un’altra”.<br />
<strong>Come</strong> <strong>mai oggi proliferano molti operatori esoterici?</strong><br />
“Quando non c’è la fede si ricorre ai surrogati: è successo che una ragazza si è messa con un poco di buono e la madre ha fatto del tutto per scioglierli. Le persone lo fanno in buona fede”. <strong>E quando spendono?</strong><br />
“Dai 500 Euro in su ma è capitata una persona che ha speso 125 mila Euro.<br />
<strong>In cosa consiste la benedizione esorcistica?</strong><br />
“E’ opera di liberazione, s’invoca il Signore per cacciare i demoni, un aiuto per quelle persone”<br />
<strong>Gesù Cristo ha già vinto il diavolo con la sua morte e resurrezione, a cosa spetta al cristiano perché il diavolo non entri nella sua vita, nella sua casa e nella sua condizione economica?</strong><br />
“Il cane che sta legato abbaia e non morde se lo si scioglie può creare dei guai”<br />
<strong>Se una persona vive praticamente in Dio può uscire dal meccanismo dei malefici?</strong></span><strong><br />
</strong><span style="font-family: Times New Roman;">“Totalmente no. Per uscire totalmente da quella condizione bisogna che operi la Chiesa”<br />
<strong>Quali sono le conseguenze del maleficio?</strong></span><strong><br />
</strong><span style="font-family: Times New Roman;">“Quello più comune è il mal di testa l’insonnia insofferenza, mal di stomaco. Quello più violento ti porta a non fare nulla”<br />
<strong>In cosa consistono i sintomi delle diverse aree della vita di una persona?</strong></span><strong><br />
</strong><span style="font-family: Times New Roman;">“La testa con trafitture Se è fatto per dividere una persona ci sono i segni allo sterno. Se viene colpito in un’attività sono le braccia e le gambe”.<br />
<strong>Lei tratta anche casi gravi. In che consiste la gravità?</strong></span><strong><br />
</strong><span style="font-family: Times New Roman;">“Si tratta di persone che vengono colpite violentemente. Almeno due tre volte la settimana debbono ricorrere alle benedizioni.”<br />
I<strong>n cosa consiste l’equipe di esperti che si è formata?</strong><br />
“Studiano se si tratta di malattie. Hanno esaminato una quindicina di persone e i medici si sono trovati di fronte ad un altro mondo…” </span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">I maghi sono ciarlatani?</span></span></strong><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><br />
</span></strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">“Ci sono ciarlatani ed imbroglioni e ci sono persone che possono veramente fare del male”.<br />
<strong>Le armi del cattolico non sono superiori a quelle di questi maghi?</strong><br />
“Sì anche se il Signore permette che a volte si rimanga in queste condizioni per provare di più la propria fede”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">Padre che cos’è un maleficio, quello che comunemente viene chiamata “fattura”?</span></strong></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “un maleficio , lo dice la parola stessa, è il male che viene fatto da una persona che ricorre ad un intervento diabolico. Si tratta cioè di individui che vendono l’anima al diavolo per nuocere ai propri simili. Vi è una mentalità diffusa, secondo la quale si crede che si possa nuocere ad una persona odiandola, o non potendola sopportare e allora si sente dire: &lt;&lt;quella persona mi fa del male perché non mi può vedere&gt;&gt;. Questo è sbagliato, non è possibile. L’uomo è limitato e per quanto uno possa nutrire odio per una persona, sappiamo bene che l’odio va contro se stessi e non contro gli altri. Invece un maleficio presuppone l’intervento di Satana, e il diavolo è potente. L’onnipotenza è di Dio, quindi solo Lui ha il potere di “liberare”, ma il demonio ha la capacità di procurare il male ad un essere umano, sia sotto l’aspetto fisico, spirituale, psichico, morale, economico e di impegno; condizionando la volontà della persona colpita”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Esiste secondo lei quello che popolarmente viene chiamato “malocchio”?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “Secondo me il “malocchio” non esiste. Però bisogna intenderci sul termine. Se per “malocchio” intendiamo fare del male allora si entra nel campo dei malefici. Ma nel senso etimologico della parola, “guardare storto”, sguardo cattivo, guardare male, allora è inesistente, perché con un’occhiata non si può nuocere a nessuno. È possibile, però, che si verifichi che alcuni si sentano male stando a contatto con una persona, e ciò accade non perché questa possa fare del male, ma perché essendo ricettivi assorbono forze negative. Una sorta di “allergia”. Come accade per le polveri, i pollini o altro”. Perché il fenomeno dell’occultismo in tutte le sue articolazioni e “specializzazioni” è in continua espansione? “Perché diminuendo la fede si riduce la pratica religiosa, quindi la convinzione profonda, e si ricorre ad altri “surrogati”. Possiamo quindi parlare di magia, cartomanzia, ed altre pratiche che conducono le persone a fidarsi poco o per niente di Dio e invece a confidare nell’occultismo. Gli operatori dell’occulto aumentano sempre di più perché crescono le richieste di persone che vogliono fare il male o che desiderano essere liberate dalle avversità”. Quali sono di solito i motivi che spingono una persona a commissionare ad un “mago” o “fattucchiera” un maleficio? “In genere sono le passioni dell’uomo: in primo luogo la vendetta causata da rivalità, odio, contrasto. I più frequenti sono però i motivi sentimentali: la volontà di legarsi ad una persona, di impedire che una persona stia con un’altra. Mi capita di avvertire una grande superficialità. Molti pensano che i maghi, sì dividono, ad esempio, due persone, ma senza nuocere più di tanto. Invece poi sono arrivati i mali, ad un figlio, a una figlia. Molto frequente è il maleficio che avviene in seguito a separazioni o contrasti tra coniugi, per rivalità, rancore, dissapori e soprattutto quando non si riesce ad accordarsi su questioni economiche. Ciò si verifica anche quando vi è una concorrenza o una rivalità in affari”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Padre Lanfranco, chi sono i maghi, le fattucchiere?