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	<title>Terni Magazine &#187; RELIGIONE</title>
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		<title>LE ANIME DI MARCO, ALESSIO E ANTONY</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 11:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è molto parlato in questi giorni, dopo la tragica vicenda di via Alfonsine, sui giornali e sui portali di questi tre ragazzi, Marco, Alessio, Antony, gli “angeli” di Cospea. Penso che giovi un po’ di informazione di carattere religioso anche al fine di fare chiarezza in questo campo, ovviamente per i credenti. L’essere umano è fatto di tre componenti: Corpo, anima e spirito. Il Corpo è la parte prettamente materale, l’anima è tutto quanto posa essere riconducibile alla persona, al carattere, all’intelletto, ai sentimenti (quello che chiamiamo cuore), ai talenti, alle emozioni, e via dicendo. Lo spirito è la realtà prettamente legata al rapporto con Dio. Se uno è credente e segue i comandamenti, e la Buona Novella dei Vangeli, con l’ausilio della preghiera, della lettura della Parola di Dio e di altri esercizi spirituali alimenta il suo spirito, se la persona non è religiosa, lo spirito si ciberà di quello che gli viene proposto,e questo comporta una vita appesantita, diciamo, idolatra, che ha ripercussioni anche sul corpo e sull’anima. Quando una persona muore, l’anima va, accompagnata dall’angelo custode, direttamente alla presenza di Gesu’ Cristo, e qui il Re dei Re, il Santo dei Santi, Il Signore dei Signori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-25877" href="http://www.ternimagazine.it/25874/religione/le-anime-di-marco-alessio-e-antony.html/attachment/anima"></a><a rel="attachment wp-att-25893" href="http://www.ternimagazine.it/25874/religione/le-anime-di-marco-alessio-e-antony.html/attachment/l_e9b7c3beee83f5e353ebc807222a381e"><img class="alignleft size-medium wp-image-25893" title="l_e9b7c3beee83f5e353ebc807222a381e" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/l_e9b7c3beee83f5e353ebc807222a381e-187x250.jpg" alt="l e9b7c3beee83f5e353ebc807222a381e 187x250 LE ANIME DI MARCO, ALESSIO E ANTONY" width="187" height="250" /></a>Si è molto parlato in questi giorni, dopo la tragica vicenda di via Alfonsine, sui giornali e sui portali di questi tre ragazzi, Marco, Alessio, Antony, gli “angeli” di Cospea. Penso che giovi un po’ di informazione di carattere religioso anche al fine di fare chiarezza in questo campo, ovviamente per i credenti. L’essere umano è fatto di tre componenti: Corpo, anima e spirito. Il Corpo è la parte prettamente materale, l’anima è tutto quanto posa essere riconducibile alla persona, al carattere, all’intelletto, ai sentimenti (quello che chiamiamo cuore), ai talenti, alle emozioni, e via dicendo. Lo spirito è la realtà prettamente legata al rapporto con Dio. Se uno è credente e segue i comandamenti, e la Buona Novella dei Vangeli, con l’ausilio della preghiera, della lettura della Parola di Dio e di altri esercizi spirituali alimenta il suo spirito, se la persona non è religiosa, lo spirito si ciberà di quello che gli viene proposto,e questo comporta una vita appesantita, diciamo, idolatra, che ha ripercussioni anche sul corpo e sull’anima. Quando una persona muore, l’anima va, accompagnata dall’angelo custode, direttamente alla presenza di Gesu’ Cristo, e qui il Re dei Re, il Santo dei Santi, Il Signore dei Signori, il Principio e la fine di tutte le cose, esprime, secondo i suoi parametri divini quello che viene definito “giudizio parziale”. L’anima va in Paradiso, Purgatorio o Inferno, in attesa del ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi quando ci sarà il Giudizio Universale. A quel punto l’anima si riunirà al corpo nella Resurrezione dei corpi (Ricordiamo il Credo Apostolico dei Concili di Nicea- Costantinopoli: “……di là verrà a giudicare i vivi e i morti”, in quanto quando Cristo ritornerà, (Nessuno conosce il giorno, neanche Gesù Cristo stesso quando era in Terra, ma solo il Padre, anche se nei Vangeli, Il Messia svela che il suo ritorno non avverrà prima che il Vangelo non sia stato proclamato a tutte le genti, non che tutto le genti si siano convertite). Il corpo risorto sarà identico a quello “storico” della persona che fu, carne compresa, ma un corpo glorificato, non più inquinato dal peccato. A quel punto ci sarà il giudizio finale, non ci sarà più il Purgatorio e i redenti vivranno con Dio nella Grusalemme celeste, mentre i dannati  bruceranno nel fuoco eterno con il diavolo e gli angeli ribelli. Questi angeli ribelli sono un terzo di quelli creati da Dio (Impossibile precisare il numero), cioè al momento della ribellione di Lucifero, un terzo degli angeli presenti nel Paradiso si sono ribellati e lo hanno seguito. Un  certo  numero sono stati precipitati sulla terra e spesso sono la causa di tanti mali. Altrui sono legati in catene in attesa del Giudizio Universale. Occorre ricordare che Dio è amore è quindi da Lui non può venire alcun male, ma spesso consente il male per quello che la Bibbia definisce “Mistero dell’Iniquità”. Occorre ricordare che il libro biblico della Sapienza spiega bene che la morte e la malattia sono stati introdotti nel mondo per invidia del diavolo. C’è stata la caduta di Adamo ed Eva, che però Dio ha riparato mandando in Terra il suo Figlio Unigenito Gesù Cristo che si è fatto peccato per distruggere i peccati dell’Umanità e di ogni singola persona, morendo sulla Croce per poi Resuscitare, primizia di coloro che risorgeranno dai morti. DI tutt&#8217;altra natura sono gli angeli, arcangeli, cherubini eserafini, nelle varie gerarchie, si tratta di puri spiriti, che nulla hanno a che vedere con la natuta umana. Dio creò invece l&#8217;uomo a sua immagine e somiglianza, dunque l&#8217;uomo rassomiglia, nell&#8217;aspetto fisico a Dio non agli Angeli, tanto che Cristo si è fatto uomo, ed è per questo motivo che satana invidioso, scaglia tutto il suo male sull&#8217;umanità, fermo restando che l&#8217;uomo ha il libero arbitrio di scegliere il bene o il male. La diffferenza findamentale sdta nel fatto che mentre l&#8217;uomo fino al punto di morto può penbtirsi dei suoi peccati e affidarsi alla misericordia di Dio, l&#8217;angelo al momento della sua ribellione, non ha più possibilità di tornare indietro la sua condanna è eterna.</p>
<p>                                                                                Giancarlo Padula</p>
<p>                                          (Ex allievo dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Loreto</p>
<p>                                            affiliato alla Pontificia Università Lateranenze, e frequentatore di</p>
<p>                                            200 corsi biblici in ambito carismatico cattolico)</p>
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		<title>Siglato protocollo di cooperazione tra la Diocesdi di Terni e di Kananga (Congo)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 17:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
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Un protocollo di cooperazione è stato siglato tra la diocesi di Terni e quella di Kananga, nella Repubblica Democratica del Congo. L’accordo è stato siglato dai due titolari delle diocesi, mons. Vicenzo Paglia e mons. Marcel Madila, nel corso di una visita di tre giorni compiuta dal presule italiano nel Paese africano. Dal 16 al 19 luglio, informa una nota, mons. Paglia ha visitato la circoscrizione ecclesiastica di Kananga, incontrando i responsabili religiosi locali, la classe dirigente, i malati ed i bisognosi. A tutti, il presule ha portato un messaggio di speranza “per la costruzione di una comunità di solidarietà, di pace e di fraternità, con un’attenzione particolare verso i più poveri”. “Viviamo un tempo forte – ha detto il vescovo di Terni, nonché presidente della Commissione per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso della Cei – in cui è necessario sempre più vivere e trasmettere gli atteggiamenti di ‘globalizzazione dell’amore’ per rompere le catene della globalizzazione selvaggia, basata solo sul commercio ed il denaro”. Il protocollo di cooperazione firmato recentemente rappresenta un ulteriore passo avanti nel partenariato avviato dalle due diocesi oltre vent’anni fa. Ed è quindi in questo quadro che mons. Paglia e mons. Madila si sono accordati “per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 11pt; color: black; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 18.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a rel="attachment wp-att-24836" href="http://www.ternimagazine.it/24835/religione/siglato-protocollo-di-cooperazione-tra-la-diocesdi-di-terni-e-di-kananga-congo.html/attachment/image-name-4"><img class="alignleft size-medium wp-image-24836" title="image-name" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/image-name5-200x250.jpg" alt="image name5 200x250 Siglato protocollo di cooperazione tra la Diocesdi di Terni e di Kananga (Congo)" width="200" height="250" /></a><br />
</span><span style="font-size: 12pt; color: black; font-family: Verdana; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"><br />