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"> </span></strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"> “Sono persone che apparentemente conducono una vita normale, però prestano la loro opera diabolica, micidiale, ricorrendo o a messe nere se lo fanno in gruppo, o a riti satanici che devono compiere per essere forti nel male. Come noi preghiamo e dobbiamo pregare per essere forti nel bene, per resistere al male, loro debbono invocare Satana per essere forti nel male. Quanto più una persona è unita al diavolo, tanto più è forte. In genere noi esorcisti ci accorgiamo in base al maleficio che è stato commissionato, per capire chi è il mago o la fattucchiera, come opera, in quanto tempo, che mezzi usa. E questo lo verifichiamo sulle persone colpite. Non ci vuole tanto per distinguere un mago da un altro, una strega da un’altra nel compiere il male su una persona. Sono degli autentici assassini. Occorre anche specificare che un male può essere fatto anche attraverso il telefono. Soprattutto occorre fare attenzione quando si ricevono telefonate anonime, quando l’interlocutore non si mostra o vagamente si nasconde dietro parole inutili che intendono far perdere tempo. Spesso accade che dopo la telefonata, le persone prese di mira, si sentono male. Il maleficio può essere fatto anche per mezzo di lettere,anonime, il cui contenuto sembrerebbe al momento della lettura privo di senso, o che racchiudono una sorta di messaggi amorosi. Si tratta invece di messaggi che contengono una forte carica negativa che influisce sul fisico, sul morale, o sulla psiche della persona. In questi casi occorre subito abbassare la cornetta del telefono o stracciare la lettera e disfarsene.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Mi vuol parlare di altre categorie: cartomanti, chiromanti, pranoterapeuti, medium? Spesso si fa una gran confusione. Come si distinguono da maghi e fattucchiere?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"> </span></strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">“Non si deve fare di ogni erba un fascio perché i fattucchieri sono coloro che fanno il male. Coloro che usano le carte fanno vedere se c’è del male, oppure “predicono” il futuro. A volte anche a me sono capitati dei cartomanti che dicono di farlo per gioco, senza nessuna intenzione cattiva per individuare il male fatto ad una persona. Ma io rispondo che se si è sensitivi, non vi è bisogno di “fare le carte”. La cartomanzia è una superstizione, condannata dalla Chiesa. I chiromanti sono coloro che “leggono” la mano. Sono persone che dicono, credono di poter leggere il futuro nella mano di un’altra persona. Ma noi sappiamo bene che prevedere il futuro non è opera dell’uomo. Solo Dio lo può prevedere, nemmeno il demonio. Per quanto riguarda i pranoterapeuti, bisogna essere cauti, perché ci sono delle persone che hanno doti, capacità, forze particolari e possono fare del bene, però io sono venuto a conoscenza che vi sono pranoterapeuti “mascherati”, che sono cioè veri e propri fattucchieri. Quindi bisogna fare molta attenzione. Se infatti ci dovesse essere un intervento diabolico, momentaneamente il “paziente” può trovare dei giovamenti al proprio stato, ma incombe il pericolo di ricadere in altri mali, anche peggiori. I medium sono coloro che usano le sedute o presiedono sedute spiritiche. Anche queste pratiche sono condannate dalla Chiesa. In esse non vi è nulla di buono. Essi dicono di mettersi in contatto con le anime dei trapassati, ma non è vero. Ci sono dei medium che vanno in trance, allora si immedesimano nelle persone che intendono evocare e quindi lo fanno con le loro “capacità”, si trasformano, prendono l’atteggiamento di questa persona ed è comunque cosa gravissima. Altri usano proprio l’intervento diabolico: è Satana stesso che si fa sentire. Le conseguenze sono nefaste, soprattutto per le persone che partecipano a queste sedute, nonché alla casa stessa. Molte volte sono dovuto andare a benedire abitazioni dove si avvertivano rumori, fastidi di diverso genere, pur non essendoci segni di malefici, ma perché vi si erano svolte sedute spiritiche”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">Sètte sataniche, messe nere: può dire qualcosa di preciso?</span></strong></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"> </span></strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">“Come ho detto, i fattucchieri, per essere forti nel male, per essere incisivi, potenti, micidiali, fino a provocare la morte di una persona, occorre che partecipino a riti particolari. In queste messe invece di adorare il Signore come avviene per le nostre celebrazioni, si prega e si adora Satana. Si parla anche di sacrifici di animali o addirittura umani, o altre cose bestiali. Però di più non si sa, siamo nel buio più fitto. Nelle tenebre, è il caso proprio di dirlo. Possiamo solo immaginare quel che può accadere durante questi riti, attraverso le persone maleficate, perché quando si intende, colpire proprio a morte una persona, in genere lo si fa durante una messa nera. A questo proposito abbiamo avuto anche notizie di profanazione di cimiteri, con asportazione di polveri di defunti che vengono usate per fare pozioni e misture malefiche, di furti di ostie consacrate, di reliquie di santi o di altri oggetti sacri. Gli adepti delle sètte sataniche si servono di questo e altro per “adorare” Satana”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Come si articola e quali sono gli effetti dell’opera distruttrice del diavolo e degli spiriti maligni?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “Noi sappiamo bene dell’esistenza di Satana e degli spiriti maligni. Il compito chiaramente è quello di fare del male. Prima di tutto togliere la grazia di Dio nelle anime e di nuocere all’uomo. Ci sono due modi per fare del male, soprattutto in rapporto all’opera satanica, senza parlare in questo caso delle tentazioni, vessazioni ed altro. Guardiamo quello che accade nel mondo! Poi, attraverso la possessione diabolica in cui Satana o un altro spirito immondo entra in una persona e la trasforma, facendola parlare ed operare a suo piacimento. In questo caso la vittima pur rimanendo con il suo fisico e la sua intelligenza, sente nell’intimo la presenza di un altro essere. Esiste poi l’infestazione diabolica, quando un individuo viene appunto infestato attraverso un maleficio. Nelle case si possono avvertire rumori, cattivi odori: a questo proposito mi capita di benedire ambienti perfettamente puliti, disinfettati e nei quali si avverte ugualmente cattivo odore. Si possono notare polveri più abbondanti del solito. Tutto ciò avviene per intervento diabolico”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Fino a che punto può arrivare un maleficio?