</span><span style="font-size: 11pt; color: black; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 9.0pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">Un protocollo di cooperazione è stato siglato tra la diocesi di Terni e quella di Kananga, nella Repubblica Democratica del Congo. L’accordo è stato siglato dai due titolari delle diocesi, mons. Vicenzo Paglia e mons. Marcel Madila, nel corso di una visita di tre giorni compiuta dal presule italiano nel Paese africano. Dal 16 al 19 luglio, informa una nota, mons. Paglia ha visitato la circoscrizione ecclesiastica di Kananga, incontrando i responsabili religiosi locali, la classe dirigente, i malati ed i bisognosi. A tutti, il presule ha portato un messaggio di speranza “per la costruzione di una comunità di solidarietà, di pace e di fraternità, con un’attenzione particolare verso i più poveri”. “Viviamo un tempo forte – ha detto il vescovo di Terni, nonché presidente della Commissione per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso della Cei – in cui è necessario sempre più vivere e trasmettere gli atteggiamenti di ‘globalizzazione dell’amore’ per rompere le catene della globalizzazione selvaggia, basata solo sul commercio ed il denaro”. Il protocollo di cooperazione firmato recentemente rappresenta un ulteriore passo avanti nel partenariato avviato dalle due diocesi oltre vent’anni fa. Ed è quindi in questo quadro che mons. Paglia e mons. Madila si sono accordati “per portare avanti lo stesso operato di solidarietà e di fraternità tra i due popoli”. “Abbattiamo le barriere che ci dividono in base alle nostre singole identità – ha ribadito il vescovo di Terni – Non ci sono né bianchi, né neri, né africani, né europei: siamo tutti fratelli per condividere l’amore e costruire un nuovo mondo, fatto di pace e di solidarietà”. Quindi, il presule ha concluso: “Questo mio soggiorno a Kananga è l’occasione per consolidare i rapporti tra l’Africa e l’Italia. Io stesso sono l’esempio della possibilità di un partenariato solidale all’interno di una globalizzazione dal volto umano”. (Fonte: Radio Vaticana)<br />
<br style="mso-special-character: line-break;" /><br style="mso-special-character: line-break;" /></span></p>
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		<title>LA DIOCESI FESTEGGIA I 10 ANNI D&#8217;ESPISCOPATO DI VINCENZO PAGLIA, PRETI PEDOFILI: &#8220;INGIUSTO ATTACCARE IL PAPA&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 11:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diocesi di Terni festeggia 10 anni episcopato Vincenzo Paglia]]></category>

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		<description><![CDATA[- di Giancarlo Padula - 
  
 
 

 
La Diocesi di Terni Narni Amelia festeggia i dieci anni di episcopato di monsignor Vincenzo Paglia con una solenne concelebrazione eucaristica domani, domenica 18 aprile ore 17.30 nella Cattedrale di Terni, al quale seguirà un momento conviviale ai giardini della Passeggiata. In quest’ultimo decennio Vicenzo Paglia non ha certo dimostrato di sedere comodamente su una poltrona: numerosissime le iniziative a carattere culturale, politico, interconfessionale, più o meno discutibili, ma sicuramente frutto di un pastore che dimostra di essere anche un ottimo comunicatore e divulgatore nell’uso dei media e della carta stampata, tra gli ultimi suoi interventi di rilievo che ancora fanno discutere, la presa di posizione, come Presidente della Conferenza episcopale umbra, sull’apertura domenicale dei negozi:  &#8220;Chiediamo il rispetto del giorno sacro della Domenica, che nessuno sia obbligato a lavorare di Domenica e che, se richiesto, possa rifiutarsi senza pericolo di ritorsioni o di perdita del posto di lavoro. Anche agli sportivi chiediamo di rispettare maggiormente questo giorno, organizzando le gare in modo diverso&#8221;: lo afferma il presidente della Conferenza episcopale umbra e vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia. In una lettera a sindacalisti Cgil del settore commercio che ne avevano sollecitato l’intervento, Paglia sottolinea che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><a rel="attachment wp-att-18278" href="http://www.ternimagazine.it/18277/religione/la-diocesi-festeggia-i-10-anni-despiscopato-di-vincenzo-paglia-preti-pedofili-chi-sbaglia-deve-pagare.html/attachment/paglia_vescovo_terni2_ufs-400x300-250x187"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-18278" title="paglia_vescovo_terni2_ufs-400x300-250x187" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/paglia_vescovo_terni2_ufs-400x300-250x1871.jpg" alt="paglia vescovo terni2 ufs 400x300 250x1871 LA DIOCESI FESTEGGIA I 10 ANNI DESPISCOPATO DI VINCENZO PAGLIA, PRETI PEDOFILI: INGIUSTO ATTACCARE IL PAPA" width="250" height="187" /></strong></a><strong>- di Giancarlo Padula -</strong></span><strong> </strong></p>
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<p><strong> </strong></p>
<p><strong>La Diocesi di Terni Narni Amelia festeggia i dieci anni di episcopato di monsignor Vincenzo Paglia con una solenne concelebrazione eucaristica domani, domenica 18 aprile ore 17.30 nella Cattedrale di Terni, al quale seguirà un momento conviviale ai giardini della Passeggiata. In quest’ultimo decennio Vicenzo Paglia non ha certo dimostrato di sedere comodamente su una poltrona: numerosissime le iniziative a carattere culturale, politico, interconfessionale, più o meno discutibili, ma sicuramente frutto di un pastore che dimostra di essere anche un ottimo comunicatore e divulgatore nell’uso dei media e della carta stampata, tra gli ultimi suoi interventi di rilievo che ancora fanno discutere, la presa di posizione, come Presidente della Conferenza episcopale umbra, sull’apertura domenicale dei negozi:  &#8220;Chiediamo il rispetto del giorno sacro della Domenica, che nessuno sia obbligato a lavorare di Domenica e che, se richiesto, possa rifiutarsi senza pericolo di ritorsioni o di perdita del posto di lavoro. Anche agli sportivi chiediamo di rispettare maggiormente questo giorno, organizzando le gare in modo diverso&#8221;: lo afferma il presidente della Conferenza episcopale umbra e vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia. In una lettera a sindacalisti Cgil del settore commercio che ne avevano sollecitato l’intervento, Paglia sottolinea che &#8220;i negozi aperti la Domenica nei centri storici sono sempre più vuoti, mentre nei grandi centri commerciali, nuove cattedrali del consumo, si assiste sia allo sfruttamento di tanti giovani che vi lavorano con contratti spesso privi di giustizia, sia alla mercificazione delle masse che vi si riversano senza ormai più distinguere non solo tra giorni feriali e festivi, ma anche tra giorno e notte, con ulteriore tributo all’appiattimento, all’alienazione, alla perdita di ogni identità&#8221;. &#8220;Per il cristiano, le radici del riposo domenicale sono iscritte nell’atto stesso della Creazione&#8221;, ricorda il presidente dei vescovi umbri, secondo il quale &#8220;il giorno di riposo è assolutamente necessario per il bene e il benessere della famiglia. Far soffrire la famiglia è una grave offesa alla società&#8221;. Ricordando che quello al riposo festivo &#8220;è il primo diritto conquistato dagli operai&#8221; e un &#8220;patrimonio storico dei movimenti sindacali ma anche della Chiesa cattolica&#8221;, Paglia ribadisce che &#8220;fatti salvi i servizi essenziali, tutto ciò che attiene alla sfera commerciale può e deve essere subordinato al diritto divino e umano al riposo&#8221;. Poi, la presa di posizione di Paglia sulla drammatica vicenda della pedofilia che sta aggredendo la Chiesa Cattolica di Roma: &#8220;Se c’è chi sbaglia va individuato e gli dev’essere impedito in maniera decisa di continuare a sbagliare. Ma nello stesso tempo dobbiamo sostenere la stragrande maggioranza di coloro che danno la loro vita per i poveri e i deboli, perché se non ci fossero loro saremmo ancora più soli&#8221;. E’ quanto ha affermato mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, parlando dello scandalo pedofilia nelle file del clero. &#8220;Tradire Gesù è un fatto che purtroppo accade, e questi terribili fatti sono davvero una tragedia. Ma tutto questo non deve intaccare lo sguardo verso Gesù, che è venuto per aiutare, per salvare, per rendere il mondo meno disumano&#8221;. Paglia ha avvertito che &#8220;il confronto col Vangelo dev’essere quotidiano per tutti. Tutti dobbiamo essere attenti a non mettere il nostro granello di dolore nella montagna del male che si costruisce. Servire Gesù – ha proseguito – è un impegno per noi quotidiano&#8221;. E mentre &#8220;debbono esser condannati&#8221; i &#8220;gesti assurdi&#8221; come gli abusi sessuali sui minori, &#8220;dall’altra – ha aggiunto il vescovo di Terni – mi viene in mente una frase di don Mazzolari, da un libro il cui titolo è il seguente: ‘I preti sanno morire&#8221;’. &#8220;Ci sono tanti preti, tanti missionari, tanti parroci che dedicano la loro vita per i deboli, per i più poveri – ha sottolineato mons. Paglia -. E credo che sia importante guardarli con affetto, aiutarli e sostenerli, perché tutti abbiamo bisogno di vicinanza e di amore&#8221;. </strong><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: 11pt; color: black; mso-bidi-font-size: 9.5pt;">&#8221;Attaccare il Papa sulla questione della pedofilia è ingiusto perché Benedetto XVI è stato il primo che ha messo mano al problema. Ha ribadito che la pedofilia è un crimine e un peccato gravissimo che deve essere estirpato in tutte le situazioni&#8221;: &#8216;ci vuole una grande consapevolezza e determinazione stando attenti a non fare di ogni erba un fascio&#8221;. Monsignor Paglia ha quindi spiegato di avere affrontato la questione pedofilia</span><span style="font-size: 11pt; color: #444444; mso-bidi-font-size: 9.5pt;">&#8221;Attaccare il Papa sulla questione della pedofilia è ingiusto perché Benedetto XVI è stato il primo che ha messo mano al problema. Ha ribadito che la pedofilia è un crimine e un peccato gravissimo che deve essere estirpato in tutte le situazioni&#8221;: a dirlo è il vescovo di Terni, monsignor Vincenzo Paglia, in un&#8217;intervista pubblicata oggi dal Giornale dell&#8217;Umbria in occasione del decennale del suo ingresso in diocesi. Secondo il presule, &#8221;ci vuole una grande consapevolezza e determinazione stando attenti a non fare di ogni erba un fascio&#8221;. Monsignor Paglia ha quindi spiegato di avere affrontato la questione pedofilia con i sacerdoti della sua diocesi. &#8221;Li ho esortati &#8211; ha detto &#8211; a recuperare il loro ministero per mettersi a servizio di tutti, a vivere non per se stessi ma per gli altri&#8221;. Riguardo alla possibile strumentalità degli attacchi rivolti alla Chiesa, il vescovo ha sostenuto che &#8221;sicuramente in molti stanno dimostrando di non essere interessati a difendere le vittime di violenze, ma di avere solo l&#8217;intento di delegittimare l&#8217;autorevolezza della Chiesa&#8221;. &#8221;Certo &#8211; ha proseguito -, la Chiesa è chiamata a dare una risposta alta e un momento di riflessione. Deve prendere decisioni chiare e severe verso i colpevoli. Ma la vera risposta e&#8217; alzando la profezia di una Chiesa dedita al bene di tutti e soprattutto dei più deboli. La vera risposta a queste accuse i cattolici devono darla diventando ancora più generosi nello spendere la propria vita per gli altri. Dobbiamo dire per altro che ce ne sono tanti di preti in tutto il mondo che danno questa testimonianza, tanti sacerdoti che sono fontane che dissetano chi ha bisogno di conforto. Certo, la Chiesa più che difendere se stessa, ovviamente deve anche farlo, deve spendersi per la vita di tutti. Ecco perché non possiamo permetterci di perdere tempo con sterili difese&#8221;. &#8221;Il Papa &#8211; ha concluso monsignor Paglia &#8211; ha chiesto perdono per chi ha sbagliato e si è impegnato a sradicare con grande coraggio la sporcizia che c&#8217;è dentro la Chiesa&#8221;. </span><span style="font-size: 11pt; color: black; mso-bidi-font-size: 9.5pt;"><span style="mso-spacerun: yes;"> </span>con i sacerdoti della sua diocesi. &#8221;Li ho esortati &#8211; ha detto &#8211; a recuperare il loro ministero per mettersi a servizio di tutti, a vivere non per se stessi ma per gli altri&#8221;. Riguardo alla possibile strumentalità degli attacchi rivolti alla Chiesa, il vescovo ha sostenuto che &#8221;sicuramente in molti stanno dimostrando di non essere interessati a difendere le vittime di violenze, ma di avere solo l&#8217;intento di delegittimare l&#8217;autorevolezza della Chiesa&#8221;. &#8221;Certo &#8211; ha proseguito -, la Chiesa è chiamata a dare una risposta alta e un momento di riflessione. Deve prendere decisioni chiare e severe verso i colpevoli. Ma la vera risposta e&#8217; alzando la profezia di una Chiesa dedita al bene di tutti e soprattutto dei più deboli. La vera risposta a queste accuse i cattolici devono darla diventando ancora più generosi nello spendere la propria vita per gli altri. Dobbiamo dire per altro che ce ne sono tanti di preti in tutto il mondo che danno questa testimonianza, tanti sacerdoti che sono fontane che dissetano chi ha bisogno di conforto. Certo, la Chiesa più che difendere se stessa, ovviamente deve anche farlo, deve spendersi per la vita di tutti. Ecco perché non possiamo permetterci di perdere tempo con sterili difese&#8221;. &#8221;Il Papa &#8211; ha concluso monsignor Paglia &#8211; ha chiesto perdono per chi ha sbagliato e si è impegnato a sradicare con grande coraggio la sporcizia che c&#8217;è dentro la Chiesa&#8221;. </span></span><strong>Vincenzo Paglia, già presidente della commissione per il dialogo e l’ecumenismo nei giorni scorsi è stato anche protagonista di un’accesa polemica con il collega Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto,  per le sue affermazioni che ha definito &#8220;totalmente contrarie alla linea ufficiale e al pensiero dominante della Chiesa cattolica&#8221;. Il vescovo emerito, avrebbe rilasciato un’intervista al sito Pontifex, sulla campagna anticlericale che muove dal pretesto della pedofilia. Parole che non sono piaciute al potente Comitato Ebraico Americano, che ha chiesto alla Conferenza episcopale italiana di condannare immediatamente le dichiarazioni &#8220;antisemitiche&#8221; rilasciate dal vescovo di Grosseto.  &#8220;La pedofilia – ecco quel che afferma mons. Babini – è una cosa orrenda e basterebbe un solo caso per far gridare allo scandalo, ma mi consta che anche in altre confessioni ve ne siano e in proporzione maggiore a quella della Chiesa cattolica&#8221;, sottolinea il vescovo. Allora chi c’è dietro questa manovra organizzata? Ci sono, rileva mons. Babini, &#8220;i nemici di sempre dei cattolicesimo, ovvero massoni ed ebrei. Ritengo che sia maggiormente un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi. Le Scritture lo dicono bello chiaro. Magari lo erano in modo inconsapevole, hanno goduto della ignavia di Pilato, certo: ma deicidi sono, il crucifige lo hanno detto loro e non altri. La loro colpa fu tanto grave che Cristo premonizzò quello che sarebbe accaduto loro, con il non piangete su di me, ma sui vostri figli&#8221;. Tra gli addetti ai lavori si sa che la potentissima lobby sionista statunitense sta portando un violento attacco alla Chiesa cattolica: con questo Papa, infatti il Vaticano ha cercato di riconquistarsi una propria autonomia dai potentati mondiali e di recuperare una certa dignità della fede cattolica, cosa che si scontra col progetto mondialista di globalizzazione dei popoli e delle religioni. Benedetto XVI, dunque, è il Papa da abbattere, con l’intervento di campagne mediatiche e dei nemici della Chiesa, esterni ed interni.<br />
Un attacco che viene denunciato anche dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. &#8220;Stanno cercando di attaccare il Papa per arrivare alle sue dimissioni. Ma questo non è solo un attacco legato ad episodi, è legato alla massoneria e a correnti che ci sono anche all’interno della Chiesa stessa a cui probabilmente un Papa che pensa secondo il Vangelo non sta troppo bene. Noi resistiamo e siamo al loro fianco&#8221;. &#8220;Credo che dietro tutte queste polemiche non ci sia il fenomeno della pedofilia ma un attacco nei confronti della Chiesa e di una parte di essa che, in questo momento, è rappresentata dal Papa. Qualcuno cerca di tirar fuori presunti scheletri dagli armadi che non riguardano neppure quello che dovrebbe essere il loro oggetto dell’attacco. Io – conclude Calderoli – credo che questo Papa rappresenti veramente la Chiesa di Gesù Cristo&#8221;. SI sa comunque che la posizione della Chiesa Cattolica in merito alla secolare disputa sul &#8220;deicidio&#8221; si è andata appianando nel corso del tempo, e i rapporti tra le due religioni sono assai migliorati. Infondo quello ebraico è il popolo prediletto e scelto da Dio e rimane tale, questo i cristiani lo sanno. Monsignor Babini, ha poi smentito seccamente – attraverso un comunicato inviato dalla Cei – di aver mai espresso giudizi antisemiti, dai quali, anzi, prende le distanze. &#8220;In ordine ad alcune agenzie che mi attribuiscono dichiarazioni sui fratelli ebrei da me mai pronunciate, preciso che in alcun modo ho espresso simili valutazioni e giudizi da cui prendo nettamente le distanze&#8221;. &#8220;Rinnovo ai nostri fratelli maggiori nella fede la mia fraterna stima e piena vicinanza, in sintonia con il Magistero della Chiesa costantemente riaffermato dal Concilio Vaticano II in poi&#8221;.</strong></p>
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		<title>Tutte le religioni sono contro l&#8217;aborto/ GHANDI: &#8220;Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l&#8217;aborto è un crimine.&#8221;</title>
		<link>http://www.ternimagazine.it/16372/religione/tutte-le-religioni-sono-contro-laborto-ghandi-mi-sembra-chiaro-come-la-luce-del-giorno-che-laborto-e-un-crimine.html</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 17:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebraismo
La Bibbia condanna l&#8217;omicidio come peccato e quindi la morte del feto, che viene già considerato essere umano, secondo la propria crescita ed evoluzione, dopo i 40 giorni dal concepimento, e l&#8217;aborto sono ritenuti peccato. Pur rifacendosi ai testi della Bibbia contrari all&#8217;aborto (soprattutto nel libro dell’ Esodo, capitolo 21, versetti 22-25) e ad una prassi attestata già da Flavio Giuseppe, c&#8217;è una qualche apertura sull&#8217;aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Dio stabilisce che se due uomini vengono alle mani e nella lotta colpiscono una donna incinta, causandole l&#8217;aborto o la nascita prematura del bambino, essi devono essere multati secondo il danno causato al bambino. Questi passi sono in genere datati tra il 200 a.C. ed i primi secoli dell&#8217;era cristiana. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.