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"> </span></strong><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;">“Un maleficio nel caso di una separazione di due persone, può provocare divisione, scompiglio, irritabilità, male alla testa, allo stomaco. Noi lo definiamo un maleficio fatto per scopi particolari. I malefici a morte, sono quelli per i quali si desidera appunto la morte di una persona. Grazie a Dio, a me fino ad ora non mi sono capitati casi del genere. Di constatare cioè, fra i miei assistiti, la morte di una persona. Alcuni hanno perso la testa, hanno tentato il suicidio, ma si è arrivati in tempo. Risulta però che a volte si sono verificate morti inspiegabili. Se si interviene in tempo, se vi è la possibilità di individuare tale maleficio, io credo che la vittoria è già a portata di mano, anche se si dovrà molto lottare. Vi sono malefici che si protraggono per mesi o addirittura per anni interi. Per me questa persona maleficata è sinonimo di martire, quindi subire il martirio per l’odio di una persona significa essere santo. E per costoro, se sanno perdonare, amare cioè chi fa del male, non vi è alcun motivo per ritardare un domani la beatificazione”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> S<strong>ono in vendita anche manuali sul “fai da te”, che ne pensa?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “In genere si tratta di libri che parlano di magia, anche di magia nera e attraverso la loro lettura si può anche imparare questo, chiamiamolo, “mestiere”. In genere, però, si comincia con un contatto personale, si insegna ad una persona vicina, poi si allarga il cerchio”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>C’è una differenza tra la cosiddetta “magia bianca” e quella nera?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “La magia bianca”, non serve a nulla perché sappiamo bene che per quanto uno possa essere “forte” e “capace”, è sempre limitato. La sua volontà e intelligenza arrivano solo fino ad un certo punto. I maghi e le fattucchiere ingannano i malcapitati: essi si circondano di immagini sacre, di santi o di papi o altre persone di Chiesa. Per me la magia bianca non esiste o se esiste non produce alcun effetto”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Le sono mai capitate persone in uno stato molto grave, cioè possedute dai demoni?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “Secondo me la vera e propria possessione diabolica è un fatto raro. A volte mi capitano delle persone che urlano, apparentemente possedute dal demonio. Sono invece gli spiriti del fattucchiere che entrano e lo trasformano, ma non si tratta di demoni nel senso stretto della possessione. Quindi anche quando reagiscono strillando, agitandosi, dicendo parole insensate, bestemmie, è sempre la persona del fattucchiere che in certi malefici riesce a trasformare la vittima. Invece la possessione diabolica è tutt’altra. In questi casi vi è la presenza di un “ente”estraneo che fa parlare il posseduto non secondo la volontà della persona stessa, perché conosce cose che quella persona non può assolutamente conoscere, ha una forza che non può avere. In una parola, la trasforma”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Come è possibile arrivare a colpire la vittima designata?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “In genere, come abbiamo detto, attraverso riti o messe nere. Per colpire con maggiore incisività, c’è bisogno o di una fotografia su cui ci si possa “lavorare” sopra oppure bambole, e quest’ultimo è l’uso più frequente. Quello che noi definiamo maleficio “semplice” provoca disturbi di diversa natura (mal di testa, di stomaco) sulla vittima designata, compreso il fatto di non riuscire più a pregare, di avere repulsione per il sacro. Invece ci sono malefici per far soffrire ancora di più la vittima per cui alle bambole si aggiungono spilli o chiodi o legature in modo che si possa trasferire alla vittima il “lavoro” fatto sulla bambola. Noi ci accorgiamo subito, impartendo la benedizione liberante, che queste persone hanno spilli, chiodi, in tutte le parti del corpo. Posso citare il caso di una persona che viene “lavorata”, per così dire, 24 ore su 24. Credo che in questa circostanza vi siano una serie di fattucchieri che si siano divisi i compiti in modo che per tutte le ore della giornata questa vittima possa subire una vera e propria tortura”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Come si materializzano certi strani oggetti o simboli all’interno di cuscini e materassi?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “ Noi sappiamo bene che il maleficio fatto con l’intenzione di nuocere può fare del male e la persona colpita appunto sta male, ma affinché il maleficio abbia una certa consistenza e durata nel corso della giornata, delle settimane e dei mesi, occorre che questo male si materializzi. In genere ciò avviene all’interno dei cuscini perché lì la persona appoggia la testa per almeno sei-otto ore al giorno. Noi la definiamo la “sacramentalizzazione del male” per usare un termine un po’ ecclesiastico. Come Gesù Cristo ha istituito i sacramenti per il bene, Satana ha istituito i segni permanenti del male. Così anche i brividi di freddo che il paziente avverte nel corso della benedizione liberatoria, o entrando in chiesa o nella preghiera, non sono altro quello che nostro Signore definiva “stridore di denti”. L’inferno infatti, secondo me, non è tanto il fuoco, quanto questo gelo”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Vi sono persone particolarmente “vulnerabili”? Battezzati compresi?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “A me sono capitate persone di tutte le categorie, età, sesso e religione. Mi sono capitati casi di musulmani ed altre religioni non cattoliche. Colpito è chi, purtroppo, è oggetto di un maleficio, in particolare chi è tendenzialmente ricettivo. Diversi non sentono alcun male. Attraverso l’esperienza mi capita di verificare che il male fatto ad un genitore si ripercuote sui figli, non perché questi ultimi siano i bersagli, ma perché appunto il genitore è forte o refrattario al maleficio. Alle volte capita il contrario: un padre di famiglia che sembra forte e robusto, invece viene ridotto a nulla in quanto diventa ricettivo”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Anche sacerdoti e suore possono essere colpiti dai malefici?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “Si, sono come tutti gli altri cristiani o altre persone che possono essere colpite a causa della cattiveria altrui. Mi sono capitati fratelli in gamba, buoni, santi. Non è che il maleficio viene meritato perché si è lontani da Dio” Quasi tutte le persone colpite si domandano: &lt;&lt;Come è possibile che Dio permetta questo?&gt;&gt;. Lei cosa risponde? “Per l’esperienza che ho avuto fin qui posso dire senza ombra di dubbio che il Signore lo permette per ricavarne un bene. Oggi si parla di nuova evangelizzazione, di cammino di fede. Ma vediamo le difficoltà, lo posso dire io che sono parroco, come sia faticoso recepire i valori e gli insegnamenti del Vangelo. Le persone maleficate sono più sensibili alla grazia di Dio: cominciano a porsi domande su Dio, sul soprannaturale, sulla partecipazione ai sacramenti. Persone che non pregavano più ricominciando a farlo e a continuare, persone che frequentavano più la Chiesa perché vivevano nell’apatia, nell’indifferenza, cominciano una vita veramente cristiana. Famiglie che erano sull’orlo della divisione anche a causa di questi malefici ritornano a pregare insieme, a vivere nell’armonia. Ho constatato che queste persone, una volta che si incamminano su una strada di conversione la percorrono fino in fondo, con perseveranza. Il maleficio è un male, ma diventa occasione di bene. Tante volte ci si domanda, perché quella malattia, quella sofferenza, malefici a parte, il Signore consente questi mali per far ripensare a tante cose”. Perché secondo lei c’è una diffusa incredulità sui malefici, nell’ambito della Chiesa, anche fra Vescovi e sacerdoti?  “Perché in teologia, nei corsi seminaristici, non si è mai parlato di queste cose. Ho appena accennato alla demonologia, cioè alla presenza, all’esistenza del diavolo e questo nessun credente lo può mettere in dubbio. Invece non si è mai parlato di possessione diabolica, se non in una letteratura superficiale e mai, proprio mai, si è parlato di malefici. Si è sempre sentito parlare, sotto forma popolare di fatture, malocchio, iattura, sono espressioni che in genere fanno un po’ sorridere. Finchè uno non ci passa sembrano cose assurde. Uno pensa: &lt;&lt;Come può una persona fare del male in tal modo?&gt;&gt;, invece quando si entra in questo “mondo” ci si accorge che non solo il maleficio esiste ma che si può essere liberati con il nostro intervento, in modo particolare dall’esorcista, ma anche da chi non lo è. Con il Battesimo e la Cresima si diventa “soldati di Gesù”. Non si può dire che tutti i vescovi e sacerdoti non credono a queste cose. Ma un gran numero di essi prende le distanze. Qualche vescovo ha nominato un discreto numero di esorcisti per venire incontro a questo bisogno di benedizioni anche se non credono fino in fondo al maleficio. Sarebbe invece opportuno che, sia i vescovi che i parroci, facessero un lavoro di discernimento per capire fino a dove può arrivare un maleficio o se invece la natura del male che colpisce una persona è diversa. Ecco, i parroci, che conoscono bene i propri fedeli potrebbero svolgere quest’opera importante, perché tante possono essere le ragioni per cui uno sta male. Certo se uno continua ad andare dal medico e non trova giovamenti, se addirittura è costretto a passare da un ospedale all’altro senza venire a capo di niente, insomma, c’è da pensarci su.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Anche i medici, possono collaborare”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Quali sono i sintomi che possono far pensare ad un maleficio?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “I fastidi più comuni sono il mal di testa inspiegabile, il mal di stomaco, senso di nausea, inappetenza, insonnia. Soprattutto quando una persona ha fatto tutti gli accertamenti clinici possibili ed immaginabili, sotto ogni punto di vista, senza ricavarne alcun esito, allora viene il sospetto”. Nel momento in cui una persona, dovesse accertare, senza dubbi di essere stata maleficiata, cosa deve fare? “Dovrebbe pregare di più, invece purtroppo succede che le persone colpite sentono un rifiuto verso il sacro, come abbiamo detto. Sappiamo bene, infatti, che è il Signore che libera, ed invece è quello il momento in cui non si prega più. In questo senso la persona interessata si dovrebbe far aiutare da un esorcista che lo liberi dal male affinché possa iniziare un cammino di fede, partecipare ai sacramenti, condurre una vita cristiana e poi essere mano a mano liberati totalmente. Quindi, appena si accerta la “stranezza”, la particolarità dei disturbi, occorre rivolgersi ad un esorcista”. È sempre necessario rivolgersi ad un esorcista, oppure la benedizione liberatoria può essere impartita da un semplice fedele? <strong> </strong>“Quando si tratta di possessione diabolica, ricordiamo che la norma della Chiesa impone l’intervento di un esorcista autorizzato dal vescovo. Se si tratta di un maleficio, la benedizione può essere impartita da qualsiasi fedele. In genere la prima volta lo faccio io, ma se c’è un familiare disponibile, affido a questo familiare di continuare queste preghiere di liberazione. Si tratta di un servizio reciproco che rientra nel servizio ecclesiale, per cui un fedele deve essere a disposizione del prossimo. Per l’interessato, sono molto utili anche una semplice preghiera di liberazione. Nel rito greco, orientale, esiste proprio una preghiera di liberazione dal maleficio, invece in quello occidentale c’è solo la preghiera esorcistica che va pure bene: si tratta dell’esorcismo di Leone XIII, che appunto io affido ai fedeli, ma è comunque di facile reperimento perché pubblicata su libri e pubblicazioni cattoliche. Soprattutto, quando si tratta di punture di aghi, spilli, chiodi, è bene che lo faccia lo stesso familiare, anche più volte al giorno se si tratta di in fissioni ripetute nel corso della giornata o delle settimane. Un esorcista non ha il tempo, la possibilità di farlo più volte. Togliere gli spilli è una tecnica che richiede solo un po’ di pazienza verso lo sventurato. Per togliere queste infissioni di natura spirituale, ma che come abbiamo detto provocano lo stesso effetto e danno di quelle vere, basta comprimere con un po’ di energia sulla parte dolorante e questo male scompare, sempre dopo aver recitato la preghiera di liberatoria”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Perché una persona colpita non deve rivolgersi a maghi e fattucchieri per farsi togliere il maleficio?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “ Il mago non toglie nulla. Innanzi tutto chiede milioni ingannando soltanto. Perché queste persone non possono fare il bene, ma sono solo capaci di fare il male. Il malcapitato potrebbe anche trovare dei giovamenti momentanei, artificiali, proprio illusori. Ben presto si ricadrebbe in mali peggiori. Solo l’intervento del Signore attraverso l’opera del sacerdote o di un semplice fedele, può mitigare e dare la forza di poter continuare a lottare, poiché spesso i malefici vengono rinnovati”.</span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> <strong>Dunque sono possibili e frequenti le ricadute?</strong></span></span></p>