Cristianesimo
Chiesa ortodossa
La posizione della Chiesa Ortodossa è da sempre contraria all&#8217;aborto, tenendo fermi i riferimenti biblici contrari all&#8217;aborto (Libro dell’ Esodo, capitolo 21, versetti 22-25) e confermandoli già in testi non-canonici del I secolo d.C. come la Didaché, (Il Primo Catechismo della Chiesa Cattolica, scritto direttamente dagli apostoli di Cristo), la Lettera di Barnaba e l&#8217;Apocalisse di Pietro e infine il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a rel="attachment wp-att-16373" href="http://www.ternimagazine.it/16372/religione/tutte-le-religioni-sono-contro-laborto-ghandi-mi-sembra-chiaro-come-la-luce-del-giorno-che-laborto-e-un-crimine.html/attachment/ghandi-inembassady"><img class="alignright size-medium wp-image-16373" title="ghandi-inembassady" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/ghandi-inembassady-199x250.jpg" alt="ghandi inembassady 199x250 Tutte le religioni sono contro laborto/ GHANDI: Mi sembra chiaro come la luce del giorno che laborto è un crimine." width="199" height="250" /></a>Ebraismo</h2>
<p>La Bibbia condanna l&#8217;omicidio come peccato e quindi la morte del feto, che viene già considerato essere umano, secondo la propria crescita ed evoluzione, dopo i 40 giorni dal concepimento, e l&#8217;aborto sono ritenuti peccato. Pur rifacendosi ai testi della <a title="Bibbia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia">Bibbia</a> contrari all&#8217;aborto (soprattutto nel libro dell’ <a title="Libro dell'Esodo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_dell%27Esodo">Esodo</a>, capitolo <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Es21%2C22-25&amp;formato_rif=vp">21, versetti 22-25</a>) e ad una prassi attestata già da <a title="Flavio Giuseppe" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Giuseppe">Flavio Giuseppe</a>, c&#8217;è una qualche apertura sull&#8217;aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Dio stabilisce che se due uomini vengono alle mani e nella lotta colpiscono una donna incinta, causandole l&#8217;aborto o la nascita prematura del bambino, essi devono essere multati secondo il danno causato al bambino. Questi passi sono in genere datati tra il 200 a.C. ed i primi secoli dell&#8217;era cristiana. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.</p>
<h2>Cristianesimo</h2>
<h3>Chiesa ortodossa</h3>
<p>La posizione della <a title="Chiesa Ortodossa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_Ortodossa">Chiesa Ortodossa</a> è da sempre contraria all&#8217;aborto, tenendo fermi i riferimenti biblici contrari all&#8217;aborto (Libro dell’ <a title="Libro dell'Esodo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_dell%27Esodo">Esodo</a>, capitolo <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Es21%2C22-25&amp;formato_rif=vp">21, versetti 22-25</a>) e confermandoli già in testi non-canonici del <a title="I secolo d.C." href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_secolo_d.C.">I secolo d.C.</a> come la <a title="Didaché" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Didach%C3%A9">Didaché</a>, (Il Primo Catechismo della Chiesa Cattolica, scritto direttamente dagli apostoli di Cristo), la <a title="Lettera di Barnaba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lettera_di_Barnaba">Lettera di Barnaba</a> e l&#8217;<a title="Apocalisse di Pietro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apocalisse_di_Pietro">Apocalisse di Pietro</a> e infine il canone 91 del <a title="Concilio in Trullo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Concilio_in_Trullo">Concilio in Trullo</a>, ritenendo che &#8220;<strong>l&#8217;uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento&#8221;.</strong> Inoltre la Chiesa mantiene tre festività riguardanti il concepimento: l&#8217;annunciazione della <a title="Vergine Maria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_Maria">Vergine Maria</a> il <a title="25 marzo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/25_marzo">25 marzo</a>, il concepimento di <a title="Santi Anna e Gioacchino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santi_Anna_e_Gioacchino">sant&#8217;Anna</a> il <a title="9 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/9_dicembre">9 dicembre</a> e le feste di <a title="Giovanni Battista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Battista">Giovanni Battista</a> detto il Precursore, che si festeggia il <a title="23 settembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/23_settembre">23 settembre</a>. Tuttavia, seguendo <a title="Basilio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilio">Basilio</a>, non si esclude che lo si debba praticare nel caso di pericolo per la vita della madre (come caso di eccezione). Analoga a quella ortodossa è la posizione delle <a title="Chiese orientali antiche" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_orientali_antiche">Chiese orientali antiche</a>.</p>
<h3>Chiesa cattolica</h3>
<table border="1" cellpadding="0" bgcolor="#ffffff">
<tbody>
<tr>
<td> </td>
<td width="100%"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I <a title="Chiesa cattolica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">cattolici</a>, sulla base di riferimenti scritturali e apostolici, hanno sempre considerato la vita un dono del Signore, e dunque un bene in sé di cui all&#8217;uomo non è dato disporre: ne consegue che l&#8217;aborto, in quanto scelta volontaria dell&#8217;uomo volta a impedire lo sviluppo della vita, equivale ad un <a title="Omicidio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio">omicidio</a> ed è considerata peccato mortale gravissimo, in quanto con questa scelta l&#8217;uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di <a title="Contraccezione d'emergenza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contraccezione_d%27emergenza">contraccezione d&#8217;emergenza</a>, che impediscono l&#8217;annidamento del concepito nell&#8217;utero materno, vengono considerati abortivi perché impediscono lo sviluppo iniziale della vita del nascituro. <a title="Papa Giovanni Paolo II" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II">Papa Giovanni Paolo II</a> ha spiegato la posizione cattolica nell&#8217;enciclica <em><a title="Evangelium Vitae" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Evangelium_Vitae">Evangelium Vitae</a></em>, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74. Nella nota del <a title="1993" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1993">1993</a> <em>Circa l&#8217;&#8221;isolamento uterino&#8221; ed altre questioni</em>emessa dalla <a title="Congregazione per la Dottrina della Fede" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Congregazione_per_la_Dottrina_della_Fede">Congregazione per la Dottrina della Fede</a>, guidata dall&#8217;allora cardinale <a title="Joseph Ratzinger" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Ratzinger">Joseph Ratzinger</a>, si afferma che è lecito eseguire l&#8217;asportazione dell&#8217;<a title="Utero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utero">utero</a>, nel solo caso che il suo danneggiamento (in seguito al <a title="Parto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parto">parto</a>, per esempio) rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna. Questa pratica (o l&#8217;equivalente legatura delle <a title="Tube di Falloppio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tube_di_Falloppio">tube</a>) non è ammessa in mancanza di un pericolo in atto, come misura preventiva per la salute della donna in caso di <a title="Gravidanza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gravidanza">gravidanza</a> futura, perché, mancando una ragione terapeutica attuale, tale pratica si configurerebbe come    &lt;&lt;sterilizzazione diretta», sempre vietata dalla morale cattolica. La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. &#8220;Chi procura l&#8217;aborto, se ne consegue l&#8217;effetto, incorre nella scomunica latae sententiae&#8221; (Canone 1398), &#8220;per il fatto stesso d&#8217;aver commesso il delitto&#8221; (Canone 1314) e alle condizioni previste dal diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all&#8217;innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.<br />
(2272 &#8211; CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA)</p>
<h3>Chiese protestanti</h3>
<p>La posizione delle Chiese <a title="Protestantesimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Protestantesimo">protestanti</a> è più variegata. <a title="Lutero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lutero">Lutero</a> e <a title="Giovanni Calvino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Calvino">Calvino</a> sostennero che anima e corpo esistono immediatamente al momento del concepimento, mentre <a title="Filippo Melantone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Melantone">Melantone</a> affermò che l’anima è data da Dio solo dopo che il corpo è formato (tesi in accordo con alcuni <a title="Padri della chiesa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Padri_della_chiesa">Padri della chiesa</a>, come <a title="Tertulliano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tertulliano">Tertulliano</a>, <a title="Girolamo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Girolamo">Girolamo</a> e <a title="Agostino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Agostino">Agostino</a>, ma in realtà aristotelica). Oggi, tuttavia, le chiese più diffuse accentuano l&#8217;importanza delle circostanze uniche che ciascuna decisione di aborto ha sulle responsabilità di chi deve scegliere, in particolare la donna, riconoscendo che il conflitto morale sull’aborto sia tragico ed ambiguo. Di conseguenza alcune Chiese condannano l&#8217;aborto<sup><a title="^ Informazioni su chiese riformate contrarie all'aborto nel sito evangelico www.godandscience.org " href="http://it.wikipedia.org/wiki/#cite_note-2">[3]</a></sup>, mentre altre lo accettano. Per i <a title="Luterani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luterani">luterani</a>, ad esempio, entro una visione etica fondamentalmente a difesa della vita il cristiano si presenta davanti a Dio con la propria coscienza che non può venire delegata ad altri: la sua responsabilità è personale, anche sul concetto di vita o di morte. I <a title="Battismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battismo">battisti</a> condividono questa visione morale, ma sono generalmente ostili all&#8217;aborto.</p>
<h2>Islamismo</h2>
<p>Nell&#8217;<a title="Islam" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islam">Islam</a> si ritiene che il <a title="Feto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feto">feto</a> riceva l&#8217;<a title="Anima" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anima">anima</a> solo dopo 120 giorni dal concepimento, tuttavia anche l&#8217;embrione è ritenuto degno di rispetto. Per questo l&#8217;aborto in generale non è consentito, salvo i casi di <a title="Stupro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stupro">stupro</a> e di problemi di salute della donna incinta. Comunque dopo il quarto mese è considerato un omicidio.</p>
<h2>Induismo</h2>
<p>Nelle centinaia di correnti religiose dell&#8217;<a title="Induismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Induismo">induismo</a> la regola è per il no.</p>
<h2>Buddismo</h2>
<h2>Nel <a title="Buddismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Buddismo">buddismo</a> l&#8217;aborto è vietato da quasi tutti i testi e tradizioni perché considerato una <a title="Violenza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza">violenza</a> nei confronti di un essere vivente e senziente (tranne alcuni testi che non considerano l&#8217;embrione &#8220;senziente&#8221;) Il <a title="Tenzin Gyatso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenzin_Gyatso">XIV Dalai Lama</a>, però, pur essendo contrario in linea di principio, si espresso molte volte per valutare &#8220;caso per caso&#8221; e scegliere il &#8220;male minore&#8221;, come, ad esempio, di fronte a problemi pratici.</h2>
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		<title>PAPA BENDETTO XVI INVITATO A TERNI DAL VESCOVO PAGLIA</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
In occasione del trentesimo anniversario della visita di Papa Woytjla alle Acciaierie di Terni, Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo della Diocesi  ha reso noto di aver inviato una lettera a Benedetto XVI nella quale avanza un implicito invito al Papa a tornare nella nostra città. Giovanni Paolo II il 19 marzo del 1981 visitò le acciaierie ternane e pranzò con gli operai. Anni dopo, nell&#8217;Angelus dell&#8217;8 febbraio 2004, pronunciò parole di solidarietà nei confronti dei lavoratori della Thyssen Krupp, impegnati in quei giorni in una difficile vertenza. La visita, insieme ad altre ricerche sulla vita in fabbrica del Papa Santo, è stata oggetto di un libro scritto dal nostro direttore e pubblicato nel 2005 dal titolo “Io Karol, il Papa operaio”, pubblicato e diffuso a livello nazionale dalle Edizioni LER“ Illustrato da foto straordinarie e particolarissime, dell’epoca, il libro narra momento per momento, la storica visita di Giovanni Paolo II alle Acciaierie di Terni il 19 marzo del 1981, quando la fabbrica era occupata dalle migliaia di lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro. Il Papa Santo parlò lo stesso loro linguaggio, condivise i problemi e disse che la mobilitazione per la giustizia era giusta e di natura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-15953" href="http://www.ternimagazine.it/15952/religione/papa-bendetto-xvi-invitato-a-terni-dal-vescovo-paglia.html/attachment/popebenedictxvi"><img class="alignleft size-medium wp-image-15953" title="popeBenedictXVI" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/popeBenedictXVI-250x184.jpg" alt="popeBenedictXVI 250x184 PAPA BENDETTO XVI INVITATO A TERNI DAL VESCOVO PAGLIA" width="250" height="184" /></a> </p>
<p>In occasione del trentesimo anniversario della visita di Papa Woytjla alle Acciaierie di Terni, Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo della Diocesi  ha reso noto di aver inviato una lettera a Benedetto XVI nella quale avanza un implicito invito al Papa a tornare nella nostra città. Giovanni Paolo II il 19 marzo del 1981 visitò le acciaierie ternane e pranzò con gli operai. Anni dopo, nell&#8217;Angelus dell&#8217;8 febbraio 2004, pronunciò parole di solidarietà nei confronti dei lavoratori della Thyssen Krupp, impegnati in quei giorni in una difficile vertenza. La visita, insieme ad altre ricerche sulla vita in fabbrica del Papa Santo, è stata oggetto di un libro scritto dal nostro direttore e pubblicato nel 2005 dal titolo “Io Karol, il Papa operaio”, pubblicato e diffuso a livello nazionale dalle Edizioni LER“ Illustrato da foto straordinarie e particolarissime, dell’epoca, il libro narra momento per momento, la storica visita di Giovanni Paolo II alle Acciaierie di Terni il 19 marzo del 1981, quando la fabbrica era occupata dalle migliaia di lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro. Il Papa Santo parlò lo stesso loro linguaggio, condivise i problemi e disse che la mobilitazione per la giustizia era giusta e di natura evangelica, se non si fosse contrapposta a persone o gruppi di persone, ma per l’affermazione del giusto diritto ad avere un posto di lavoro e un salario. Nel gennaio del 2004 gli operai della Terni scesero nuovamente in lotta per difendere centinaia di posti di lavoro minacciati dalla nuova proprietà tedesca del gruppo siderurgico e di nuovo Giovanni Paolo II si schierò al loro fianco, dedicando l’Angelus alle maestranze recatesi in pellegrinaggio a San Pietro. I licenziamenti furono scongiurati anche questa volta, non solo per la mobilitazione sociale e sindacale, ma anche per l’intervento del Papa.</p>
<p>                                                                                                                     Web &amp; Books</p>
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		<title>Ultim&#8217;ora/ STOP ALLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI PAPA WOJTYLA?</title>
		<link>http://www.ternimagazine.it/14808/religione/ultimora-stop-alla-causa-di-beatificazione-di-papa-wojtyla.html</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 18:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Papa wojtyla]]></category>

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		<description><![CDATA[Mistero sui tempi e le modalità del processo di beatificazione di Karol Wojtyla. Un giornale polacco ha oggi ipotizzato che la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II possa subire rallentamenti per perplessità sul miracolo attribuito all&#8217;intercessione di Wojtyla, ovvero la guarigione dal Parkinson di una suora francese. Ma la notizia è stata definita nel pomeriggio &#8220;assolutamente priva di fondamento&#8221; da fonti autorizzate vaticane sentite dall&#8217;agenzia Ansa.
La stampa polacca sosteneva che la Commissione medica del Vaticano avrebbe &#8220;bocciato&#8221; il primo miracolo &#8211; quello della guarigione della suora francese &#8211; portato a sostegno del processo di beatificazione di Giovanni Paolo. La decisione sarebbe stata presa in considerazione del fatto che nel caso della suora francese la diagnosi di Parkinson non era certa e che da alcune forme di parkinsonismi si può guarire.
Alla luce di ciò, la Commissione medica avrebbe chiesto alla Postulazione di presentare un altro miracolo, scegliendo tra i 271 sui quali sono state raccolte documentazioni. Sul nuovo miracolo &#8211; tra i 271 segnalati molti sono &#8220;italiani&#8221; &#8211; dovrebbe prima però esprimersi un tribunale diocesano e questo richiederà il tempo necessario. Solo allora potrà quindi riunirsi nuovamente la Commissione medica.