<p style="margin-left: 4.05pt; margin-right: 4.05pt;"><span style="font-size: 11pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> “Sono frequentissime perché un maleficio fatto una volta o due perde l’efficacia dopo altrettante benedizioni. Ma il rinnovo prolungato nel tempo, richiede una lotta maggiore. I fattucchieri, in genere, hanno bisogno di rinnovare il maleficio due volte alla settimana, di solito il martedì e il venerdì perché sanno che sono i giorni sacri della Passione del Signore e quindi intendono profanarli e devono ripeterli per settimane e settimane, perché all’inizio non si ottiene una efficacia immediata. Essi intendono perseverare fin quando si è ottenuto lo scopo prefissato. Quindi c’è bisogno di ripetere le benedizioni. Loro fanno il male, noi dobbiamo fare il bene”.</span></span></p>
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		<title>Il nuovo libro di Benedetto XVI su Gesu&#8217;: &#8220;Non fu il popolo ebraico a condannarlo, ma l&#8217;aristocrazia del tempio&#8221;. Ecco alcuni stralci</title>
		<link>http://www.ternimagazine.it/40225/religione/il-nuovo-libro-di-benedetto-xvi-su-gesu-non-fu-il-popolo-ebraico-a-condannarlo-ma-laristocrazia-del-tempio-ecco-alcuni-stralci.html</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 19:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[NUOVO LIBRO PAPA]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo alcuni stralci del libro del Papa Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione, pubblicati oggi sull’Osservatore Romano e ripresi da il Sussidiario.it   IL Papa vuol spiegare il mistero del tradimento di Giuda e assolve il popolo ebraico dalla condanna di Gesu&#8217;: &#8220;Fu l&#8217;aristocrazia del tempio&#8221;. Ma Pilato pose  il Cristo davanti alla folla chiedendo: &#8220;Chi volete che lasci libero, Gesù o Barabba?&#8221; &#8220;Barabba, rispose la folla  certo strumentalizzata dai sommi sarcedoti. Barabba era un brigante.     Ecce homo Che cos’è la verità? Non soltanto Pilato ha accantonato questa domanda come irrisolvibile e, per il suo compito, impraticabile. Anche oggi, nella disputa politica come nella discussione circa la formazione del diritto, per lo più si prova fastidio per essa. Ma senza la verità l’uomo non coglie il senso della sua vita, lascia, in fin dei conti, il campo ai più forti. «Redenzione» nel senso pieno della parola può consistere solo nel fatto che la verità diventi riconoscibile. Ed essa diventa riconoscibile in Gesù Cristo. In lui Dio è entrato nel mondo, e ha con ciò innalzato il criterio della verità in mezzo alla storia.   Il libro del Papa Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Riportiamo alcuni stralci del libro del Papa <em>Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione</em>, pubblicati oggi sull’Osservatore Romano e ripresi da il Sussidiario.it</span><em></p>
<p><strong> </strong></em></span></p>
<p><span style="color: black; font-size: 11pt;"><em><strong>IL Papa vuol spiegare il mistero del tradimento di Giuda e assolve il popolo ebraico dalla condanna di Gesu&#8217;: &#8220;Fu l&#8217;aristocrazia del tempio&#8221;. Ma Pilato pose  il Cristo davanti alla folla chiedendo: &#8220;Chi volete che lasci libero, Gesù o Barabba?&#8221; &#8220;Barabba, rispose la folla  certo strumentalizzata dai sommi sarcedoti. Barabba era un brigante.</strong></em></span></p>
<p><span style="color: black; font-size: 11pt;"><em><strong> </strong></em></span></p>
<p><span style="color: black; font-size: 11pt;"><strong><em> </em></strong></span></p>
<p><span style="color: black; font-size: 11pt;"><em><strong></strong></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;">
<strong><span style="font-family: Times New Roman;">Ecce homo</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><em><span style="color: black; font-size: 11pt;"><br />
<em><span style="font-family: Times New Roman;">Che cos’è la verità? Non soltanto Pilato ha accantonato questa domanda come irrisolvibile e, per il suo compito, impraticabile. Anche oggi, nella disputa politica come nella discussione circa la formazione del diritto, per lo più si prova fastidio per essa. Ma senza la verità l’uomo non coglie il senso della sua vita, lascia, in fin dei conti, il campo ai più forti. «Redenzione» nel senso pieno della parola può consistere solo nel fatto che la verità diventi riconoscibile. Ed essa diventa riconoscibile in Gesù Cristo. In lui Dio è entrato nel mondo, e ha con ciò innalzato il criterio della verità in mezzo alla storia. </span></em></span></em><span style="color: black; font-size: 11pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="font-family: Times New Roman;"><strong><span style="color: black; font-size: 11pt;"> </span></strong><span style="color: black; font-size: 11pt;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="font-family: Times New Roman;"><em><span style="color: black; font-size: 11pt;">Il libro del Papa Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione, verrà presentato il prossimo 10 marzo. La Libreria Editrice Vaticana, d’intesa con Herder che ha curato l’edizione principe dell’opera, ne anticipa alcuni brani. L’opera uscirà in contemporanea inizialmente in sette lingue: tedesco, italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese e polacco. Pubblichiamo stralci dal primo punto del quarto capitolo intitolato «L’Ultima Cena».</span></em><span style="color: black; font-size: 11pt;"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Giovanni bada con premura a non presentare l’ultima cena come cena pasquale. Al contrario: le autorità giudaiche che portano Gesù davanti al tribunale di Pilato evitano di entrare nel pretorio «per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua» (18, 28). La Pasqua comincia quindi solo alla sera; durante il processo si ha la cena pasquale ancora davanti; processo e crocifissione avvengono nel giorno prima della Pasqua, nella «Parascève», non nella festa stessa. La Pasqua in quell’anno si estende dunque dalla sera del venerdì fino alla sera del sabato e non dalla sera del giovedì fino alla sera del venerdì.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per il resto, lo svolgimento degli eventi rimane lo stesso. Giovedì sera l’ultima cena di Gesù con i discepoli, che però non è una cena pasquale; venerdì (vigilia della festa e non la festa stessa): il processo e l’esecuzione capitale; sabato: il riposo del sepolcro; domenica: la risurrezione. Con questa cronologia, Gesù muore nel momento, in cui nel tempio vengono immolati gli agnelli pasquali. Egli muore come l’Agnello vero che negli agnelli era solo preannunciato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Questa coincidenza teologicamente importante, che Gesù muoia contemporaneamente con l’immolazione degli agnelli pasquali, ha indotto molti studiosi a liquidare la versione giovannea come cronologia teologica. Giovanni avrebbe cambiato la cronologia per creare questa connessione teologica che, tuttavia, nel Vangelo non viene manifestata esplicitamente. Oggi, però, si vede sempre più chiaramente che la cronologia giovannea è storicamente più probabile di quella sinottica. Poiché — come s’è detto — processo ed esecuzione capitale nel giorno di festa sembrano poco immaginabili.