Tutto l&#8217;incartamento è &#8220;sub secreto&#8221; e il procedimento è ancora in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14809" href="http://www.ternimagazine.it/14808/religione/ultimora-stop-alla-causa-di-beatificazione-di-papa-wojtyla.html/attachment/141309435-94be945d-6a99-4e8a-9ef2-20c878d86638"><img class="alignleft size-medium wp-image-14809" title="141309435-94be945d-6a99-4e8a-9ef2-20c878d86638" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/141309435-94be945d-6a99-4e8a-9ef2-20c878d86638-138x250.jpg" alt="141309435 94be945d 6a99 4e8a 9ef2 20c878d86638 138x250 Ultimora/ STOP ALLA CAUSA DI BEATIFICAZIONE DI PAPA WOJTYLA?" width="138" height="250" /></a>Mistero sui tempi e le modalità del processo di beatificazione di Karol Wojtyla. Un giornale polacco ha oggi ipotizzato che la causa di beatificazione di Giovanni Paolo II possa subire rallentamenti per perplessità sul miracolo attribuito all&#8217;intercessione di Wojtyla, ovvero la guarigione dal Parkinson di una suora francese. Ma la notizia è stata definita nel pomeriggio &#8220;assolutamente priva di fondamento&#8221; da fonti autorizzate vaticane sentite dall&#8217;agenzia Ansa.<br />
La stampa polacca sosteneva che la Commissione medica del Vaticano avrebbe &#8220;bocciato&#8221; il primo miracolo &#8211; quello della guarigione della suora francese &#8211; portato a sostegno del processo di beatificazione di Giovanni Paolo. La decisione sarebbe stata presa in considerazione del fatto che nel caso della suora francese la diagnosi di Parkinson non era certa e che da alcune forme di parkinsonismi si può guarire.<br />
Alla luce di ciò, la Commissione medica avrebbe chiesto alla Postulazione di presentare un altro miracolo, scegliendo tra i 271 sui quali sono state raccolte documentazioni. Sul nuovo miracolo &#8211; tra i 271 segnalati molti sono &#8220;italiani&#8221; &#8211; dovrebbe prima però esprimersi un tribunale diocesano e questo richiederà il tempo necessario. Solo allora potrà quindi riunirsi nuovamente la Commissione medica.<br />
Tutto l&#8217;incartamento è &#8220;sub secreto&#8221; e il procedimento è ancora in pieno corso. Una &#8220;eminente fonte vaticana&#8221; consultata dall&#8217;agenzia Apcom reagisce con sorpresa alle voci: &#8220;Non si può dire che quel miracolo non sia più valido semplicemente perché la congregazione per la causa dei santi ancora non l&#8217;ha analizzato ufficialmente&#8221;. Una riunione della consulta medica è prevista nelle prossime settimane.</p>
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		<title>CORTE EUROPEA: ACCOLTO IL RICORSO DELL&#8217;ITALIA PER IL CROCIFISSO</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:36:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato dall’Italia contro la sentenza che aveva sostanzialmente bocciato, il 3 novembre scorso, la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. A quanto si è appreso, il caso sarà quindi esaminato dalla Grande Camera nei prossimi mesi.
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha espresso «vivo compiacimento»: «constato con soddisfazione che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l’Italia aveva presentato alla Corte». La vicenda era nata dopo che la signora Soile Lautzi e il marito s&#8217;erano rivolti alla Corte contro lo Stato italiano perché i loro due figli frequentavano aule con il Crocifisso alla scuola dell&#8217;obbligo statale &#8220;Vittorino da Feltre&#8221; di Abano Terme. Contestavano un&#8217;ingerenza dello Stato nella libertà di pensiero e di religione.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14628" href="http://www.ternimagazine.it/14627/religione/corte-europea-accolto-il-ricorso-dellitalia-per-il-crocifisso.html/attachment/crocifisso01g"><img class="alignleft size-medium wp-image-14628" title="crocifisso01g" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/crocifisso01g-250x191.jpg" alt="crocifisso01g 250x191 CORTE EUROPEA: ACCOLTO IL RICORSO DELLITALIA PER IL CROCIFISSO" width="250" height="191" /></a>La Corte europea dei diritti dell’uomo ha accolto il ricorso presentato dall’Italia contro la sentenza che aveva sostanzialmente bocciato, il 3 novembre scorso, la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. A quanto si è appreso, il caso sarà quindi esaminato dalla Grande Camera nei prossimi mesi.<br />
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini ha espresso «vivo compiacimento»: «constato con soddisfazione che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l’Italia aveva presentato alla Corte». La vicenda era nata dopo che la signora Soile Lautzi e il marito s&#8217;erano rivolti alla Corte contro lo Stato italiano perché i loro due figli frequentavano aule con il Crocifisso alla scuola dell&#8217;obbligo statale &#8220;Vittorino da Feltre&#8221; di Abano Terme. Contestavano un&#8217;ingerenza dello Stato nella libertà di pensiero e di religione.</p>
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		<title>Religione/ ECCO LE NUOVE REGOLE PER I FEDELI CATTOLICI</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove disposizioni per i fedeli cattolici]]></category>

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		<description><![CDATA[Fedeli doc, arriva il primo galateo di buone maniere per seguire la Santa Messa, stilato e documentato con tanto di cartoncino pieghevole corredato da figure esemplificative dalla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo, nella capitale. Il segno della croce? E&#8217; valido solo se fatto &#8220;con l&#8217;acqua benedetta&#8221;. Anche lo scambio della pace è soggetto a regole, e va fatto senza deambulare troppo per la chiesa ma scambinadolo &#8220;con chi ti sta più vicino, senza lasciare il tuo posto&#8221;. Bon ton anche durante la comunione: chi riceve l&#8217;ostia consacrata sulla mano, se non la porta subito alla bocca davanti al sacerdote, è bene che la &#8220;prenda delicatamente con le dita della mano destra&#8221;. Il novello monsignor Della Casa autore del primo dettagliato vademecum del perfetto fedele è monsignor Raffaello Martinelli, pimicerio della basilica di Roma sul Corso e dei suoi collaboratori. Che, per evitare fedeli indisciplinati e poco rispettosi delle regole che dovrebbero accompagnare i fedeli ogni qualvolta si trovano nella casa della comunità cristiana, hanno messo nero su bianco le regole da seguire durante la Messa. Dall&#8217;ingresso all&#8217;uscita, niente deve essere affidato al caso. Cosa fare dunque prima di entrare in chiesa? &#8220;Smetti di parlare&#8221;, prima regola. &#8220;Spegni il cellulare&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-11574" href="http://www.ternimagazine.it/11573/religione/religione-ecco-le-nuove-regole-per-i-fedeli-cattolici.html/attachment/chiesa08"><img class="alignleft size-medium wp-image-11574" title="chiesa08" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/chiesa08-250x187.jpg" alt="chiesa08 250x187 Religione/ ECCO LE NUOVE REGOLE PER I FEDELI CATTOLICI" width="250" height="187" /></a>Fedeli doc, arriva il primo galateo di buone maniere per seguire la Santa Messa, stilato e documentato con tanto di cartoncino pieghevole corredato da figure esemplificative dalla Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo, nella capitale. Il segno della croce? E&#8217; valido solo se fatto &#8220;con l&#8217;acqua benedetta&#8221;. Anche lo scambio della pace è soggetto a regole, e va fatto senza deambulare troppo per la chiesa ma scambinadolo &#8220;con chi ti sta più vicino, senza lasciare il tuo posto&#8221;. Bon ton anche durante la comunione: chi riceve l&#8217;ostia consacrata sulla mano, se non la porta subito alla bocca davanti al sacerdote, è bene che la &#8220;prenda delicatamente con le dita della mano destra&#8221;. Il novello monsignor Della Casa autore del primo dettagliato vademecum del perfetto fedele è monsignor Raffaello Martinelli, pimicerio della basilica di Roma sul Corso e dei suoi collaboratori. Che, per evitare fedeli indisciplinati e poco rispettosi delle regole che dovrebbero accompagnare i fedeli ogni qualvolta si trovano nella casa della comunità cristiana, hanno messo nero su bianco le regole da seguire durante la Messa. Dall&#8217;ingresso all&#8217;uscita, niente deve essere affidato al caso. Cosa fare dunque prima di entrare in chiesa? &#8220;Smetti di parlare&#8221;, prima regola. &#8220;Spegni il cellulare&#8221;, indicazione contemplata un po&#8217; ovunque. Terza regola: &#8220;Verifica che il tuo abbigliamento sia rispettoso del tuo corpo &#8216;tempio dello Spirito Santo&#8217; e della casa di Dio&#8221;. Seguono schizzi esemplificativi e chiarificatori. Una volta entrato, il fedele ha altre regole da rispettare. Il segno della Croce. Visto che &#8220;esprime la tua fede in Dio Trinità&#8221; è bene che venga fatto &#8220;con l&#8217;acqua benedetta perché richiama il tuo Battesimo, nel quale sei diventato figlio di Dio&#8221;. A questo punto, sarebbe meglio non ciondolare in mezzo alla navata ma ricercare il tabernacolo dove compiere &#8220;un atto di adorazione con la genuflessione o almeno con