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">D’altra parte, l’ultima cena di Gesù appare così strettamente legata alla tradizione della Pasqua che la negazione del suo carattere pasquale risulta problematica.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per questo già da sempre sono stati fatti dei tentativi di conciliare le due cronologie tra loro. Il tentativo più importante — e in molti particolari affascinante — di giungere ad una compatibilità tra le due tradizioni proviene dalla studiosa francese Annie Jaubert, che fin dal 1953 ha sviluppato la sua tesi in una serie di pubblicazioni. Non dobbiamo qui entrare nei dettagli di tale proposta; limitiamoci all’essenziale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In questo modo la tradizione sinottica e quella giovannea appaiono ugualmente giuste sulla base della differenza tra due calendari diversi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La studiosa francese fa notare che le cronologie tramandate (nei sinottici e<em><strong> </strong></em>in Giovanni) devono mettere insieme una serie di avvenimenti nello spazio stretto di poche ore: l’interrogatorio davanti al sinedrio, il trasferimento davanti a Pilato, il sogno della moglie di Pilato, l’invio ad Erode, il ritorno da Pilato, la flagellazione, la condanna a morte, la <em>via crucis </em>e la crocifissione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Collocare tutto questo nell’ambito di poche ore sembra — secondo Jaubert — quasi impossibile. Rispetto a ciò la sua soluzione offre uno spazio temporale che va dalla notte tra martedì e mercoledì fino al mattino del venerdì. In quel contesto la studiosa mostra che in Marco per i giorni «Domenica delle palme», lunedì e martedì c’è una precisa sequenza degli avvenimenti, ma che poi egli salta direttamente alla cena pasquale. Secondo la datazione tramandata resterebbero quindi due giorni su cui non viene riferito nulla. Infine Jaubert ricorda che in questo modo il progetto delle autorità giudaiche, di uccidere Gesù puntualmente ancora prima della festa, avrebbe potuto funzionare. Pilato, tuttavia, con la sua titubanza avrebbe poi rimandato la crocifissione fino al venerdì.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Contro il cambio della data dell’ultima cena dal giovedì al martedì parla, però, l’antica tradizione del giovedì, che comunque incontriamo chiaramente già nel ii secolo. Ma a ciò la signora Jaubert obietta citando il secondo testo su cui si basa la sua tesi: si tratta della cosiddetta <em>Didascalia degli Apostoli</em>, uno scritto dell’inizio del III secolo, che fissa la data della cena di Gesù al martedì.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La studiosa cerca di dimostrare che quel libro avrebbe accolto una vecchia tradizione, le cui tracce sarebbero ritrovabili anche in altri testi. A questo bisogna, però, rispondere che le tracce della tradizione, manifestate in questo modo, sono troppo deboli per poter convincere. L’altra difficoltà consiste nel fatto che l’uso da parte di Gesù di un calendario diffuso principalmente in Qumran è poco verosimile.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per le grandi feste, Gesù si recava al tempio. Anche se ne ha predetto la fine e l’ha confermata con un drammatico atto simbolico, Egli ha seguito il calendario giudaico delle festività, come dimostra soprattutto il <em>Vangelo di Giovanni</em>. Certo, si potrà consentire con la studiosa francese sul fatto che il <em>Calendario dei Giubilei </em>non era strettamente limitato a Qumran e agli Esseni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ma ciò non basta per poterlo far valere per la Pasqua di Gesù. Così si spiega perché la tesi di Annie Jaubert, a prima vista affascinante, dalla maggioranza degli esegeti venga rifiutata.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Io l’ho illustrata in modo così particolareggiato, perché essa lascia immaginare qualcosa della molteplicità e complessità del mondo giudaico al tempo di Gesù — un mondo che noi, nonostante tutto l’ampliamento delle nostre conoscenze delle fonti, possiamo ricostruire solo in modo insufficiente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Non disconoscerei, quindi, a questa tesi ogni probabilità, benché in considerazione dei suoi problemi non sia possibile semplicemente accoglierla.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Che cosa dobbiamo dunque dire? La valutazione più accurata di tutte le soluzioni finora escogitate l’ho trovata nel libro su Gesù di John P. Meier, che alla fine del suo primo volume ha esposto un ampio studio sulla cronologia della vita di Gesù.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Egli giunge al risultato che bisogna scegliere tra la cronologia sinottica e quella giovannea e dimostra, in base all’insieme delle fonti, che la decisione deve essere in favore di Giovanni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Giovanni ha ragione: al momento del processo di Gesù davanti a Pilato, le autorità giudaiche non avevano ancora mangiato la Pasqua e per questo dovevano mantenersi ancora cultualmente pure. Egli ha ragione: la crocifissione non è avvenuta nel giorno della festa, ma nella sua vigilia. Ciò significa che Gesù è morto nell’ora in cui nel tempio venivano immolati gli agnelli pasquali. Che i cristiani in ciò vedessero in seguito più di un puro caso, che riconoscessero Gesù come il vero Agnello, che proprio così trovassero il rito degli agnelli portato al suo vero significato — tutto ciò è poi solo normale. Rimane la domanda: Ma perché allora i sinottici hanno parlato di una cena pasquale? Su che cosa si basa questa linea della tradizione? Una risposta veramente convincente a questa domanda non la può dare neppure Meier. Ne fa tuttavia il tentativo — come molti altri esegeti — per mezzo della critica redazionale e letteraria. Cerca di dimostrare che i brani di <em>Marco</em>, 14, 1a e 14, 12-16 (gli unici passi in cui presso Marco si parla della Pasqua) sarebbero stati inseriti successivamente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nel racconto vero e proprio dell’ultima cena non si menzionerebbe la Pasqua.