un profondo inchino nei confronti di Cristo realmente presente&#8221;. E qui &#8220;sosta in preghiera per qualche istante&#8221;. E&#8217; facoltativa la preghiera davanti all&#8217;immmagine della Madonna e dei Santi. Accendere le candele in chiesa. Capita molto spesso anche a chi va non tanto per seguire la messa ma semplicemente per rivolgere una preghiera al Signore. Ebbene, a chi accende una candela va ricordato di non farlo così tanto per fare. &#8220;Accendere il tuo cuore &#8211; si legge nel vademecum &#8211; con la fede e con la preghiera&#8221;. Osservare sempre il silenzio, ma se c&#8217;e&#8217; necessita&#8217; impellente di parlare &#8220;farlo sottovoce&#8221;. Queste le regole generali. Ma nel bon ton del fedele si spiega anche come partecipare alla Santa Messa &#8220;almeno ogni domenica&#8221;. Primo: puntualità. Non è proprio educato interrompere il presule durante l&#8217;omelia. Al momento dei canti, anche se non si è intonati, è bene per dimostrare la partecipazione attiva &#8220;pregare e cantare, unendo la tua voce a quella degli altri, senza gridare&#8221;. Passi se stonati, ma almeno &#8220;state a tempo&#8221;, è la richiesta del galateo. Seduti, inginocchiati, è l&#8217;ora di alzarsi in piedi, quando uscire? Quante volte il fedele a messa avrà sbagliato i tempi di queste azioni. Il vademecum toglie definitivamente anche da questi imbarazzi, spiegando per filo e per segno in quali frangenti rimanere seduto, in quali inchinarsi; in quali ancora, &#8220;se possibile&#8221; stare in ginocchio e quando è il momento di alzarsi. Evitare le comunioni inflazionate. &#8220;Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sara&#8217; reo del Corpo e del Sangue del Signore&#8230;mangia e beve la propria condanna&#8221;. Dunque, prima di ricevere dal sacerdote l&#8217;ostia consacrata &#8220;e&#8217; necessario essere in grazia di Dio&#8221; e previo &#8220;digiuno di almeno un&#8217;ora&#8221;.</p>
<p>                                                                                                            (Fonte: AdnKronos)</p>
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		<title>FESTEGGIAMENTI A TERNI PER LA PROCLAMAZIONE A VENERABILE DELL&#8217;OPERAIO GIUNIO TINARELLI (Guarda il video)</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 18:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[RELIGIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Giunio Tinarelli]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato presentato nel salone della Curia vescovile il programma dei festeggiamenti in occasione della proclamazione a Venerabile del “Servo di Dio” Giunio Tinarelli in programma dal 15 al 17 gennaio con la presenza della statua della Madonna di Loreto per tre giorni a Terni. Ad illustrare l’iniziativa il vescovo Vincenzo Paglia, il parroco della Cattedrale di Terni don Carlo Romani e il segretario dell’Unitalsi di Terni Valentino Antonelli. «E’ per la chiesa diocesana un momento di esultanza per la proclamazione a venerabile di un giovane ternano Giunio Tinarelli – ha detto il vescovo Vincenzo Paglia &#8211; Il suo è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza. E’ stata questa la vocazione che ha segnato la sua vita e la sua testimonianza, prima come operaio delle Acciaierie, di giovane sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio della parrocchia del Duomo, e poi nella malattia che lo colpì appena ventenne. Un operaio della fabbrica ma ancor più della fede e dell’apostolato».  
Il programma 
Il 15 gennaio alle 9.30 la statua della Madonna di Loreto verrà portata al carcere di Terni e nella tarda mattinata presso il monastero delle Clarisse a Collerolletta e quindi nella chiesa di Santa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10969" href="http://www.ternimagazine.it/10968/religione/festeggiamenti-a-terni-per-la-proclamazione-a-venerabile-delloperaio-giunio-tinarelli.html/attachment/image-name2"><img class="alignright size-medium wp-image-10969" title="image-name[2]" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/image-name2-200x250.jpg" alt="image name2 200x250 FESTEGGIAMENTI A TERNI PER LA PROCLAMAZIONE A VENERABILE DELLOPERAIO GIUNIO TINARELLI (Guarda il video)" width="200" height="250" /></a>E’ stato presentato nel salone della Curia vescovile il programma dei festeggiamenti in occasione della proclamazione a Venerabile del “Servo di Dio” Giunio Tinarelli in programma d<strong>al 15 al 17 gennaio </strong>con la presenza della statua della Madonna di Loreto per tre giorni a Terni. Ad illustrare l’iniziativa il vescovo<strong> Vincenzo Paglia</strong>, il parroco della Cattedrale di Terni <strong>don Carlo Romani</strong> e il segretario dell’Unitalsi di Terni <strong>Valentino Antonelli</strong>. «E’ per la chiesa diocesana un momento di esultanza per la proclamazione a venerabile di un giovane ternano Giunio Tinarelli – ha detto il vescovo Vincenzo Paglia &#8211; Il suo è stato un esempio immenso di vocazione alla sofferenza. E’ stata questa la vocazione che ha segnato la sua vita e la sua testimonianza, prima come operaio delle Acciaierie, di giovane sempre presente tra i suoi coetanei e nella vita dell’oratorio della parrocchia del Duomo, e poi nella malattia che lo colpì appena ventenne. Un operaio della fabbrica ma ancor più della fede e dell’apostolato».  <br />
<strong>Il programma </strong><br />
<strong>Il 15 gennaio</strong> alle 9.30 la statua della Madonna di Loreto verrà portata al carcere di Terni e nella tarda mattinata presso il monastero delle Clarisse a Collerolletta e quindi nella chiesa di Santa Maria della Misericordia a Borgo Bovio.<br />
Alle 15.20 la Madonna di Loreto partirà dalla Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Borgo Bovio per  giungere in piazza della Repubblica. Alle 16 la Madonna di Loreto sarà accolta dalle autorità religiose e civili. Alle 16.15 processione da piazza della Repubblica in Cattedrale e alle 21 Veglia di preghiera in Cattedrale presieduta dall’arcivescovo di Loreto monsignor Giovanni Tonucci.<br />
<strong>Sabato 16 gennaio</strong> alle 9.30 al Madonna di Loreto verrà portata in Ospedale e alle 15 in Cattedrale.<br />
Alle 17.30 al Museo diocesano si svolge il convegno sul tema “Handicap e famiglia” e alle 20 cena a Villa Spirito Santo.<br />
<strong>Domenica 17 gennaio </strong>alle 9.30 i partecipanti provenienti da altre sezioni o sottosezioni verranno portati al Sacro Speco francescano di Narni, alle 12.30 pranzo a Villa Spirito Santo e alle 16 si terrà la Messa nella Cattedrale di Terni presieduta dal cardinale Angelo Comastri. <strong>Chi era Giunio Tinarelli:  </strong>Il 27 maggio 1912 a Terni in via del Pozzo nasceva da modesta famiglia Giunio Tinarelli. Dopo la scuola d’obbligo, per le ristrettezze economiche della famiglia, Giunio, adolescente, si inserì nel mondo del lavoro, prima presso la tipografia Alterocca, poi presso una piccola officina meccanica, da ultimo, a soli 15 anni, fu assunto presso le Acciaierie. Inizialmente lavorô al reparto “bullonerie”, poi nell’officina di riparazione locomotive, da ultimo quando ormai la malattia era molto avanzata, al deposito attrezzi. Ancora fanciullo, la madre Maria lo condusse all’oratorio San Gabriele del Duomo affidando lui e il fratello Orlando a mons. Giuseppe Lombardi, il popolare don Peppino, perchè ricevessero una buona educazione cristiana. Giunio amò la vita oratoriana, partecipando assiduamente agli appuntamenti liturgici e sacramentali, alle attività della filodrammatica, iscrivendosi all’Azione Cattolica, partecipando alle gare di catechismo.<br />
Giunio Tinarelli era felice, allegro, viveva la sua vita con una gioia contagiosa. La gente non riusciva a capire da dove gli venisse quell’energia travolgente: non si poteva far altro che sentirla, goderla, farla propria, lasciarsi contagiare. Era una persona ricca di una fede incrollabile, esaltata ancora di più nella malattia e nella sofferenza che lo portò alla morte a soli 44 anni. La poliartrite anchilosante e spondilite, questa la grave patologia che colpì il giovane Giunio, non gli consentirono più alcun movimento, ma non gli impedirono di essere “operaio” nel campo dell’apostolato. Nel 1948 fondò a Terni la sottosezione dell’Unitalsi, partecipando ogni anno ai pellegrinaggi a Loreto, Lourdes, Oropa, Re con il treno dei malati. Comunicò sempre questa sua grande fede agli altri anche nella sofferenza attraverso mani, penna, carta e leggio, i suoi nuovi ferri del mestiere,  conversando con gli amici e con la gente che lo andava a visitare per consolarlo. Dal suo letto Giunio ha sconfitto tante illusioni che rendono triste e amara la vita degli uomini, ricordando che la felicità non sta nell’amare se stessi o nella salute o nella tranquillità, ma che la felicità sta nell’essere partecipi dell’amore del Signore, che la felicità e la pace stanno nell’amare gli altri. E gli amici dell’Unitalsi e del centro Volontari della sofferenza portano sempre nella loro opera verso i malati e i sofferenti l’esempio di Giunio, cercando di dare lo stesso conforto e serenità.</p>