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Questa operazione — per quanto molti nomi importanti la sostengano — è artificiale. Rimane però giusta l’indicazione di Meier che cioè, nella narrazione della cena stessa presso i sinottici, il rituale pasquale appare tanto poco quanto presso Giovanni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Così, pur con qualche riserva, si potrà aderire all’affermazione: «L’intera tradizione giovannea (&#8230;) concorda pienamente con quella originaria dei sinottici per quanto riguarda il carattere della cena come non appartenente alla Pasqua» (<em>A</em> <em>Marginal Jew</em>, i, p. 398).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ma allora, che cosa è stata veramente l’ultima cena di Gesù? E come si è giunti alla concezione sicuramente molto antica del suo carattere pasquale?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La risposta di Meier è sorprendentemente semplice e sotto molti aspetti convincente. Gesù era consapevole della sua morte imminente. Egli sapeva che non avrebbe più potuto mangiare la Pasqua. In questa chiara consapevolezza invitò i suoi ad un’ultima cena di carattere molto particolare, una cena che non apparteneva a nessun determinato rito giudaico, ma era il suo congedo, in cui Egli dava qualcosa di nuovo, donava se stesso come il vero Agnello, istituendo così la <em>sua</em><strong><em> </em></strong>Pasqua.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In tutti i Vangeli sinottici fanno parte di questa cena la profezia di Gesù sulla sua morte e quella sulla sua risurrezione. In Luca essa ha una forma particolarmente solenne e misteriosa: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, poiché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio» (22, 15 s) La parola rimane equivoca: può significare che Gesù, per un’ultima volta, mangia l’abituale Pasqua con i suoi. Ma può anche significare che non la mangia più, ma s’incammina verso la Pasqua nuova.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">Una cosa è evidente nell’intera tradizione: l’essenziale di questa cena di congedo non è stata l’antica Pasqua, ma la novità che Gesù ha realizzato in questo contesto. Anche se questo convivio di Gesù con i Dodici non è stata una cena pasquale secondo le prescrizioni rituali del giudaismo, in retrospettiva si è resa evidente la connessione interiore dell’insieme con la morte e risurrezione di Gesù: era la Pasqua di Gesù.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">E in questo senso Egli ha celebrato la Pasqua e<em><strong> </strong></em>non l’ha celebrata: i riti antichi non potevano essere praticati; quando venne il loro momento, Gesù era già morto. Ma Egli aveva donato se stesso e così aveva celebrato con essi veramente la Pasqua. In questo modo l’antico non era stato negato, ma solo così portato al suo senso pieno.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">La prima testimonianza di questa visione unificante del nuovo e dell’antico, che realizza la nuova interpretazione della cena di Gesù in rapporto alla Pasqua nel contesto della sua morte e risurrezione, si trova in Paolo In <em>1 Corinzi</em>, 5, 7: «Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!» (cfr. Meier <em>A Marginal Jew, </em>p. 429 ss). Come in <em>Marco</em>, 14, 1 si susseguono qui il primo giorno degli Azzimi e la Pasqua, ma il senso rituale di allora è trasformato in un significato cristologico ed esistenziale. Gli «azzimi» devono ora essere costituiti dai cristiani stessi, liberati dal lievito del peccato. L’Agnello immolato, però, è Cristo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 11pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">In ciò Paolo concorda perfettamente con la descrizione giovannea degli avvenimenti. Per lui, morte e risurrezione di Cristo sono diventate così la Pasqua che perdura. In base a ciò si può capire come l’ultima cena di Gesù, che non era solo un preannuncio, ma nei Doni eucaristici comprendeva anche un’anticipazione di croce e risurrezione, ben presto venisse considerata come Pasqua — come la <em>sua</em><strong><em> </em></strong>Pasqua. E lo era veramente.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="color: black; font-size: 9pt;"><span style="font-family: Times New Roman;">http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2011/3/2/OSSERVATORE-ROMANO-Anteprima-libro-del-Papa-Il-compimento-della-Pasqua/4/154804/</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="font-family: Georgia; color: black; font-size: 8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="font-family: Georgia; color: black; font-size: 6.5pt;"><br />
<br style="mso-special-character: line-break;" /><br style="mso-special-character: line-break;" /></span><span style="font-family: Georgia; color: black; font-size: 8pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="font-family: Georgia; color: black; font-size: 8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: 12.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt; background: white;"><span style="font-family: Georgia; color: black; font-size: 8pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
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		<title>DIOCESI DI TERNI IN UDIENZA PRIVATA DAL PAPA IL 26 MARZO</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 17:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
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		<category><![CDATA[DIOCESI DI TERNI DAL PAPA]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pellegrinaggio a Roma sulla tomba del beato Wojtyla per celebrare i 30 anni della visita del papa operaio alle acciaierie, ma anche per chiedere al suo successore di mantenere l&#8217;impegno a fianco dei lavoratori. Ci sarà anche un&#8217;udienza privata con il Papa. Lo ha annunciato il vescovo Paglia ieri mattina, nel corso dell&#8217;incontro con i giornalisti per la festa di San Francesco di Sales. Organizzato a trent&#8217;anni dalla storica visita a Terni di Giovanni Paolo II del 19 marzo 1981, il pellegrinaggio non ha ancora una data precisa, ma si svolgerà probabilmente il 23 o il 26 marzo, un mese prima delle beatificazione del papa polacco, che era stato a sua volta operaio, in gioventù e che &#8211; sottolinea il vescovo Paglia &#8211; &#8220;ricordò sempre quella storica visita alla &#8216;Terni&#8217; che, ripeteva, aveva rappresentato il suo primo incontro con il mondo del lavoro&#8221;. Il pellegrinaggio diocesano a Roma &#8211; il quinto organizzato dal vescovo Paglia in undici anni &#8211; non sarà semplicemente una celebrazione di Karol il grande o il ricordo di un importante evento, ma sarà proiettato sul presente e avrà l&#8217;obiettivo di spazzare il &#8220;silenzio assordante sul problema del lavoro&#8221;. &#8220;Chiederemo al papa di intervenire su questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un pellegrinaggio a Roma s<a rel="attachment wp-att-39907" href="http://www.ternimagazine.it/39906/religione/diocesi-di-terni-in-udienza-privata-dal-papa-il-26-marzo.html/attachment/pagliapapa_1-2"><img class="alignright size-medium wp-image-39907" title="PAGLIAPAPA_1" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/PAGLIAPAPA_11-179x250.jpg" alt="PAGLIAPAPA 11 179x250 DIOCESI DI TERNI IN UDIENZA PRIVATA DAL PAPA IL 26 MARZO" width="179" height="250" /></a>ulla tomba del beato Wojtyla per celebrare i 30 anni della visita del papa operaio alle acciaierie, ma anche per chiedere al suo successore di mantenere l&#8217;impegno a fianco dei lavoratori. Ci sarà anche un&#8217;udienza privata con il Papa.<br />
Lo ha annunciato il vescovo Paglia ieri mattina, nel corso dell&#8217;incontro con i giornalisti per la festa di San Francesco di Sales. Organizzato a trent&#8217;anni dalla storica visita a Terni di Giovanni Paolo II del 19 marzo 1981, il pellegrinaggio non ha ancora una data precisa, ma si svolgerà probabilmente il 23 o il 26 marzo, un mese prima delle beatificazione del papa polacco, che era stato a sua volta operaio, in gioventù e che &#8211; sottolinea il vescovo Paglia &#8211; &#8220;ricordò sempre quella storica visita alla &#8216;Terni&#8217; che, ripeteva, aveva rappresentato il suo primo incontro con il mondo del lavoro&#8221;. Il pellegrinaggio diocesano a Roma &#8211; il quinto organizzato dal vescovo Paglia in undici anni &#8211; non sarà semplicemente una celebrazione di Karol il grande o il ricordo di un importante evento, ma sarà proiettato sul presente e avrà l&#8217;obiettivo di spazzare il &#8220;silenzio assordante sul problema del lavoro&#8221;.<br />
&#8220;Chiederemo al papa di intervenire su questo tema, mettendo l&#8217;accento sulla questione del polo chimico. Sarà un gesto forte, che sicuramente avrà un&#8217;eco significativa&#8221;.<br />
Paglia ricorda, a questo proposito, il ruolo decisivo che ebbero, nel 2004, le parole di papa Giovanni Paolo II nella risoluzione della vertenza sul Magnetico, in occasione del pellegrinaggio a piedi degli operai della Thyssen Krupp. &#8220;Dovrà essere un pellegrinaggio di tutta la città &#8211; aggiunge il vescovo &#8211; per questo chiederemo anche ai sindacati di venire con noi, perché non parleremo solo di religione, ma di questioni di vitale importanza per il nostro territorio&#8221;. Anche la visita del papa di trent&#8217;anni fa era capitata in un momento particolarmente caldo per le acciaierie ternane: gli operai erano in quei giorni in lotta per il posto di lavoro e in un primo momento avevano accolto con freddezza l&#8217;arrivo del pontefice. In quella memorabile giornata, però, il papa, che aveva partecipato al consiglio di fabbrica e seduto a mensa con gli operai, aveva dimostrato di avere a cuore le istanze dei lavoratori riuscendo a conquistare l&#8217;affetto e la stima di tutti, abbattendo un muro fatto di diffidenza e pregiudizi. L&#8217;incontro di ieri, al termine del quale il vescovo-giornalista (è iscritto all&#8217;ordine del Lazio) ha donato a tutti i presenti una copia del suo ultimo libro, 365 giorni con Gesù, rappresenta anche l&#8217;occasione per un confronto su varie tematiche riguardanti l&#8217;attualità, dallo statuto della Regione all&#8217;arte sacra. &#8220;A differenza di altre città umbre, dove ci sono solo beni artistici da conservare, noi a Terni abbiamo anche il compito di realizzarli. E in quest&#8217;opera io sto cercando di coinvolgere tutte le risorse del territorio, a cominciare dagli istituti d&#8217;arte. E&#8217; importante che si lavori  insieme alla costruzione della bellezza&#8221;. Il vescovo cita l&#8217;unione a Narni del Museo diocesano con quello cittadino e il recente confronto a Terni con l&#8217;associazione dei Giovani architetti. Poi si rivolge direttamente ai cronisti:  &#8220;C&#8217;è bisogno di cultura, e da questo punto di vista il vostro lavoro è fondamentale. I giornali se non avessero la pagina di cultura sarebbero monchi&#8221;. A ringraziare il vescovo Paglia a nome di tutta la categoria è Dante Ciliani, presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti dell&#8217;Umbria, che sottolinea l&#8217;importante ruolo rivestito dal vescovo di Terni non solo nella vita religiosa della città e della regione ma anche in quella civile: &#8220;Un ruolo che non rappresenta un&#8217;ingerenza, ma una forza e uno stimolo per noi, in un momento in cui è particolarmente difficile fare questo mestiere e i giornalisti sembrano schiacciati  dalla politica e assimiliati alle varie fazioni&#8221;. &#8220;In questi tempi difficili &#8211; aggiunge Ciliani &#8211; anche grazie al vescovo Paglia, la Chiesa riesce a rappresentare un punto di riferimento morale&#8221;.</p>
<p><strong>San Francesco e San Benedetto nello Statuto della Regione Umbria</strong></p>
<p>&#8220;La mia voleva essere solo una considerazione di valore storico; purtroppo l&#8217;hanno fatta diventare una questione ideologica e quindi l&#8217;hanno rovinata&#8221;. Nel corso dell&#8217;incontro con i giornalisti di ieri mattina il vescovo Paglia torna anche sul dibattito seguito alla proposta di inserire nello statuto regionale un riferimento a San Francesco e San Benedetto.  &#8220;Sono due giganti umbri che vengono guardati dal mondo intero come fari di civiltà. Inserirli nello statuto era un riconoscimento di carattere storico, non religioso: un regalo che l&#8217;Umbria poteva fare sé stessa in occasione della visita di papa Benedetto&#8221;.<br />
Se  Giovanni Paolo II, con l&#8217;incontro del 1986, ha &#8220;battezzato&#8221; Assisi come cuore del dialogo tra le religioni e le culture, infatti, la visita di papa Ratzinger &#8211; dice Paglia &#8211; &#8220;sarà la cresima. La conferma di questo ruolo&#8221;. &#8220;Poteva essere un&#8217;occasione straordinaria per l&#8217;inserimento nello statuto se non ci fossero stati strattonamenti da una parte e dell&#8217;altra&#8221;. &#8220;Purtroppo noi cristiani in Umbria attingiamo poco alla ricchezza di questi due giganti, ne capiamo poco il valore. Se lo scriviamo è invece più facile che ce ne ricordiamo&#8221;, aggiunge Paglia, che sottolinea anche come lo statuto dell&#8217;Umbria non sia ancora stato stampato e non è accessibile, quindi, al cittadino. &#8220;Il patrimonio che gli stessi umbri, oggi, non comprendono, è invece riconosciuto da tutte le religioni del mondo, ma fu capito anche da Aldo Capitini che &#8211; da laico &#8211; volle terminare ad Assisi la marcia della pace&#8221;.</p>
<p>Dal sito della Dicesi di Terni- Narni Amelia &#8211; Arnaldo Casali &#8211; da Il Giornale dell&#8217;Umbria del 25 gennaio 2011</p>
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