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		<title>L’Europa dipende dalla guida morale del cristianesimo, dall’illuminismo e dalla sovranità nazionale.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 12:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Web &#38; Books</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA]]></category>
		<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
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		<category><![CDATA[Cristianesimo]]></category>
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		<description><![CDATA[
- di Roger Scruton
 da Il Foglio, 29 dicembre 2009-
- Alla fine di ogni anno rivolgo il mio sguardo all’indietro, cercando di fare il punto. Faccio un paragone tra i miei figli come sono ora, a nove e undici anni, e com’erano un anno fa. E ripenso alle condizioni sociali e politiche in cui era iniziato l’anno e mi chiedo come siano cambiate le cose. Solo a quel punto penso al futuro e, come la maggior parte delle persone di buon senso, mi rendo conto di non poter predire quel che verrà, anche se posso decidere di essere una persona migliore. E un modo dei tanti di essere migliore è quello di smettere di fare previsioni e programmi, e di pensare invece ai miei doveri. Ma viviamo all’ombra di altri, che avevano previsto il futuro ostentando grande sicurezza, e che si sono radunati in riunioni tenutesi in tutto il continente per correggere e applicare il piano regolatore per l’Europa. Un piano pensato quasi un secolo fa da menti ormai da lungo tempo divorate dai vermi. Forse sarebbe stato il piano giusto, se le loro previsioni si fossero rivelate corrette. Ma erano sbagliate, così come lo sono tutte le previsioni, e ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10559" href="http://www.ternimagazine.it/10558/politica/10558.html/attachment/scruton"><img class="alignleft size-medium wp-image-10559" title="scruton" src="http://www.ternimagazine.it/wp-content/uploads/scruton-249x182.jpg" alt="scruton 249x182 L’Europa dipende dalla guida morale del cristianesimo, dall’illuminismo e dalla sovranità nazionale. " width="249" height="182" /></a></p>
<p>- di Roger Scruton</p>
<p> da Il Foglio, 29 dicembre 2009-</p>
<p>- Alla fine di ogni anno rivolgo il mio sguardo all’indietro, cercando di fare il punto. Faccio un paragone tra i miei figli come sono ora, a nove e undici anni, e com’erano un anno fa. E ripenso alle condizioni sociali e politiche in cui era iniziato l’anno e mi chiedo come siano cambiate le cose. Solo a quel punto penso al futuro e, come la maggior parte delle persone di buon senso, mi rendo conto di non poter predire quel che verrà, anche se posso decidere di essere una persona migliore. E un modo dei tanti di essere migliore è quello di smettere di fare previsioni e programmi, e di pensare invece ai miei doveri. Ma viviamo all’ombra di altri, che avevano previsto il futuro ostentando grande sicurezza, e che si sono radunati in riunioni tenutesi in tutto il continente per correggere e applicare il piano regolatore per l’Europa. Un piano pensato quasi un secolo fa da menti ormai da lungo tempo divorate dai vermi. Forse sarebbe stato il piano giusto, se le loro previsioni si fossero rivelate corrette. Ma erano sbagliate, così come lo sono tutte le previsioni, e ora ci troviamo gravati da una montagna di trattati, leggi e direttive che hanno senso solo in funzione di assunti da lungo tempo smentiti.<br />
Ritenevano, quanti stilarono il Trattato di Roma, che la libertà di circolazione oltre i confini nazionali avrebbe prodotto piccoli aggiustamenti, con lo spostamento dei lavoratori dalle zone di disoccupazione a quelle in crescita. Ritenevano che per garantire l’“equità delle condizioni” sarebbe bastato un ristretto corpus di norme e regolamenti, e che a tempo debito le rivalità nazionali avrebbero cessato di esistere, mentre la prosperità condivisa tra gli europei superava la reciproca concorrenza. Naturalmente la realtà si è rivelata diversa. La migrazione incontrollata della popolazione lavoratrice dall’Europa orientale a quella occidentale ha scompaginato ogni cosa e causato disoccupazione, sovrappopolazione e illegalità in Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna. Le norme e i regolamenti dell’acquis communautaire sono cresciuti, raggiungendo la cifra di 170 mila pagine di editti senza senso. E la concorrenza tra le nazioni è aumentata in fierezza, tanto che ognuna si batte per usare l’inaffidabile macchina legislativa a proprio vantaggio.<br />
Quest’anno ha visto l’imposizione del Trattato di Lisbona sul popolo europeo, e la scelta di un presidente e di un ministro degli Esteri, teoricamente posti a rappresentanza di quello stesso popolo, senza che però se ne spiegasse il perché e il percome. Il ministro degli esteri è inglese, ma di lei sappiamo solo una cosa, e cioè che non ne sappiamo praticamente nulla. Una burocrate senza personalità, promossa senza elezioni da una posizione a un’altra nella gerarchia interna ai Labour, perfettamente adeguata a essere il ministro degli Esteri di un ente che non è fondato su nessuna identità, se non quella di un piano in cui nessuno crede. Che gli eurocrati, nel prossimo anno, possano coronare l’obiettivo cui mirano da tempo, ovvero quello di legare la City di Londra con vincoli normativi che distruggano infine il suo ascendente, è da vedere. Ma una cosa è certa: le rivalità nazionali all’interno dell’Unione europea d’ora in avanti saranno l’argomento principale della politica europea.<br />
La mia speranza personale è che questa rivalità porti finalmente le nazioni a una maggiore capacità di farsi valere e che i singoli governi si dimostrino pronti a porre un limite alla confisca dei loro poteri. Dovrebbe essere possibile, per il governo italiano, decidere per conto del suo popolo se desidera mantenere nei propri confini il gran numero di zingari rumeni giunti nel paese senza invito. Dovrebbe essere possibile, per lo stesso governo, ignorare la sentenza della Corte europea dei diritti umani che ha condannato l’affissione del crocefisso nelle aule scolastiche. E dovrebbe essere possibile per tutti i nostri governi regolamentare le proprie istituzioni finanziarie secondo quanto richiedono l’interesse nazionale e la storia delle relazioni commerciali. E’ però evidente che l’Europa sta attraversando una crisi d’identità che semplifica l’appropriazione di potere da parte dei burocrati e dei giudici che cercano di governarci.<br />
La cultura europea si fonda su tre grandi lasciti: il cristianesimo, la sovranità nazionale e l’illuminismo. Le nostre élite hanno voltato le spalle al cristianesimo, apparentemente inconsapevoli della misura in cui il popolo europeo ancora dipende dalla sua guida morale e spirituale. La sovranità ci è stata confiscata, cosicché non sappiamo più con certezza quanto siano salde le fonti del diritto, né perché gli dobbiamo obbedienza. E persino l’eredità dell’illuminismo è a rischio, con il diffondersi per il continente di leggi che impediscono di esprimere la propria appartenenza religiosa o nazionale. La libertà di parola non è più tutelata dalle accuse di “islamofobia” o “xenofobia”, e in molti luoghi d’Europa non si può mettere in dubbio senza esporsi a rischio l’idea fasulla di “società multiculturale”.<br />
Ai suoi paladini la “correttezza politica” sembra essere la più tollerante di tutte le fedi. Ma tolleranza significa accettare quanto si disapprova, e questa è una virtù che sembra stare scomparendo dall’Europa, mentre le ortodossie sono programmate dal sistema giudiziario. Come dobbiamo rispondere a questa crisi d’identità? L’anno a venire deve certamente essere un anno di ricerca dell’anima. Ciascuno di noi deve chiedersi qual è la sua posizione rispetto alla religione cristiana, se si ritiene credente o scettico. Ciascuno di noi deve chiedersi quale idea ha della sovranità nazionale, se intende accettare o rifiutare il principio secondo cui ogni popolo dovrebbe elaborare le proprie norme come ente sovrano. E ciascuno di noi deve chiedersi cosa significhi oggi Illuminismo. Si tratta semplicemente di un nome diverso per il sempre più lungo elenco di “diritti” delle minoranze, impostici dalla macchina europea, il cui effetto è quello di rendere marginale il nostro modus vivendi tradizionale, o rappresenta ancora lo spirito della libertà individuale, compresa la libertà di parola, di religione, e la proprietà privata per cui tante guerre si sono combattute in Europa?<br />
Certamente è giunto il momento di un dibattito pubblico chiaro su queste domande, affinché i due burocrati scelti per rappresentarci sulla scena politica mondiale siano resi edotti dei veri sentimenti del popolo europeo. Gli europei avrebbero molta più fiducia nel proprio futuro se chi parla a loro nome dimostrasse chiaramente anche di aver compreso l’eredità morale, legale e spirituale che ci unisce e fosse pronto a pronunciarsi in sua difesa. In qualche modo dubito che uno di questi due nuovi “leader” sia in grado o di svolgere questo compito o di comprendere perché potrebbe essere necessario.</p>
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